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Acqua in condominio: norme e regole

4 Febbraio 2021
Acqua in condominio: norme e regole

Divisione spese per la bolletta idrica, danni da infiltrazioni, uso della pompa e contatori individuali: tutte le controversie condominiali in materia di acqua. 

Dalla ripartizione delle bollette dell’acqua all’impiego della pompa per scopi personali; dalla rottura delle tubature verticali alla lettura dei contatori: le norme e regole sull’acqua in condominio sono svariate e attengono a diversi aspetti. In questo articolo faremo il punto di tutte le più comuni questioni che possono sollevarsi in merito a questo argomento spinoso. 

Diritto all’acqua potabile

Quando l’erogazione dell’acqua potabile avviene tramite la cisterna condominiale, ogni condomino ha diritto a ricevere un’adeguata fornitura. Pertanto, nel caso in cui le tubature siano inadeguate o presentino dei guasti, sicché in alcuni appartamenti la pressione è più debole (come spesso succede ai piani più alti dei vecchi edifici), il condominio ha l’obbligo di intervenire tempestivamente. In caso contrario, l’interessato può ricorrere al giudice per ottenere da questi un provvedimento d’urgenza che condanni l’amministratore a riparare il guasto o ad adeguare l’impianto idrico.

Contatori d’acqua 

Di norma, il condominio è dotato di contatori che registrano il consumo di ogni appartamento, in modo da poter meglio dividere la spesa della bolletta tra i singoli condomini.

In assenza dei contatori, ciascun condomino è libero di installare nel proprio immobile un contatore; a tal fine, non deve chiedere l’autorizzazione all’assemblea.

E difatti il secondo comma del paragrafo 8.2.8 dell’allegato 1/8 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4/3/1996, stabilisce che, qualora la consegna e la misurazione dell’acqua avvenga per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi dev’essere organizzata, a cura e spese dell’utente, tramite l’installazione di singoli contatori per ciascuna unità immobiliare, per cui si è nel diritto di pretendere, se del caso ricorrendo al Giudice di pace, il rispetto di questa norma.

Se c’è un regolamento approvato all’unanimità che disciplina il criterio di ripartizione della spesa idrica, l’eventuale modifica richiede anch’essa una delibera all’unanimità. La spesa per l’introduzione di contatori separati in sostituzione dell’unico contatore condominiale va suddivisa tra tutti i condomini in base ai millesimi (indipendentemente, quindi, dal consumo), salvo diverso accordo sottoscritto da tutti i condomini.

Guasti e infiltrazioni di acqua

Un altro problema ricorrente legato all’acqua in comodino è quello relativo alle perdite dalle tubature che possono causare infiltrazioni, umidità, muffa, macchie sulle pareti dei singoli appartamenti.

In questi casi, la prima cosa da fare è accertarsi dell’origine del guasto, stabilendo se questo interessa una conduttura condominiale o invece quella di proprietà di un singolo condomino. 

In particolare, l’impianto idrico rientra fra le parti comuni dell’edificio fino al cosiddetto “punto di diramazione” nelle varie unità immobiliari. Semplicisticamente possiamo dire che i tubi verticali sono del condominio, mentre quelli orizzontali sono di proprietà individuale. 

In tema di scarico, le proprietà dei singoli condomini si estendono fino alla colonna verticale, di tal ché – in caso di allagamento – qualora l’acqua sia fuoriuscita dalla colonna verticale, sarà il condominio a dover risarcire il danneggiato, a meno che non sia in grado di dimostrare che il danno si sia verificato a causa della condotta di un condomino.

Se la perdita riguarda una conduttura condominiale, il danno arrecato al condomino va ripartito tra tutti, ivi compreso lo stesso danneggiato (in quanto riveste anche la qualifica di condomino e quindi di danneggiante). La divisione dei costi per la riparazione e il ripristino dell’appartamento ammalorato avviene secondo millesimi.

Divisione delle bollette dell’acqua in condominio

Vediamo ora come si ripartisce la spesa per le bollette d’acqua in condominio. 

Se il contatore è unico e, pertanto, non è possibile stabilire il consumo effettivo di acqua da parte dei condomini, la spesa va suddivisa in base ai millesimi di proprietà. 

Come stabilito dalla giurisprudenza, in tema di condominio negli edifici, per la ripartizione delle spese della bolletta dell’acqua, i criteri di ripartizione per millesimi di proprietà o il diverso criterio indicato dal regolamento sono applicabili e legittimi solo “in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare.

L’assemblea può, con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, in rappresentanza di almeno 500/1.000, optare per l’adozione di un diverso criterio: per es. il numero dei componenti i vari nuclei familiari (o di coloro che vivono stabilmente nell’edificio).

I condomini sono tenuti a contribuire, sempre su base millesimale, alla spesa per l’acqua occorrente alle necessità condominiali: per es. irrigazione del giardino, pulizia delle scale, del cortile e delle altre parti comuni dell’edificio. 

Tubi di derivazione

Per poter deviare dalla verticale il tubo di adduzione dell’acqua potabile, si dev’essere autorizzati da tutti gli altri condomini che utilizzano il tubo, poiché la modifica rende più gravosa la portata dell’acqua per pressione verso i piani alti.

Uso della pompa condominiale 

Ciascun condomino può utilizzare la pompa condominiale per scopi personali. Difatti, è consentito l’uso della cosa comune da parte di ciascun condomino anche per fini esclusivamente propri e in modo da trarne ogni possibile utilità, a condizione che non ne sia alterata la destinazione e che venga consentito l’uso paritetico agli altri condomini, anche nel caso in cui tale utilizzo tra tutti i soggetti non possa essere identico.



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2 Commenti

  1. Mi interessa capire cosa precede la legge sulla pulizia delle cisterne e come è possibile perseguire un amministratore che non pulisce l’autoclave

  2. Dovrebbero essere installate delle webcam per controllare l’area perché ne combinano di tutti i colori.

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