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Ecco dove finirà Conte dopo le dimissioni

3 Febbraio 2021 | Autore:
Ecco dove finirà Conte dopo le dimissioni

Finito il suo impegno istituzionale, sarà automaticamente reintegrato nella sua cattedra dell’Università di Firenze. Forse, le prime lezioni il 22 febbraio.

Tutto dipenderà da quanto ci metterà Mario Draghi a concludere le consultazioni, dal loro esito e dal tempo necessario a fare il «passaggio della campanella», simbolo della consegna del Governo nelle mani del successore. Dopodiché, Giuseppe Conte sarà un uomo libero da ogni impegno istituzionale e, finito il trasloco, potrà tornare al suo lavoro da professore universitario. Dove, a quanto pare, stanno già aspettando il suo arrivo.

Potrebbe essere questione di una ventina di giorni, secondo Luigi Dei, il rettore dell’Università di Firenze, ovvero l’ateneo dove il premier uscente è professore ordinario di diritto privato presso il Dipartimento di Scienze giuridiche. La stessa università in cui, nel 1999, Matteo Renzi ottenne la laurea in giurisprudenza, guarda un po’ il destino gli scherzi che fa. Ora che il mandato governativo si avvia alla conclusione, «professore Conte» sarà automaticamente reintegrato nella vita accademico-universitaria. Renzi, invece, resterà in Parlamento ad appoggiare un altro Governo.

Il reintegro è previsto dalla legge 383 del 1980: un docente che assume la carica di presidente del Consiglio, ha ricordato il rettore Dei, entra in aspettativa obbligatoria. Una volta che la Presidenza del Consiglio comunicherà al Rettorato la decadenza dalla carica, Conte riprenderà automaticamente possesso della sua cattedra universitaria. In teoria, il professore Conte potrebbe tornare a svolgere attività didattica già dal 22 febbraio, inizio del secondo semestre dell’anno accademico. Ma questo sarà tutto da vedere in base alla programmazione annuale del suo insegnamento. Nel caso in cui non fossero previste lezioni per la sua cattedra, Conte si dedicherà alla ricerca, allo studio ed eventualmente ai colloqui con gli studenti.

Certo, ai ragazzi farà uno strano effetto veder entrare Conte in aula per tenere una lezione di diritto e non per illustrare l’ennesimo Dpcm anti-Covid e chiedere «dei sacrifici necessari per il bene di tutti».

Sacrifici che non hanno offuscato l’immagine del professore all’università fiorentina, anzi: secondo il rettore, Conte «ha portato il suo contributo al servizio del Paese e lo ha fatto con grande competenza e con una precisa statura morale. Ha svolto il suo compito di presidente del Consiglio al meglio, come gli ha sempre richiesto l’alto ruolo ricoperto»

Innegabile il ritorno d’immagine per l’ateneo: «L’incarico di presidente del Consiglio dei ministri svolto da Conte – ha sottolineato Dei all’agenzia Adnkronos – ha dato sicuramente lustro alla nostra Università ed ha rappresentato un elemento di orgoglio per l’ateneo».



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