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Valore della bolletta luce: ultime sentenze

3 Febbraio 2021
Valore della bolletta luce: ultime sentenze

Somministrazione di energia elettrica: la bolletta è sufficiente a dimostrare il consumo? Opposizione alla fattura della società fornitrice.

Secondo l’orientamento maggioritario sposato dalla giurisprudenza, la bolletta della luce fa prova dei consumi dell’utente in forza dell’accettazione, da parte di questi, delle condizioni generali di contratto. Tuttavia, il consumatore può sempre dimostrare la non corrispondenza dei consumi. La prova può basarsi su semplici indizi, senza dover necessariamente dimostrare il difetto tecnico del contatore o del sistema di calcolo. 

Ecco le ultime sentenze in tema di valore probatorio della bolletta della luce.

Somministrazione di energia: la bolletta, in quanto atto contabile unilaterale, non è idonea a dimostrare l’effettiva erogazione del servizio

Nel caso di contratto di somministrazione grava sul gestore provare l’entità dei consumi e la bolletta è un atto unilaterale di natura meramente contabile. Infatti, la bolletta del gas o dell’energia elettrica non basta a dimostrare che effettivamente l’azienda abbia erogato il servizio e, in un procedimento ordinario, non può essere utilizzata come prova per richiedere all’utente il pagamento di una determinata somma.

Tribunale Nola sez. I, 22/09/2020, n.1353

Somministrazione e vicinanza della prova

In materia di somministrazione – conformemente agli artt. 115 c.p.c, 2697 c.c. ed al principio della vicinanza della prova – le bollette sono in linea di massima idonee a fornire la prova dei consumi esposti, salva l’ipotesi di contestazione dell’utente; in caso di contestazione dei consumi esposti nella bolletta, infatti, è onere del preteso creditore fornire prova del quantum della merce somministrata e, segnatamente, la corrispondenza tra i consumi esposti in bolletta e quelli risultanti dal contatore correttamente funzionante.

Tribunale Milano sez. XI, 19/02/2020, n.1585

La bolletta è idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione solo in caso di mancata contestazione da parte dell’utente

In materia di somministrazione che in conformità agli artt. 115 c.p.c. e art. 2697 c.c. ed al principio della vicinanza della prova le bollette sono in linea di massima idonee a fornire la prova dei consumi esposti, salva l’ipotesi di contestazione dell’utente; in caso di contestazione dei consumi esposti nella bolletta, è onere del preteso creditore fornire prova del quantum della merce somministrata e, segnatamente, la corrispondenza tra i consumi esposti in bolletta e quelli risultanti dal contatore correttamente funzionante.

Tribunale Milano sez. XI, 21/01/2020, n.515

Somministrazione di energia elettrica: valore probatorio della bolletta e prova a carico del somministrante in caso di contestazione dei consumi

In tema di somministrazione di energia elettrica, in applicazione dell’art. 2697 c.c. e del principio della vicinanza della prova, la bolletta è idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione in assenza di contestazioni da parte del somministrato, mentre, in caso di contestazione dei consumi esposti nella bolletta, spetta alla somministrante provare il quantum dei beni somministrati, ovvero il corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza tra quanto riportato in bolletta e quanto emergente dal contatore.

Tribunale Milano sez. XI, 31/12/2019, n.12038

La bolletta è idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione solo in caso di mancata contestazione da parte dell’utente

Le bollette sono in linea di massima idonee a fornire la prova dei consumi esposti, salvo contestazione dell’utente, nel qual caso è onere della somministrante fornire prova del quantum della merce somministrata e, segnatamente, la corrispondenza tra i consumi esposti in bolletta e quelli risultanti dal contatore.

Tribunale Milano sez. XI, 20/11/2018, n.11689

Rapporti di utenza: le risultanze del contatore fanno piena prova del consumo addebitato solo ove esse non siano contestate dall’utente

Nei rapporti di utenza l’obbligo del gestore di effettuare gli addebiti del prezzo del servizio sulla base delle indicazioni del contatore non può risolversi in un privilegio probatorio fondato sulla non contestabilità del dato recato in bolletta.

L’utente, pertanto, conserva il diritto di contestazione ed il gestore ha l’onere di provare il corretto funzionamento del contatore centrale e la corrispondenza tra il dato fornito e quello trascritto nella bolletta.

Il contatore, infatti, costituisce un meccanismo probatorio assistito da una presunzione di idoneità all’esatta contabilizzazione, in ragione dei collaudi e dei controlli sullo stesso esercitati dal gestore del servizio, e deve, pertanto, trovare applicazione l’art. 2712 c.c.: le risultanze del misuratore, equiparate alle registrazioni meccaniche di cui alla rubrica del suddetto articolo, fanno piena prova del consumo addebitato solo ove essi non siano contestati dall’utente.

Tribunale Latina sez. I, 11/10/2018, n.2472

La bolletta è idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione solo in caso di mancata contestazione da parte dell’utente

Nei contratti di somministrazione di energia e gas naturale, a fronte della contestazione – anche stragiudiziale – della congruità dei consumi esposti nelle bollette e della conformità dei consumi effettivi, spetta al somministrante (società che fornisce il bene all’utente) e non al distributore (società che fornisce il bene per la fornitura agli utenti) la prova del quantum della merce fornita e del quantum del corrispettivo secondo i criteri di riparto stabiliti dagli artt. 1218 e 2697 c.c. e del principio della vicinanza della prova.

Consegue che la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità e la bolletta risulta idonea a dimostrare l’entità dei consumi della somministrazione solo in caso di mancata contestazione da parte dell’utente poiché, in ipotesi contraria, il somministrante deve provare la quantità di consumo registrato, il corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza fra quanto riportato in bolletta e quanto emergente dal contatore.

Tribunale Grosseto, 10/09/2018, n.796



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1 Commento

  1. E poi ci sono i tabulati interni delle società che aiutano a chiarire come hanno registrato i consumi presumibilmente veritieri, poi tolgono i contatori senza dare preavviso dichiarando che c’è una presunta rottura, è tutto presunto fino a quando non arrivano le verifiche, contestazioni, reclami, denunce, richiesta atti interni, richiesta ricostruzione consumi, rimborsi, indennizzi. Presumere e verificare sono due concetti opposti.

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