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Annullamento d’ufficio titolo edilizio: ultime sentenze

6 Febbraio 2021
Annullamento d’ufficio titolo edilizio: ultime sentenze

Le più recenti pronunce giurisprudenziali su: costruzione abusiva; concessione edilizia in sanatoria; omessa esplicita valutazione.

Interesse pubblico concreto ed attuale

I presupposti dell’esercizio del potere di annullamento d’ufficio dei titoli edilizi sono costituiti dall’originaria illegittimità del provvedimento, dall’interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione (diverso dal mero ripristino della legalità violata), tenuto conto anche delle posizioni giuridiche soggettive consolidate in capo ai destinatari; l’esercizio del potere di autotutela è dunque espressione di una rilevante discrezionalità che non esime, tuttavia, l’Amministrazione dal dare conto, sia pure sinteticamente, della sussistenza dei menzionati presupposti e l’ambito di motivazione esigibile è integrato dall’allegazione del vizio che inficia il titolo edilizio, dovendosi tenere conto, per il resto, del particolare atteggiarsi dell’interesse pubblico in materia di tutela del territorio e dei valori che su di esso insistono, che possono indubbiamente essere prevalenti, se spiegati, rispetto a quelli contrapposti dei privati, nonché dall’eventuale negligenza o malafede del privato che ha indotto in errore l’Amministrazione.

Consiglio di Stato sez. IV, 18/06/2019, n.4133

Annullamento d’ufficio del titolo edilizio: presupposti

Affinché un titolo edilizio sia annullato d’ufficio è necessario che sussista un interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione, che sia diverso dal mero ripristino della legalità violata, dovendo anche considerarsi le posizioni giuridiche soggettive consolidate in capo ai destinatari.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 03/02/2020, n.486

Annullamento d’ufficio di un titolo edilizio in sanatoria

L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio in sanatoria, intervenuto ad una distanza temporale considerevole dal provvedimento annullato, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale all’adozione dell’atto di ritiro anche tenuto conto degli interessi dei privati destinatari del provvedimento sfavorevole

Consiglio di Stato sez. II, 16/12/2019, n.8500

Annullamento in sede giudiziaria del permesso di costruire

Qualora l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio sia stato annullato in sede giudiziale per difetto di motivazione l’Amministrazione conserva il potere di intervenire nuovamente sulla base di una adeguata motivazione che dia conto dell’interesse pubblico concreto e attuale all’annullamento del permesso di costruire.

Consiglio di Stato sez. IV, 26/05/2020, n.3330

Mancato annullamento d’ufficio parziale di un titolo edilizio

E’ illegittimo l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio se il Comune non ha dedicato alcun passaggio motivazionale alla possibilità, non implausibile, di annullare soltanto parzialmente i titoli edilizi rilasciati al fine di contemperare le contrapposte esigenze recando il minore sacrificio possibile alla posizione giuridica del privato.

Consiglio di Stato sez. II, 07/09/2020, n.5392

Annullamento d’ufficio di titolo edilizio illegittimo: interesse pubblico

In alcuni casi l’interesse pubblico alla rimozione dell’atto illegittimo deve considerarsi in re ipsa, non essendo necessario uno specifico impegno motivazionale; fra tali ipotesi rientra quella dell’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio illegittimo.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 18/10/2019, n.4976

Annullamento d’ufficio di un titolo edilizio: motivazione

Nel vigore dell’art. 21 nonies, l. n. 241/1990, l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio anche in sanatoria, intervenuto ad una distanza temporale considerevole dal titolo medesimo, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale all’adozione dell’atto di ritiro, tenuto conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati rispetto al provvedimento di primo grado, non potendosi predicare in via generale la sussistenza di un interesse pubblico in re ipsa alla rimozione in autotutela di tale atto.

Due sono i presupposti per l’esercizio del potere di annullamento in autotutela: l’annullabilità dell’iniziale titolo edilizio (presupposto rigido) e le ragioni di interesse di interesse pubblico ulteriori rispetto all’esigenza di ristabilire l’ordine giuridico violato e prevalenti su aspettative, di segno opposto, al mantenimento dell’assetto di interessi in atto (presupposto elastico che si basa sull’affidamento nella stabilità dello status quo ante, suscitato dal favorevole provvedimento di primo grado e destinato a rafforzarsi progressivamente con il trascorrere del tempo).

Poiché, poi, la motivazione (art. 3, l. n. 241/1990) rispecchia i presupposti legittimanti l’esercizio del potere, incombe sull’Amministrazione l’obbligo di motivare circa la sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale all’eliminazione del provvedimento di primo grado, tenendo altresì conto delle ragioni di coloro che, sul piano sostanziale, ne sono destinatari e controinteressati.

In tale prospettiva, è chiaro che non è l’interesse pubblico alla ricostituzione dell’ordine giuridico compromesso ad entrare in comparazione con le aspettative alla conservazione della situazione in atto, bensì un interesse pubblico concreto e attuale, ulteriore rispetto alla mera esigenza di ripristino della legalità.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 03/08/2020, n.1488

Interesse pubblico concreto e attuale all’adozione dell’atto di ritiro

L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio anche in sanatoria, intervenuto ad una distanza temporale considerevole dal titolo medesimo, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale all’adozione dell’atto di ritiro, tenuto conto degli interessi dei privati destinatari del provvedimento sfavorevole, non potendosi predicare, in via generale, la sussistenza di un interesse pubblico in re ipsa alla rimozione in autotutela di tale atto, a meno che non ricorrano eccezioni in tal senso, quali la particolare rilevanza dell’interesse pubblico violato o la falsa rappresentazione da parte dei privati.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 05/06/2020, n.996

La comunicazione di avvio del procedimento di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio

L’avvio del procedimento di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio non è idoneo a garantire il rispetto del termine di 18 mesi, trattandosi di termine perentorio ai fini dell’adozione dell’atto definitivo di autotutela.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 01/06/2020, n.980

Adozione dell’annullamento d’ufficio di titolo edilizio in sanatoria: il decorso del tempo

Il mero decorso del tempo non comporta il venir meno del potere di adozione dell’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio in sanatoria, dovendo considerare il fatto che il termine ragionevole per la sua adozione decorre dal momento della scoperta, da parte dell’Amministrazione, dei fatti e delle circostanze posti a fondamento dell’atto di ritiro.

Consiglio di Stato sez. VI, 07/10/2019, n.6760

Concessione edilizia rilasciata sulla base di erronea rappresentazione

L’annullamento d’ufficio di una concessione edilizia non necessita di espressa e specifica motivazione sul pubblico interesse, perché di interesse generale al rispetto della disciplina urbanistica. Inoltre, quando l’illegittimità del titolo edilizio dipende dall’erronea rappresentazione della realtà in capo all’Amministrazione procedente causata dal comportamento del richiedente (non importa se doloso o colposo), l’interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento dell’atto sussiste in re ipsa, non opponendosi a ciò posizioni di interesse del privato degne di tutela.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 18/07/2019, n.856



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