HOME Articoli

Miscellanea Boom di acquisti di alimentari scaduti: fino a quando possono essere consumati i cibi?

Miscellanea Pubblicato il 2 febbraio 2014

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 2 febbraio 2014

Analisi Coldiretti: sei italiani su dieci a caccia di prezzi superscontati; ma fino a quando possono essere consumati i cibi?

Nell’ultimo anno più della metà degli italiani (con precisione il 59%) ha mangiato cibi scaduti. La stima viene da Coldiretti.

Il 34% degli interpellati ha portato in tavola alimenti fino a 7 giorni dopo la data di scadenza; il 15% addirittura oltre un mese. I più temerari, 8%, sono andati persino oltre tale limite mentre il 2% degli italiani non controlla mai la data di scadenza.

In generale, consumare prodotti alimentari oltre la data di scadenza – sottolinea la Coldiretti – può esporre a rischi rilevanti per la salute o nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso le proprie caratteristiche di gusto o aroma, ma anche nutrizionali.

Si tratta di una tendenza preoccupante che – secondo l’organizzazione – conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell’alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative.

Gli acquisti di frutta e verdura nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con le famiglie che hanno messo nel carrello appena 320 kg di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 kg in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8% degli italiani non può permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni. Ad aumentare – dice l’organizzazione – sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount, le uniche strutture di vendita a segnare un aumento nel corso del 2013 (+1,7%) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9 per cento.

Il latte fresco scade il 7mo giorno dopo il confezionamento.

Lo yogurt va consumato entro 30 giorni e va conservato in frigo a temperatura non superiore ai 4 gradi. Se ben conservato può essere consumato anche 2-3 giorni dopo la scadenza.

La mozzarella vaccina in genere scade dopo un mese, ma è meglio non superare le 3 settimane.

Le uova hanno una durata di 28 giorni dalla data di deposizione. Dopo questa data le membrane interne cominciano ad alterarsi, e la salmonella può essere in agguato e i microbiologi consigliano di non superare i 20 giorni.

Le bibite hanno in genere una vita lunga fino a tre anni, e possono essere consumate fino a un paio di mesi dopo la scadenza.

L’olio ha una durata fra i 6 e i 18 mesi asseconda della categoria. Oltre la scadenza il prodotto può essere utilizzato per qualche mese. Diminuisce però il valore nutrizionale e il gusto. Se imbottigliato in vetro, va conservato al buio a una temperatura fra i 14- 15 gradi.

Il prosciutto scade dopo 20 giorni per il cotto, per il crudo si può arrivare a 3 mesi. Dopo 10 giorni, le alterazioni biochimiche e microbiologiche rendono il prodotto immangiabile.

Si può consumare 2 giorni dopo l’apertura della confezione.

La pasta scade dopo 2 anni. Si può consumare anche dopo qualche mese dalla scadenza.

I biscotti secchi scadono dopo un anno. Possono essere conservati a lungo, ma perdono la fragranza.

Il tonno in scatola scade dopo 5 anni e può essere consumato anche oltre 1 mese dalla scadenza.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI