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Quali sono i dati sensibili dei dipendenti?

3 Febbraio 2021
Quali sono i dati sensibili dei dipendenti?

Il datore di lavoro può trattare i dati personali dei lavoratori ma deve fornire loro un’adeguata informativa.

Sei un lavoratore subordinato. Ti sei accorto che nella busta paga c’è scritto a quale sindacato versi la trattenuta mensile. Vuoi sapere se il datore di lavoro può trattare i tuoi dati sensibili.

Nel nostro ordinamento, il trattamento dei dati personali deve essere effettuato nel rispetto delle disposizioni del Gdpr, ossia, il regolamento europeo in materia di privacy. Le regole previste per la protezione dei dati personali si applicano anche nell’ambito del rapporto di lavoro.

Ma quali sono i dati sensibili dei dipendenti? Come vedremo, la gestione del rapporto di lavoro può determinare il trattamento di numerose tipologie di dati particolari da parte del datore di lavoro.

Dati sensibili: cosa sono?

I dati personali sono delle informazioni che consentono di identificare una persona fisica. Basti pensare al nome, al cognome, alla propria foto, al proprio numero di cellulare, etc. A partire dal maggio del 2018, è entrato in vigore in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea il regolamento generale in materia di data protection, meglio noto con l’acronimo Gdpr [1]. Tale corpus normativo disciplina le regole che devono essere seguite per effettuare un trattamento di dati personali.

Alcune informazioni hanno, tuttavia, un profilo di riservatezza particolarmente forte e, per questo, sono soggette ad una disciplina maggiormente stringente. Si tratta dei dati sensibili o, come vengono definiti dal Gdpr, dati particolari.

Ma quali informazioni rientrano in questa categoria? Sono dati particolari, tra gli altri, quelli che rivelano:

  • l’origine razziale o etnica;
  • le opinioni politiche;
  • le convinzioni religiose o filosofiche;
  • l’appartenenza sindacale;
  • i dati genetici;
  • i dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica;
  • i dati relativi alla salute o alla vita sessuale;
  • l’orientamento sessuale della persona.

Questi dati possono essere trattati solo se ricorrono una serie di condizioni.

Quali sono i dati sensibili dei dipendenti?

La gestione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro determina un trattamento di dati personali. L’azienda, infatti, per gestire il dipendente e dare esecuzione al contratto di lavoro deve necessariamente trattare i dati personali del lavoratore, come ad esempio:

  • nome, cognome, codice fiscale, data di nascita;
  • indirizzo di residenza;
  • dati relativi al percorso professionale e formativo;
  • dati retributivi;
  • dati relativi alle performance lavorative;
  • Iban.

Il datore di lavoro può trattare lecitamente questi dati in quanto il Gdpr prevede che una delle basi giuridiche su cui può fondarsi il trattamento dei dati personali è l’esecuzione di un contratto di cui l’interessato è parte [2]. Il contratto di lavoro legittima, dunque, il trattamento dei dati personali necessari ad eseguire il rapporto contrattuale stesso.

Nell’ambito del rapporto di lavoro, tuttavia, possono essere oggetto di trattamento anche i dati particolari dei dipendenti, tra cui:

  • dati relativi allo stato di salute;
  • dati relativi all’eventuale condizione di disabilità;
  • dati giudiziari;
  • affiliazione sindacale del dipendente.

Nel nostro ordinamento, il trattamento dei dati particolari è vietato a meno che non vi sia il consenso dell’interessato oppure un’altra base giuridica. Il Gdpr prevede espressamente la possibilità di trattare i dati sensibili se il trattamento è necessario per assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti specifici del titolare del trattamento o dell’interessato in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale e protezione sociale in presenza di garanzie appropriate per i diritti fondamentali e gli interessi dell’interessato [3].

Ne consegue che il datore di lavoro può trattare i dati particolari ma deve comunque procedere con cautela.

Dati sensibili dei dipendenti: quali cautele?

La gestione dei dati particolari dei lavoratori, benché sia lecita in quanto necessaria per assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale, deve avvenire con misure appropriate tese a garantire i diritti fondamentali dei dipendenti.

Il Garante Privacy, ad esempio, ha previsto che quando viene redatta la busta paga del dipendente non si deve indicare in modo specifico qual è la sigla sindacale cui il dipendente appartiene ed alla quale devolve la trattenuta sindacale mensile ma occorre utilizzare dei codici che anonimizzano il dato sensibile. Si tratta solo di un esempio dal quale si evince che il trattamento di questi dati, strettamente connessi alla sfera riservata del dipendente, deve avvenire con particolari cautele.


note

[1] Regolamento (UE) n. 679/2016.

[2] Art. 6 co. 1, lett. b) Regolamento (UE) n. 679/2016.

[3] Art. 9 co. 2, lett. b) Regolamento (UE) n. 679/2016.


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