Tik Tok: arriva lo stop ai bambini

3 Febbraio 2021 | Autore:
Tik Tok: arriva lo stop ai bambini

Al via le misure per verificare l’età degli utenti: i minori di 13 anni saranno bloccati e rimossi. Parte anche una campagna di sensibilizzazione per i genitori.

Inizia il conto alla rovescia: dal 9 febbraio, Tik Tok, il social di video sharing molto popolare fra i ragazzi, adotterà misure per bloccare e impedire l’accesso agli utenti che hanno meno di 13 anni di età. Lo ha annunciato oggi la piattaforma al Garante privacy, che nei giorni scorsi era intervenuto a seguito del triste caso della bambina di 10 anni morta per asfissia durante una sfida.

L’Autorità ha preso atto della comunicazione della società, riservandosi di verificare «l’effettiva efficacia» delle misure annunciate. Il controllo dell’età degli iscritti a Tik Tok avverrà chiedendo loro di indicare di nuovo la loro data di nascita.

Sarà indispensabile farlo per poter continuare ad utilizzare l’app: se l’informazione non viene inserita, la società invierà una notifica push sull’app informando che occorre inserire il requisito dell’età per poter navigare nel sito. E se dalle successive verifiche emergerà che l’utente ha meno di 13 anni, il suo account verrà rimosso.

Ma come controllare che effettivamente l’utente ha comunicato la sua vera data di nascita e non ne ha inserito, invece, una fasulla per apparire più grande? Su questo la società che gestisce Tik Tok ha spiegato che per individuare «con ragionevole certezza» gli utenti sotto i 13 anni si impegnerà «a valutare ulteriormente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale». Così la procedura di “age verification” sarà prevalentemente automatizzata.

Il fattore umano, però, non sarà escluso dalle verifiche: a seguito dell’intervento del Garante, già dal 25 gennaio, Tik Tok ha introdotto nell’app un pulsante che permette di segnalare gli utenti che sembrano avere meno di 13 anni. E la società si è anche impegnata a raddoppiare il numero dei moderatori di lingua italiana che ogni giorno controllano i contenuti presenti sulla piattaforma.

Tik Tok ha anche promesso di lanciare, sia sull’app che su altri canali di comunicazione, una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli sul corretto uso del social. La campagna si rivolgerà specificamente ai genitori, ribadendo, tra l’altro, il limite di età per l’iscrizione alla piattaforma.

Per tutelare i bambini, il Garante per la privacy avvierà sulle tv nazionali un’altra campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con Telefono Azzurro; servirà a richiamare i genitori a svolgere un ruolo di vigilanza e a prestare attenzione nel momento in cui Tik Tok richiede ai figli di indicare la loro età per accedere.

Infine, a beneficio degli utenti minori, Tik Tok migliorerà il contenuto della propria informativa sulla privacy, per spiegare in modo comprensibile i tipi di dati che raccoglie e il modo in cui essi vengono trattati. Ma la maggior parte delle questioni si discuteranno con l’Autorità per la privacy dell’Irlanda, che è il Paese in cui la piattaforma ha fissato il proprio stabilimento principale.



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4 Commenti

  1. Era ora che ci fosse un segnale chiaro da parte del social network. Non si rendono conto che i ragazzini entrano su questi social e comunicano con sconosciuti che magari si spacciano per loro coetanei, postano video e non sono neppure loro? Oppure lanciano sfide e magari riescono a camuffare la loro identità?

  2. Io penso che non bisogna lasciare ai più piccoli il libero accesso alla Rete e che bisogna monitorare i nostri bambini perché sui social non si sa mai chi possono incontrare. Non mi riferisco per forza agli adulti, ma anche ai coetanei oppure a ragazzini di diversa età che possono avere una cattiva influenza su di loro. E se proprio si vuole dare uno smartphone ai dodicenni che sia almeno sotto controllo o che si navighi insieme per accertarsi che non ci siano pericoli

  3. un tempo, quando non c’era tutta questa tecnologia, i pericoli era molto limitati e circoscritti ad altre modalità. Ora, la preoccupazione dei genitori è amplificata all’ennesima potenza. Si fa fatica a stare dietro ai ragazzi. Tu puoi avvertirli, monitorarli, ma poi spesso loro fanno quel che vogliono e non è semplice assicurarsi che non si mettano nei guai. Non bisogna dare la colpa sempre ai genitori. Per quanto uno possa stare con gli occhi aperti, ci sono cose che magari un padre o una madre non possono sapere non avendo praticità con questi siti, social o altre diavolerie di internet

  4. Purtroppo, i casi di autolesionismo e tentato suicidio sono aumentati molto in questo periodo di pandemia. Il collegamento con le sfide social non è necessariamente veritiero. Fatto sta che i nostri bimbi e ragazzi sono molto stressati, sono depressi e con molti problemi mentali, Diciamolo e ammettiamolo. Purtroppo, a volte non ce ne accorgiamo in tempo e succede l’irreparabile. Il fatto che si rifugino in questi social con una certa esagerazione, ho sentito di ragazzini che stanno sui social anche 4 ore al giorno, vuol dire che c’è una sorta di dipendenza. Dobbiamo stare attenti e intervenire quando ci accorgiamo che qualcosa non va. Bisogna parlare con i figli e non dargli un telefono, un tablet e lavarsi le mani. Questo non fare i genitori. Bisogna poi rivolgersi a specialisti

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