Diritto e Fisco | Articoli

Come sospendere cartella esattoriale?

4 Febbraio 2021
Come sospendere cartella esattoriale?

Come evitare il pignoramento, il fermo o l’ipoteca di Agenzia Entrate Riscossione. 

Nel momento in cui arriva la notifica di una cartella esattoriale ci sono 60 giorni di tempo per pagare. Anche a voler allungare questa inesorabile scadenza, si può far finta di non essere in casa quando arriva il postino: questi sarà allora tenuto a depositare la raccomandata presso l’ufficio postale e lì resterà in giacenza per 30 giorni. In tal caso, la data di notifica – e quindi il termine per pagare – slitta sino al giorno in cui il destinatario andrà a ritirare l’atto ma, comunque, mai oltre il decimo giorno.

In questa condizione, è naturale chiedersi come sospendere la cartella esattoriale in modo da avere più tempo per trovare i soldi per pagare o, magari, sperare nella prescrizione o, infine, in qualche sanatoria governativa.

Tuttavia, sospendere la cartella esattoriale non è così facile come può sembrare. Si tratta infatti di una conseguenza prevista dalla legge solo in particolari situazioni. Di tanto parleremo qui di seguito. Ma procediamo con ordine. 

Cosa significa sospensione della cartella

La sospensione della cartella non è un annullamento o una cancellazione del debito. Si tratta solo di un effetto temporaneo che impedisce all’Esattore – in attesa di una decisione definitiva sulla legittimità della cartella stessa – di avviare, nei confronti del debitore, misure esecutive (pignoramenti) o misure cautelari (fermi auto o ipoteche).

Dunque, con questo sistema si ottiene solo la “sospensione” dell’efficacia esecutiva della cartella, ossia della sua capacità di consentire l’avvio delle azioni esecutive o cautelari nei confronti del contribuente. Questo non toglie però che la cartella resti ugualmente “in vita” sino a quando non viene definitivamente sgravata ossia cancellata. Quindi, non perché si è ottenuta la sospensione della cartella bisogna già cantare vittoria. 

Ecco allora in quali ipotesi e come sospendere la cartella esattoriale.

Sospensione della cartella per ricorso al giudice

Il primo modo per ottenere la sospensione della cartella è fare ricorso al giudice per chiedere l’annullamento della cartella in presenza di vizi che la rendono illegittima. 

Bisogna però agire solo quando vi sono fondate ragioni per ritenere illegittima la pretesa esattoriale. Diversamente, si incorrerà in un aggravio di spese: a quelle della cartella e dei relativi interessi, bisognerà sommare anche le spese processuali.

In ogni caso, la sospensione della cartella non è automatica: non consegue cioè al semplice deposito del ricorso presso il tribunale competente. La cartella è, infatti, provvisoriamente esecutiva e obbliga il debitore ad adempiere nei termini previsti dalla legge. Tuttavia, è potere del giudice – dietro apposita richiesta del ricorrente –  sospendere l’efficacia esecutiva della cartella prima di emettere la decisione finale, in modo da evitare un danno grave e irreparabile per il contribuente. Se ciò avviene, l’Esattore non potrà pretendere alcun pagamento né potrà avviare il pignoramento dei beni del debitore finché non esce la sentenza.

Anche se la scelta sulla sospensione della cartella è rimessa alla libera determinazione del giudice in presenza di circostanze che facciano apparire il ricorso come fondato, il ministero dell’Economia ha sollecitato le Commissioni Tributarie a concedere facilmente questo beneficio. Ciò perché i tempi per la definizione dei processi aventi ad oggetto imposte e tributi sono notoriamente molto lunghi. Si vuole così evitare che le inefficienze della giustizia ricadano sui cittadini. 

Dunque, in gran parte dei casi in cui si fa ricorso contro una cartella, si ottiene anche la sospensione, ma bisognerà ricordare di presentare un’apposita istanza al giudice insieme al ricorso (o nell’atto stesso).

Sospensione della cartella illegittima

Il legislatore [1] ha previsto alcune ipotesi in cui, in presenza di evidenti vizi di illegittimità della cartella, al contribuente è consentito richiedere all’ente titolare del relativo credito, la sospensione della cartella. Pertanto, in presenza di cartella per imposte sui redditi (ad esempio Irpef, Iva, Ires, Irap) bisognerà rivolgersi all’Agenzia delle Entrate; per le cartelle relative ai contributi previdenziali bisognerà inviare l’istanza all’Inps; per quelle inerenti a Imu e Tari è competente il Comune; per il bollo auto la Regione, ecc.

Questo meccanismo è molto più semplice ed agevole di quello descritto nel paragrafo precedente. Esso, infatti, consente di ottenere la sospensione della cartella in automatico, ossia alla semplice presentazione dell’istanza. Istanza che va comunque depositata entro 60 giorni dalla notifica della cartella. 

Come detto, l’istanza di sospensione automatica può essere presentata solo in presenza di specifici vizi, ossia quando la cartella:

  • è caduta in prescrizione o si è verificata la decadenza prima che il ruolo sia stato dichiarato esecutivo;
  • è stata oggetto di un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
  • è stata già sospesa dall’ente creditore (ad esempio, contro una richiesta di pagamento, è stata presentata domanda di sgravio all’Inps che ha sospeso l’atto);
  • è stata già sospesa da un giudice (succede quando si presenta ricorso e, nelle more del processo, il giudice sospende la richiesta di pagamento);
  • è stata annullata in tutto o in parte da un giudice;
  • è stata già pagata prima della formazione del ruolo.

Le cause appena elencate devono essere anteriori alla formazione del ruolo (data che si può evincere dalla lettura della cartella poiché indicata nell’estratto della stessa).

Per maggiori chiarimenti su questa procedura leggi il nostro approfondimento su La sospensione della cartella di pagamento.

La richiesta di sospensione della cartella illegittima può essere avanzata dal contribuente stesso che deve rivolgersi però non all’Agente per la Riscossione ma all’Ente titolare del credito, per come indicato nella cartella. Si può usare una raccomandata o anche una pec.

Insieme all’istanza, il contribuente deve allegare le prove documentali di ciò che sostiene; quindi, ad esempio, copia dell’ordinanza di sospensiva della commissione tributaria o del modello F24/F23, per certificare l’avvenuto pagamento. 

Una volta inviata la domanda di sospensione della cartella, bisogna attendere la risposta dell’ente creditore. Se questo però non dovesse dare alcun riscontro entro 220 giorni (fa fede la data di spedizione), allora la cartella si considera annullata in automatico secondo la regola del cosiddetto “silenzio assenso”.

Attenzione però: come detto, la richiesta di sospensione in questione non annulla in automatico la cartella (situazione che si verifica solo in caso di mancata risposta entro 220 giorni) ma ne sospende l’efficacia esecutiva. Il che significa che se la risposta dell’Ente titolare del credito dovesse essere negativa, non ci sarebbe più la possibilità di presentare ricorso al giudice, attività consentita solo entro 60 giorni dalla notifica della cartella. Pertanto, sarà bene, pur dopo aver presentato l’istanza di sospensione, in prossimità del sessantesimo giorno dalla notifica, avviare ugualmente l’impugnazione giudiziale per non far scadere i termini. Se poi la cartella dovesse essere annullata per le vie bonarie, si potrà sempre rinunciare al ricorso. 

Approfondimenti 

Per ulteriori informazioni, leggi:


note

[1] Art. 1 co. 537 – 543 della L. 228/2012.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube