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Convocazione assemblea di condomino con posta celere: è valida?

4 Febbraio 2021
Convocazione assemblea di condomino con posta celere: è valida?

La posta ordinaria, anche se celere, non consente di dimostrare il ricevimento dell’avviso da parte dell’amministratore di condominio. 

Si può inviare e può considerarsi valido un avviso di convocazione dell’assemblea di condominio con posta celere? Il quesito è stato posto, proprio di recente, al tribunale di Roma. 

Un amministratore di condominio si era accorto, solo all’ultimo, che uno dei condomini non aveva ricevuto la raccomandata con la convocazione, sicché – per non vanificare le operazioni di convocazione già effettuate – si era affrettato a spedire un nuovo avviso con posta celere. La lettera però era stata ritenuta inidonea dal destinatario che pertanto aveva presentato opposizione contro la delibera assembleare. 

Ecco qual è stato l’orientamento del giudice in merito alla validità dell’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio con posta celere [1].

Come inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio

Secondo quanto disposto dal terzo comma dell’articolo 66 delle disposizioni per l’attuazione del Codice civile, riscritto dalla legge 220/2012, meglio conosciuta come legge di riforma del condominio, l’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale, contenente la specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato ai soggetti legittimati a parteciparvi, almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione.

Le forme con cui è possibile l’invio dell’avviso di convocazione sono elencate dalla citata disposizione e queste sono solo: 

  • a mezzo di posta raccomandata; 
  • posta elettronica certificata (Pec), a condizione ovviamente che a disporre della Pec sia tanto il mittente quanto il destinatario;
  • fax; 
  • tramite consegna a mano, con firma per ricevimento. 

È l’amministratore che sceglie la forma di convocazione a lui più congeniale.

La giurisprudenza ha escluso la validità della convocazione a mezzo email semplice o con lettera ordinaria, in quanto mezzi di comunicazione che non consentono di dimostrare l’avvenuto ricevimento. 

Ripartizione spese postali di convocazione dell’assemblea

I costi delle spese postali sono ripartite tra tutti i condomini, secondo millesimi, anche su chi ha preferito ricevere la convocazione con consegna a mano o con Pec, senza così pesare sulle casse del condominio. Infatti, l’attività di convocazione è di interesse comune.

Avviso di convocazione assemblea con posta celere

Vediamo ora se la convocazione dell’assemblea effettuata a mezzo della posta celere è valida. La risposta fornita dal tribunale di Roma è la seguente: una tale forma di comunicazione non può ritenersi corretta e ciò per due ragioni. Innanzitutto, essa non è contemplata dall’articolo 66 delle disposizioni di attuazione al Codice civile che, come detto, fissa un elenco esaustivo dei metodi di invio dell’avviso di convocazione e, tra questi, non vi è la lettera celere. In secondo luogo, tale forma di spedizione non consente di poter dimostrare l’avvenuto ricevimento della stessa, come invece avviene con la raccomandata, la Pec, il fax o la consegna a mano. 

Risultato: l’assemblea non può deliberare se non consta che tutti i condomini siano stati invitati alla riunione e che ogni condòmino sia stato messo in condizione di poterlo fare. Pertanto, a fronte della contestazione di un condòmino di non aver ricevuto tempestivamente la convocazione dell’assemblea, è onere del condominio fornire la prova circa la regolare e tempestiva convocazione. Le eventuali ragioni di urgenza sostenute dall’amministratore del condominio non giustificano l’illegittimità della procedura di convocazione (ossia il ricorso a una forma di comunicazione più sbrigativa come appunto la posta celere). La legge è infatti rivolta a tutelare, come chiarito dalla giurisprudenza della Cassazione, il diritto dei singoli condomini ad una partecipazione consapevole ed informata alle assemblee condominiali.

Nel caso di specie, ha concluso, l’avviso di convocazione era stato effettuato in palese violazione dei termini e delle forme prescritte dalla legge (l’avviso era stato ricevuto quattro giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’assemblea ed inviato con la posta celere e non con raccomandata con ricevuta di ritorno) e nessuna prova circa la tempestività dell’invio era stata fornita dal condominio nel corso del giudizio. 

Chi può contestare l’invio dell’avviso di convocazione non corretto?

Solo il condomino destinatario dell’avviso di convocazione irregolare (per mancato rispetto dei cinque giorni o per utilizzo di una forma di comunicazione non rituale) può impugnare la delibera assembleare e non tutti gli altri. 

È chiaro però che il condomino che voglia contestare il ricevimento di una lettera semplice o un’email non potrà limitarsi a dedurre semplicemente l’utilizzo di un mezzo di comunicazione non contemplato dal Codice civile, diversamente ammettendo comunque di averlo ricevuto e, quindi, di essere stato edotto della riunione. Ma deve anche eccepire il fatto di averlo ricevuto non nei termini di legge (come detto, 5 giorni prima della riunione). Non potendo il condominio fornire la prova contraria, l’assemblea sarà illegittima.


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 17907/2020 del 15.12.2.2020


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