Cronaca | News

Covid: verso l’ok alla cura degli anticorpi monoclonali

3 Febbraio 2021
Covid: verso l’ok alla cura degli anticorpi monoclonali

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) pronta a dare il via libera. Una notizia importante, perché vorrebbe dire avere una nuova arma in più contro il virus.

La Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è riunita in queste ore per decidere se autorizzare l’uso di anticorpi monoclonali per curare il Coronavirus.

L’agenzia di stampa Adnkronos anticipa che si va verso il sì, citando «fonti qualificate». L’Aifa dovrebbe dare l’ok; l’ultimo ad averlo chiesto a gran voce, oggi, è stato il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. Un vero e proprio appello: «Sarebbe boccata d’ossigeno per il sistema», ha spiegato Anelli.

Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? Si tratta di copie di anticorpi di pazienti guariti dal Covid-19 e riusciti a neutralizzare il virus. Vengono riprodotti in laboratorio ma, di fatto, sono identici agli anticorpi che l’organismo naturalmente produce. Sono già stati usati con successo per la cura dell’Ebola. Da qui, il pensiero che potessero essere efficaci anche contro il Sars-Cov-2.

Intervistato sempre dall’Adnkronos, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù ha illustrato il loro funzionamento: «Hanno un chiaro e definito meccanismo d’azione contro il virus perché bloccano il suo ingresso nella cellula in modo molto potente. L’effetto finale di questo stop è la neutralizzazione dell’infettività del Sars-CoV-2». Molti gli studi, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche come Nature e Science, che ne dimostrano i risultati positivi.

Al momento, sono sei gli anticorpi arrivati quasi a fine sperimentazione (uno si chiama «Trump Cocktail»). Negli Stati Uniti, vengono usati per diminuire il numero dei ricoveri e alleggerire quindi la pressione sul sistema sanitario. Perché funzionino devono essere somministrati entro 72 ore dalla prima comparsa dei sintomi.

«Il rischio di ricovero si riduce del 72-83% – ha spiegato, ancora, Palù – se dati nella fase iniziale della malattia, a 72 ore dalla comparsa dei sintomi, quando la carica virale è massima, altrimenti sono inutili. Alcuni hanno mostrato una protezione del 70% da mortalità e / o ricovero. Sono un salvavita. È assolutamente ragionevole valutare anche da noi, come hanno fatto altri Paesi (Usa, Canada Germania, Israele e Ungheria) l’immissione in commercio da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema)».

Un loro limite è che sono molto costosi: un’infusione di anticorpi monoclonali oscilla tra i mille e i duemila euro. Ma sono costi che verrebbero recuperati con i mancati ricoveri. Un investimento, quindi, sostiene Palù. «Basta un’unica somministrazione. Risparmieremmo sulle spese ospedaliere. Un ricovero ordinario costa più di mille euro al giorno, un posto in rianimazione cinque volte di più. La vita umana non ha prezzo. Inoltre questi farmaci agiscono sulla carica virale e rendono chi li riceve incapace di infettare».

Allo Spallanzani gli anticorpi monoclonali sono stati usati con successo su due pazienti Covid, un uomo e una donna immunodepressi; altre tre persone con sintomi sono in procinto di infusione. L’utilizzo che ne viene fatto all’Istituto nazionale Malattie infettive di Roma è diverso rispetto alla strategia di prevenzione anti-ricoveri, di cui parla Palù, e che è la chiave dell’uso negli Stati Uniti.

Si somministrano solo per «uso compassionevole», cioè su quei pazienti fragili perché non in grado di produrre anticorpi da soli, come gli immunodepressi, che possono esserlo o per carenze strutturali del loro sistema immunitario o perché le loro difese sono indebolite da trattamenti come i farmaci chemioterapici.

Emanuele Nicastri, direttore Malattie infettive alta intensità di cura allo Spallanzani, intervistato, ha riferito che, nei casi trattati, «gli anticorpi monoclonali hanno dato buoni risultati. Sono un’arma in più. Noi dobbiamo arrivare ad avere molte capacità terapeutiche nei diversi livelli di assistenza: a domicilio, in ospedale, nei pazienti cronicamente infetti come nel nostro caso. Questa è la strada: avere molte opzioni terapeutiche».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube