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Lo sai che? Cartella Equitalia per bollo auto: l’avviso di accertamento interrompe la prescrizione di tre anni

Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2014

Il bollo auto si prescrive in tre anni, ma la cartella notificata oltre tale termine è valida se prima è intervenuto un avviso di accertamento interruttivo della prescrizione.

 

È valida la cartella esattoriale notificata al contribuente oltre il termine di prescrizione del tributo (che è pari a tre anni) se, prima di tale triennio, era stato notificato un avviso di accertamento. È quanto affermato dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia [1] che ha respinto il ricorso contro una cartella Equitalia per il mancato pagamento del bollo auto che il contribuente riteneva prescritto.

La tassa automobilistica si prescrive in tre anni; ciò vuol dire che Equitalia deve agire per la riscossione entro la fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento del bollo [2].

Secondo i giudici la notifica dell’avviso di accertamento entro tale termine interrompe la prescrizione e dalla data della notifica stessa inizia a decorrere un nuovo termine triennale. Dunque la cartella di pagamento è valida anche se notificata dopo tre anni dal pagamento purché vi sia stato nel frattempo un avviso di accertamento che ha interrotto e fatto ripartire il termine triennale.

Qualora, invece, il contribuente riceva quale primo atto un avviso di accertamento oltre i tre anni dalla scadenza del tributo, la successiva cartella è illegittima e nulla perché riferita ad un tributo ormai prescritto.

Nel caso di specie i giudici hanno ritenuto che la cartella fosse valida anche se notificata a mezzo posta direttamente dal concessionario della riscossione. La Commissione lombarda ha accolto, fra i due filoni interpretativi opposti in materia, quello secondo cui gli atti della riscossione sono esistenti e validi anche se notificati direttamente da Equitalia con raccomandata [3].

note

[1] Ctr Lombardia, sent. n. 82/13.

[2] Art. 5 del D.L. 353/1982.

[3] “La notifica della cartella di pagamento è specialmente disciplinata dall’art. 26, D.P.R. n. 602 del 1973 e può farsi direttamente dal concessionario mediante lettera raccomandata senza affidamento a soggetti abilitati” (Cass. sent. n. 8321/13)”.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. buonasera, ho ricevuto una cartella di equitalia, per un bollo auto non pagato.
    è stato notificato un accertamento il 08/10/2012
    e stata resa esecutiva il 13/05/2015
    è stata notificata il 09/11/2015
    ai fini della prescrizione è valida la data di notifica o quella in cui è stata resa esecutiva la cartella?
    grazie a chiunque risponderà

  2. Buonasera/buongiorno.
    Probabilmente non è stata riportata la fattispecie completa…
    Un atto o ciò che potrebbe essere posto in essere, se è soggetto
    a prescrizione, implica un principio secondo il quale, in quel
    termine materiale-razionale, si può porre in essere tutto ciò
    che sia possibile.
    Un grande problema in Italia, è che, in particolare in materia tributaria, si agisce come se si avesse “un re” in capo…impossibile ai giorni d’ oggi (e sicuramente anche in futuro) in quanto in uno Stato di diritto fondato sul lavoro
    (e non solo di normative o libero arbitrio tributario…) quale
    deve essere la Repubblica, il “conto” và calcolato sulla base dell’intero diritto vigente, a partire dal principio costituzionale della capacità contributiva al suo sviluppo codicistico-normativo-applicativo…
    Oggi, scandalosamente, si parla ancora d’ interpretazione…
    ma dato gl’ ultimi dati “parlamentari” su una soglia della povertà italiana che arriva quasi o circa al 20% della popolazione italiana, non sò quanto siano legittimate quete denominate aziende ” a titolo statale” che di statale hanno ben poco…ci si può chiedere: con quale coraggio si chiedono “tasse” a uomini che per vivere lavorano (come le loro famiglie) e i quali difficilmente o mai hanno ricevuto i diritti loro dovuti…come la scandalosa crisi delle aziende che dal 2008,
    secondo alcuni dati ufficiali, non trova ancora risoluzione (nonostante le normative anticrisi e i dovuti aiuti codicistici inesistenti…con l’ aggiunta di mancanza di applicazione di un diritto, ormai, che ha passato il mezzo secolo razionale).
    Poi, in aggiunta, se controlliamo la situazione territoriale e le legittimità di che si presenta a nome dello Stato, tanti sono i dubbi che portano a ritardare qualsiasi pagamento…
    in quanto, da una mano si deve dare, ma dall’ altra si deve ricevere…
    Comunque, agli esperti e competenti la parola…
    Ricordando la fede in Gesù Cristo figlio di Dio, ed in Dio…
    e senza la fede si perde tutto…
    Domenico Pio La Forgia.

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