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Assegno di mantenimento: come richiedere la modifica

28 Maggio 2021
Assegno di mantenimento: come richiedere la modifica

A chi rivolgersi per ottenere la revisione dell’importo stabilito dal giudice in sede di separazione?

Tua moglie ti ha lasciato dopo 13 anni di matrimonio. Adesso, vivi in un appartamento in affitto ed ogni mese le corrispondi la somma di 500 euro, così come previsto dal giudice. Da circa tre settimane, però, hai perso il lavoro e non sai come tirare avanti. Pertanto, ti rechi subito dal tuo avvocato di fiducia per sapere se è possibile ottenere una riduzione dell’importo.

In questo articolo faremo il punto della situazione sull’assegno di mantenimento: come richiedere la modifica? Cosa dice la legge? Devi sapere che i provvedimenti di natura economica che si accompagnano alla pronuncia di separazione possono essere soggetti a revisione qualora sopravvengano giustificati motivi come, ad esempio, un miglioramento o un peggioramento delle condizioni dei coniugi, la costituzione di un nuovo nucleo familiare oppure un cambiamento delle esigenze della prole. Se ricorre una di queste ipotesi, le parti possono accordarsi sulla modifica tramite negoziazione assistita oppure possono rivolgersi al giudice per ottenere un provvedimento in tal senso. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di affrontare l’argomento punto per punto.

Assegno di mantenimento: chi ne ha diritto?

L’assegno di mantenimento è un contributo economico periodico riconosciuto durante la separazione in favore:

  • del coniuge privo di redditi propri. In tal caso, l’assegno spetta a condizione che il beneficiario non conviva con un’altra persona e non gli sia attribuita la responsabilità per la fine del matrimonio (cosiddetto addebito della separazione);
  • dei figli minori o maggiorenni non ancora indipendenti economicamente. In tale ipotesi, l’importo viene calcolato in base ai redditi di entrambi i genitori, alle attuali esigenze del bambino ed al suo tenore di vita goduto prima della separazione.

Il presupposto che giustifica un simile provvedimento è che durante la crisi coniugale non viene meno il dovere reciproco di assistenza morale e materiale dei coniugi.

Assegno di mantenimento: si può modificare?

L’assegno di mantenimento, che sia stato stabilito per accordo o con l’aiuto di un giudice, non è immutabile, ma può essere rivisto se variano le condizioni dei coniugi o dei figli. I mutamenti che giustificano la revisione dell’importo sono:

  • un incremento oppure un deterioramento della situazione economica di uno dei coniugi: ad esempio, l’obbligato perde il lavoro oppure il beneficiario riceve un’ingente somma in eredità;
  • la costituzione di un nuovo nucleo familiare: ad esempio, il coniuge obbligato mette al mondo un altro figlio con la nuova compagna;
  • le esigenze dei figli che cambiano con il passare del tempo.

Devi trattarsi, quindi, di fatti nuovi sopravvenuti, cioè che si sono verificati dopo il provvedimento di separazione, in presenza dei quali è sempre possibile chiedere ed ottenere dal giudice la riduzione o l’aumento dell’importo dell’assegno di mantenimento in favore dell’ex coniuge e/o dei figli.

Ti faccio alcuni esempi per farti capire meglio.

Francesca e Mario si sono separati. Il giudice pone a carico dell’uomo l’obbligo di corrispondere un assegno mensile di 500 euro, di cui 200 euro alla moglie e 300 euro al figlio minore di 7 anni. Dopo circa un anno, Mario ha un altro bambino dalla sua nuova compagna.

Paolo versa all’ex moglie Federica un mantenimento mensile di 400 euro. Tuttavia, l’azienda presso la quale lavora da dieci anni fallisce e Paolo rimane improvvisamente senza lavoro.

Giulia si è separata dal marito Marco, il quale è tenuto a corrisponderle ogni mese la somma di 250 euro per il loro bambino. Con il passare del tempo, però, Giulia si rende conto che l’importo è troppo basso per far fronte all’esigenze del figlio.

All’udienza di separazione, il giudice riconosce a Marcella il diritto a percepire dal marito un assegno di mantenimento di 450 euro mensili. Dopo tre mesi, la donna viene assunta come impiegata in una grande azienda a tempo indeterminato.

Ebbene, come puoi notare, tutti gli esempi – la costituzione di un nuovo nucleo familiare, la perdita di lavoro del coniuge obbligato, le mutate esigenze del figlio e l’inizio dell’attività lavorativa del beneficiario – giustificano una richiesta di revisione del mantenimento.

Assegno di mantenimento: come richiedere la modifica

La modifica dell’assegno di mantenimento non è automatica né l’obbligato può ridurre autonomamente l’importo da corrispondere all’altro. In pratica, funziona così: dopo la sentenza di separazione, se sono sopravvenuti fatti tali da giustificare una revisione, le parti possono decidere di accordarsi e procedere con la negoziazione assistita dagli avvocati oppure ricorrere al tribunale.

Chi decide di rivolgersi al giudice deve depositare un ricorso a cui allegare, in particolare, lo stato di famiglia, il certificato di residenza di entrambi i coniugi, nonché copia autentica del provvedimento di cui si chiede la modifica. A questo punto, il giudice sente entrambe le parti, ammette le prove e, fatti tutti gli accertamenti, dispone con sentenza l’aumento o la diminuzione dell’importo dell’assegno dovuto.

È importante sottolineare che l’istanza per ottenere la modifica dell’assegno di mantenimento deve essere supportata da idonea documentazione volta a dimostrare il mutamento della propria condizione economica e patrimoniale.



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