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Avvocati senza reddito: la Cassa forense ha approvato il nuovo regolamento per i contributi

2 febbraio 2014


Avvocati senza reddito: la Cassa forense ha approvato il nuovo regolamento per i contributi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2014



Contributo minimo ridotto alla metà: il nuovo regolamento interessa 80mila legali tra nuovi e vecchi iscritti; la quota è fissata a 700 euro fino a otto anni. All’agevolazione possono accedere anche gli over 35.

700 euro l’anno: questo il costo della cassa forense per chi si deve iscrivere e per chi non raggiunge 10.300 euro all’anno. La notizia è di quelle che risollevano il morale alle migliaia di legali a rischio “estinzione”. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Venerdì scorso la Cassa ha approvato il regolamento relativo allo sconto sul contributo previdenziale. Il bonus era stato invocato da più parti dopo che l’ultima riforma – con lo scopo di sfoltire l’albo – aveva imposto l’iscrizione alla Cassa a tutti coloro che intendono esercitare. La norma aveva il dichiarato scopo di far cancellare dall’albo chi considerava la professione un parcheggio pur facendo altro nella vita. Secondo i dati della CNF, la nuova previsione normativa avrebbe indotto alla cancellazione ben 6 mila avvocati.

Per i 50mila avvocati che la legge forense obbliga all’iscrizione alla Cassa, l’ingresso nel mondo della previdenza costerà 700 euro l’anno. Sempre pagando 700 euro l’anno è garantita la permanenza ai 30mila legali ora a rischio cancellazione perché non raggiungono il reddito dei 10mila e 300 euro l’anno. Un trattamento di favore che riguarderà i professionisti di qualunque età e non solo gli under 35.

Nel regolamento, che al più presto sarà inviato al ministero, è dunque previsto per i 50mila avvocati un pagamento della metà del contributo minimo, pari a circa 700 euro, per i primi otto anni di iscrizione. Per i 30mila, a rischio cancellazione, la cifra è la stessa e il beneficio è riconosciuto sempre per un massimo di otto anni, da cui vanno però sottratti quelli già trascorsi dal giorno dell’iscrizione.

Per tutti, il versamento della metà del contributo minimo fa maturare sei mesi di contribuzione.

Dopo gli otto anni, sperando in tempi migliori, la Cassa offre la possibilità di recuperare i contributi persi.

C’è anche l’opportunità di fare l’iscrizione retroattiva con un termine che resta fermo a tre anni.

Il regolamento “solidale” prevede anche un anno di esonero, che viene però riconosciuto in casi eccezionali e documentati.

Non mancano gli interventi in favore delle donne avvocato in caso di maternità o adozione.

note

Autore immagine: 123rf.com

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5 Commenti

  1. sono un avvocato 63 enne, mi occupo solo di stragiudiziale e sono giudice di pace. purtroppo lo scorso anno non ho non raggiungo il minimo previsto, avendo fatturato solo 6.500,00 euro circa; mi è stato detto che, comunque, ai fini dell’anzianità, avendo supertato i 60 anni l’anno viene contato… ma il contributo da pagare, alla luce delle recentissime disposizioni..? grazie. gregorio scuto (catania)

  2. Un chiarimento: gli otto anni in cui è possibile versare i contributi previdenziali minimi decorrono dalla data di iscrizione all’Albo ovvero dalla data di iscrizione alla Cassa? Io ad esempio sono iscritto all’Albo da anni, ma mi iscrivo adesso alla Cassa… io opterei per la seconda soluzione, mi sembra più aderente allo spirito del nuovo regolamento.
    Ringrazio chi mi vorrà rispondere.

  3. scusate volevo avere conferma che la somma finale da pagare è 700,00 o a questa si deve gggiungere il contributo maternità e integrativo. grazie

  4. scusate ma entro l 28 febbraio si dovrà versare la prima rata per intero e quindi più di 900 € visto che il regolamento non è stato ancora approvato? grazie

  5. io non ho mai esercitato la professione di avvocato e quindi con reddito zero, anche se sono iscritta da molti anni all’albo degli avvocati, ora vorrei sapere
    è obblicatoria l’iscrizione alla Cassa Forense? Grazie

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