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Come escludere un nipote dall’eredità?

4 Febbraio 2021 | Autore:
Come escludere un nipote dall’eredità?

Si può inserire una clausola di diseredazione nel testamento a condizione che non vengano lese le eventuali quote di legittima spettanti al parente diseredato.

Nella vita, i beni si devono meritare: non basta essere “figlio di” per riceverli. Tantomeno se si è nipoti. Molti la pensano così; altri ritengono che sia l’affetto il criterio determinante. La maggioranza pensa che i patrimoni debbano rimanere il più possibile “in famiglia”.

Anche se i parenti non sono certamente tutti uguali e si potrebbero avere delle preferenze per qualcuno e dei motivi per escludere qualcun altro, la legge ragiona diversamente: di solito, è proprio il vincolo di parentela che prevale nella destinazione del patrimonio del defunto. Vengono cioè privilegiati coloro che hanno un legame più stretto. Perciò, alla morte del proprietario, i suoi beni vengono di regola attribuiti ai suoi parenti più prossimi, a partire dal coniuge e dai figli (se mancano, si passa ai genitori e poi via via ad altre categorie di familiari). Ciò avviene in base alle norme sulla successione necessaria, che prevede specifiche quote di legittima da rispettare; poi, subentra la volontà espressa dal defunto nel testamento, ma solo per la parte residua e rimasta disponibile dopo questa prima spartizione.

Ma ci sono dei modi per neutralizzare, in tutto o in parte, queste regole di legge, che vincolano in gran parte l’attribuzione delle proprie sostanze? «Ti diseredo!» si dice talvolta. Ebbene, questa è una clausola che, se inserita in un valido testamento, permette di estromettere un parente dalla ripartizione dei beni, però solo quando non ha diritto alla quota legittima.

I nipoti di solito non rientrano in questo ambito, quindi possono essere esclusi (ma ci sono delle eccezioni che vedremo). Per effetto di questa dichiarazione di volontà, quando morirà il testatore, l’escluso non potrà essere chiamato a partecipare all’eredità.

Vediamo quindi come escludere un nipote dall’eredità e in che modo va formulata la dichiarazione per essere efficace. Ti spiegheremo perché non è possibile privare completamente il proprio coniuge o un figlio dalla quota di legittima che gli spetta (sono eredi necessari e si può evitare soltanto che vada loro una porzione della quota disponibile), mentre con i nipoti questo si può fare, tranne in un caso particolare che ti esporremo.

Ti anticipiamo subito che la scelta è revocabile: se cambi idea (ovviamente in tempo, cioè prima di morire) potrai sempre modificare la disposizione e così cancellare la diseredazione, che non avrà più alcun effetto e non sarà neanche conosciuta dall’interessato.

Come si divide l’eredità nella successione legittima

La legge [1] stabilisce che vi sono determinate categorie di eredi, detti legittimari, che non possono essere pretermessi, cioè trascurati o esclusi, dalla distribuzione dell’eredità: hanno diritto ad una quota loro riservata.

In particolare, quando vi sono coniuge e figli, il coniuge (anche se separato, purché senza addebito) ha diritto alla metà dell’eredità se c’è un solo figlio e ad un terzo quando i figli sono più di uno [2]. Ai figli, invece, vanno due terzi del patrimonio, da dividere in parti uguali fra loro (leggi anche “divisione dell’eredità tra moglie e due o più figli); se il figlio è unico gli spetta la metà del patrimonio. Se non vi sono figli, al coniuge va in quota di legittima la metà del patrimonio del defunto.

Queste quote sono ad essi riservate e inderogabili: il “de cuius(cioè “colui della cui eredità si tratta”, dunque il proprietario dei beni da spartire o da destinare, quando morirà) non può intaccarle o violarle, neppure diminuendo le porzioni.

Dunque, in questi casi, il de cuius non può fare un testamento estromettendo tali soggetti dalla sua successione. Non potrebbe modificare le quote loro riservate neppure in vita, facendo donazioni diverse ad altri, perché sarebbero impugnabili e revocabili per lesione della quota di legittima. Rimarrebbero valide solo se nessuno si lamenta dell’esclusione.

Chi non può essere escluso dall’eredità

Per questi motivi non si può escludere un figlio dall’eredità (tranne che in particolarissimi casi di indegnità, come quando i figli hanno cercato di ucciderti o hanno falsificato il tuo testamento: in proposito, leggi quando un erede è indegno a succedere) e la stessa regola vale per il coniuge e le altre categorie di eredi legittimari, che hanno diritto alla loro parte di successione necessaria.

Tieni presente, infatti, che se il de cuius non ha figli in vita, la quota di legittima che spetterebbe loro passa ai nipoti (figli dei suoi figli) e, se anche essi mancano, si trasferisce agli ascendenti (i suoi genitori e in seconda battuta i suoi nonni), se sono ancora viventi al momento della sua morte. Puoi approfondire ciò che accade in questi casi leggendo l’articolo “In quali casi ereditano i nipoti” e l’esempio che segue qui sotto ti mostra una possibile conseguenza.

Nonna Immacolata è vedova ed aveva un unico figlio che è deceduto prima di lei, lasciando un figlio piccolo, Giorgio. Il suo parente più prossimo è dunque il nipote Giorgio: alla morte di Immacolata, eredita tutto il suo patrimonio.

