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Denuncia: come conoscere l’esito del procedimento penale?

6 Febbraio 2021
Denuncia: come conoscere l’esito del procedimento penale?

Nel 2019, mio padre ha presentato via pec alla Guardia di Finanza un esposto/denuncia (modulistica presente sul sito nazionale GdF) segnalando che la sua controparte in diversi procedimenti civili fruiva di patrocini gratuiti ottenuti fraudolentemente.

Il fatto singolare è che nulla abbiamo saputo dalla GdF in merito alla denuncia presentata, la controparte ha continuato a sfruttare i patrocini già ottenuti e mio padre a pagarsi i suoi avvocati. 

Come fare per sapere che fine ha fatto l’esposto presentato? Può essere a vostro parere utile denunciare alla Procura il mancato esito delle indagini? 

Dalla lettura dell’allegato, non evinco la richiesta di avviso di cui agli artt. 406 co. III e 408 co. II del codice di procedura penale, circa l’eventuale richiesta di proroga del termine delle indagini e circa l’eventuale richiesta di archiviazione.

In mancanza, è ben possibile che la procedura sia proseguita o, ancor più probabile, sia stata archiviata senza alcuna comunicazione a Suo padre.

Occorre, infatti, fare esplicita richiesta all’autorità al fine di avere aggiornamenti in merito.

Per avere informazioni, il mio consiglio, ad oggi, è quello di procedere ad un’istanza di accesso agli atti della Guardia di Finanza relativi all’esposto presentato. Infatti, la qualità di autore di un esposto è circostanza idonea, unitamente ad altri elementi, a radicare nell’autore la titolarità di una situazione giuridicamente rilevante di accesso agli atti.

In questo caso, il diritto di accesso è disciplinato dal capo 5 della Legge n. 241 del 1990 agli articoli 22 e seguenti ed ha trovato più ampia ed organica disciplina con l’entrata in vigore della Legge 11 febbraio 2005 n. 15, che ha innovato profondamente l’intero procedimento amministrativo previsto nella Legge 241 del 1990.

Per ottenere l’accesso, occorre, infatti, dimostrare la titolarità di un interesse attuale, concreto e diretto.

Nel Suo caso, pare ovvio che il denunciante sia uno dei soggetti titolari di questo interesse a conoscere l’esito della procedura. Per tali motivi, ad avviso di chi scrive, credo che tale istanza non possa essere rigettata dall’autorità competente.

Non essendo Suo padre diretto danneggiato delle condotte della controparte, non sarà, invece, possibile scoprire l’esito del procedimento tramite istanza ex art.335 c.p.p., contenente la richiesta di informazioni in capo alla controparte denunciata.

Infatti, per sapere quale è stato l’esito di una denuncia o di una querela già sporte è possibile rivolgersi alla Segreteria Indagini Preliminari della Procura della Repubblica di competenza, dove si presume la Guardia di Finanza abbia fatto le relative comunicazioni, richiedendo un certificato ai sensi dell’art. 335 c.p.p., che consente di sapere a che punto è il procedimento penale.

Tuttavia, solo la persona offesa dal reato o l’indagato possono chiedere ed ottenere notizie sullo stato del procedimento, salvo il segreto investigativo.

In questo caso, essendo la denuncia relativa all’impossibilità di usufruire del gratuito patrocinio, l’unica persona offesa, concretamente individuabile nella fattispecie, è lo Stato; pertanto, una eventuale richiesta in tal senso sarebbe rigettata.

Mi permetto di consigliarvi per il futuro di non adoperare i moduli messi a disposizione dalla Guardia di Finanza, ma di procedere con propri atti di esposto/querela/denuncia (carta libera) alla presentazione sia ai militari, che alla Procura della Repubblica.

Se, poi, si pensa di non essere in grado di elaborare chiaramente un tale atto, è meglio affidarsi ad un legale che possa redigere per Voi l’esposto, così da rendere al meglio efficace l’iniziativa giudiziaria.

Come detto, io Vi avrei consigliato di inserire tale richiesta: “chiede di essere avvisato, ai sensi degli artt. 406 co. III e 408 co. II c.p.p., circa l’eventuale richiesta di proroga del termine delle indagini e circa l’eventuale richiesta di archiviazione”.

In questo modo, Suo padre sarebbe stato avvisato, al fine di poter presentare eventuale opposizione all’archiviazione e, così, convincere il giudice delle indagini della fondatezza della denuncia.

Non sarebbe, quindi, corretto denunciare il mancato esito alla Procura, in quanto è più che probabile che l’esposto abbia fatto, nel bene o nel male, il suo decorso.

Concludendo, ad oggi, l’azione che si può perseguire per avere informazioni in merito è quella dell’istanza di accesso alla Guardia di Finanza, che contenga gli estremi della denuncia presentata e la richiesta di avere notizie circa l’esito del procedimento penale avviato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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