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Governo: chi darà la fiducia a Draghi

3 Febbraio 2021 | Autore:
Governo: chi darà la fiducia a Draghi

Sì di Italia Viva, il M5S annuncia il suo no ad un Governo tecnico. Qualche riserva dal Pd. Centrodestra in attesa di confronto (ma vorrebbe le urne).

Si fa presto a dire Mario Draghi. Il suo nome era nell’aria da mesi come quello che prima o poi avrebbe sostituito Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. E quel «prima o poi» è arrivato ieri sera, quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per oggi a mezzogiorno l’ex governatore della Banca d’Italia ed ex numero uno della Banca centrale europea per conferirgli l’incarico di formare un nuovo Governo. Un Governo «di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica», ha chiesto Mattarella. Un Governo, però, che dovrà comunque incassare la fiducia delle Camere per poter cominciare a lavorare.

L’interrogativo, dunque, è quello: ora chi appoggerà Draghi? Alcune forze politiche si sono già sbilanciate, altre hanno messo le mani avanti, qualcun’altra preferisce per ora il silenzio.

Il sì più deciso alla scelta del Capo dello Stato non poteva che arrivare da Italia Viva, cioè dal partito che ha fatto affondare Conte e che, secondo il premier dimissionario, aveva già «un accordo con il centrodestra» per fare arrivare Draghi al suo posto. È l’ex ministra e capogruppo di Iv al Senato, Teresa Bellanova, la più premurosa nel ringraziare Mattarella «per la saggezza e il senso di responsabilità: le sfide che il Paese ha davanti sono enormi ed il governo, lo diciamo da mesi, deve essere all’altezza. In questo momento così delicato non faremo mancare il nostro contributo ed il nostro apporto».

Ed è l’unico «sì» a viso aperto. Dopodiché, si raccolgono solo perplessità più o meno esplicite, probabilmente nell’attesa di sapere se il futuro premier intende restare fino a fine legislatura o farà un Esecutivo allo scopo di portare l’Italia fuori dalla pandemia, di gestire gli aiuti europei e di fare una nuova legge elettorale per poi farsi da parte. Il Partito Democratico, per bocca del vicesegretario Andrea Orlando, reagisce così: «Draghi? Una grande personalità è un punto di partenza importante ma non risolutiva se non c’è una maggioranza che può accompagnare un percorso politico».

Mette decisamente le mani avanti il M5S. Le parole del capo politico Vito Crimi non lasciano spazio ai dubbi: «Il Movimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico Governo possibile sarebbe stato un Governo politico. Pertanto, non voterà per la nascita di un Governo tecnico presieduto da Mario Draghi. Una tale tipologia di esecutivi – conclude Crimi – è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani».

Centrodestra in ordine sparso. Matteo Salvini e Giorgia Meloni restano fermi sulla necessità del voto anticipato. Il capo della Lega tiene a ricordare che «l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo. Articolo 1 della Costituzione Italiana». Fatta questa indispensabile premessa, a Porta a Porta lancia l’affondo contro il Colle: «Infelice e ingiusto accostare il voto al contagio», dice Salvini, che avverte: «Non si usi la pandemia per evitare le elezioni, sennò dovremo spiegare agli elettori calabresi e ai milioni di italiani che voteranno alle amministrative in primavere che sono delle cavie».

Anche Meloni rilancia con forza le urne: «Noi pensiamo sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte che possa governare cinque anni e dare all’Italia le risposte coraggiose di cui ha bisogno».

Manca all’appello Silvio Berlusconi, che resta in silenzio e, fino a qualche giorno fa, si era detto disponibile a un Esecutivo di unità nazionale. Fonti azzurre riferiscono che il Cav si riserva di confrontarsi con gli alleati. Raccontano però che l’ex premier abbia riservato parole di stima a Draghi, ricordando di aver sponsorizzato la sua candidatura alla presidenza della Bce. Del resto, riecheggiano ancora le sue recenti aperture a un governo dei migliori. Draghi corrisponde all’identikit tracciato dal leader azzurro?

Anche Giovanni Toti e Maurizio Lupi si dicono pronti ad accogliere le parole del Quirinale e chiedono di aprire un confronto all’interno del centrodestra per chiarire le posizioni su un eventuale governo a guida Draghi. «Dobbiamo confrontarci, siamo una coalizione, spero che Salvini senta tutti e chiami Mattarella per mettersi a disposizione del Paese», dice il governatore ligure. Sulla stessa linea Lupi: «Ora serve un confronto».



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