La successione testamentaria

Oltre a questi limiti di parentela – che, come avrai notato, comprendono anche i nipoti diretti, sia pure in via eventuale – la successione necessaria non opera più. Per le quote non riservate dalla legittima, allora, il proprietario può disporne liberamente, lasciandole non solo a parenti ma anche, se vuole, ad amici, associazioni o enti ed a estranei.

Il soggetto può esprimere le sue “ultime volontà” per il periodo in cui avrà cessato di vivere e potrà farlo redigendo il proprio testamento.

In base a quanto abbiamo esposto, il testamento non potrà attribuire o dividere l’intero patrimonio ma dovrà tener conto della parte legittima, senza violarla neppure in minima parte, altrimenti sarebbe invalido nella parte che lede i diritti degli eredi necessari (costoro potrebbero far valere il vizio esercitando l’azione di riduzione in modo da riottenere ciò che per legge gli spetta).

Come fare testamento

Ci sono due tipi di testamento: il testamento pubblico, che è redatto con l’assistenza di un notaio e viene da lui conservato e il testamento olografo, che viene manoscritto dal soggetto senza l’intervento di un pubblico ufficiale.

Si può fare anche un testamento segreto, che è un misto delle due precedenti forme: il testatore lo scrive autonomamente, lo mette in una busta chiusa e sigillata e poi lo consegna al notaio. Questo sistema è però scarsamente adottato nella pratica.

Quale tipo di testamento scegliere? Quando la ripartizione dei beni è complessa o si desidera inserire clausole particolari conviene affidarsi ad un notaio; altrimenti si può redigere il testamento olografo (leggi in questo articolo come redigere un testamento).

Come diseredare un nipote

Nel predisporre il tuo testamento, in una qualsiasi delle forme che abbiamo esaminato, potresti avere il desiderio di diseredare un nipote. È possibile farlo: il testamento, infatti, non deve contenere solo disposizioni “positive”, cioè considerare e scegliere qualcuno per attribuirgli una parte del proprio patrimonio, ma può manifestare anche le volontà “negative”, cioè quelle volte ad escludere determinati soggetti dalla propria successione, così precludendo loro la possibilità di accedere all’asse ereditario, se questa è la tua volontà.

Ecco allora il ruolo della clausola di diseredazione: se vuoi diseredare un nipote dovrai precisarlo in modo esplicito nel tuo testamento, inserendo una frase in cui specifichi chiaramente che intendi escludere dalla tua successione un determinato nominativo. Non ci sono formule sacramentali, l’essenziale è che la tua volontà sia espressa in modo chiaro ed inequivocabile.

Nonno Ugo vuole diseredare suo nipote Giovanni Rossi, figlio di sua figlia Elena. Può farlo inserendo nel suo testamento la frase: «Dichiaro di diseredare mio nipote Giovanni Rossi», o «Intendo escludere dalla mia successione mio nipote Giovanni Rossi», oppure ancor più semplicemente «Diseredo mio nipote Giovanni Rossi» o altre espressioni equivalenti, avendo cura di far seguire il nome del diseredato dalla sua data e luogo di nascita, se si vuole individuarlo con la massima esattezza evitando possibili omonimie con altri parenti.

Non occorre che indichi il motivo della tua scelta: quello puoi tenerlo per te. Alla tua morte, quando verrà data lettura del testamento, il nipote scoprirà di essere diseredato e non potrà farci nulla.

Una volta apposta la clausola di diseredazione del nipote, potrai destinare la porzione del diseredato ad altri soggetti, attribuendo loro i tuoi beni disponibili, ma potresti anche non disporre nulla riguardo a queste tue sostanze, che in tal caso rientreranno automaticamente nella successione necessaria e saranno riversate a favore degli eredi legittimi nelle proporzioni stabilite dalla legge.

Quando non si può diseredare il nipote

È possibile fare tutto ciò a meno che non si rientri nell’ipotesi particolare di premorienza dei tuoi figli: in tal caso il nipote diretto, figlio di uno di loro, non potrà essere completamente diseredato perché, come abbiamo visto, rientrerebbe nella categoria dei legittimari con la porzione che sarebbe spettata ai tuoi figli, che sono i suoi genitori. Altrimenti non vi sono ostacoli alla diseredazione di un nipote e potrai procedere nel modo che ti abbiamo descritto.

Nessun problema di questo tipo, invece, sussiste per il nipote “collaterale”, cioè il figlio di un tuo fratello o sorella, perché in questo caso la legittimazione a succedere non si estende nei loro confronti: solo i fratelli e le sorelle hanno diritto alla quota legittima di eredità se il de cuius muore senza figli e ascendenti.

I nipoti collaterali non sono contemplati tra i successori necessari, tranne che nel caso di premorienza del loro genitore rispetto allo zio: in quel caso subentra un particolare istituto, la rappresentazione [3], che consente loro di subentrare nella quota legittima spettante al loro ascendente. Potrai quindi diseredarli senza alcun limite.

Per saperne ancora di più sugli argomenti che abbiamo trattato leggi la nostra guida alla diseredazione.


note

[1] Artt. 536 e ss. Cod. civ.

[2] Art. 581 Cod. civ.

[3] Art. 468 Cod. civ.


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