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Fisco: le priorità che attendono il Governo Draghi

4 Febbraio 2021 | Autore:
Fisco: le priorità che attendono il Governo Draghi

Ristori a chi è stato penalizzato dal Covid, gestione delle cartelle esattoriali, riforma dell’Irpef: ecco i dossier su cui si attende un intervento immediato.

Se Mario Draghi troverà una maggioranza disposta ad appoggiare un suo Governo e scioglierà la riserva, non troverà sul tavolo soltanto il difficile compito di portare l’Italia fuori dalla pandemia Covid: ad attenderlo ci saranno anche altre emergenze rimaste nel cassetto del Governo uscente, dai ristori per chi è stato costretto a chiudere a causa dell’emergenza sanitaria alla riforma fiscale fino alla delicata questione delle cartelle esattoriali sospese che sono in procinto di partire tra un mese. Sono i tre dossier più incalzanti su cui Draghi dovrà mettersi subito al lavoro. E non necessariamente in quest’ordine.

Chi ha perso gli incassi di settimane o di mesi di chiusura forzata per il coronavirus aspetta la quinta tranche di rimborsi che dovevano arrivare a gennaio ma che sono stati bloccati per ritardi vari nell’approvazione del decreto Ristori 5. Per ora, è stato dato il via libera solo al nuovo scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro, necessario per reperire le risorse per un nuovo meccanismo di ristori su base perequativa e non legato al codice Ateco. All’interno del provvedimento sui nuovi indennizzi dovrebbero esserci anche tutta una serie di proroghe. Tra queste, si attende il rinvio delle scadenze fiscali al momento prorogato al 28 febbraio e la proroga della cassa integrazione straordinaria. Probabile anche lo slittamento del divieto di licenziamento fino ad aprile, ma per mettere poi mano a misure incisive di politica attiva per il mercato del lavoro.

Altro tema caldo è quello che riguarda la gestione delle nuove cartelle esattoriali che verranno prodotte dopo le proroghe: 50 milioni di plichi pronti a prendere il via dal 1° marzo, in base all’ultimo rinvio, tra pagamenti, avvisi di accertamento, liquidazione, pignoramenti e altri atti da notificare. Su questo fronte, in diverse occasioni, il viceministro all’Economia Laura Castelli ha indicato la necessità di lavorare su tre campi d’azione, ovvero: pulire il «magazzino» pre 2015 dai ruoli inesigibili, gestire gli anni dal 2016 al 2019, con una «rottamazione quater», un saldo e stralcio per le morosità incolpevoli, ed infine trattare in modo straordinario con sconti su sanzioni e interessi i milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020 e in anni precedenti.

C’è, in terzo luogo, un intervento più sostanzioso e strutturale che è quello della riforma del Fisco avviata dal Governo Conte ma rimasta incompiuta, con l’estensione e l’allargamento del taglio del cuneo fiscale per i redditi inferiori ai 40mila euro. I passaggi successivi – che dovrebbero dispiegarsi su un orizzonte triennale – sono prefigurati in legge di Bilancio ma la piega che prenderà l’intervento dipenderà dall’impostazione (anche politica) del Governo in carica.



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