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Casa cointestata alla moglie: spetta la restituzione dei soldi?

4 Febbraio 2021
Casa cointestata alla moglie: spetta la restituzione dei soldi?

Separazione e divorzio: che fine fa l’immobile che il marito ha comprato con i soldi propri e cointestato all’ex moglie?

Un nostro lettore ci scrive per raccontare la situazione venutasi a creare con la moglie alle soglie della separazione. I due sono stati sposati per dieci anni in separazione dei beni. Durante il matrimonio, il marito ha acquistato, con il proprio denaro, un immobile in centro città. Desideroso tuttavia di gratificare la moglie, casalinga e priva di reddito proprio, in sede di rogito ha deciso di intestare l’immobile anche a lei. I due sono quindi divenuti regolarmente proprietari dell’immobile. 

Ora che il matrimonio è cessato, il marito vorrebbe quantomeno la restituzione di metà del denaro speso per l’investimento. E ciò anche alla luce del fatto che l’ex moglie non si è mai preoccupata delle relative spese, come il condominio, la ristrutturazione, l’arredo. Ha diritto a farlo? Nell’ipotesi di casa cointestata alla moglie, spetta la restituzione dei soldi? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Intestazione della casa alla moglie: che succede?

Nel momento in cui uno dei due coniugi decide di acquistare un immobile e di intestarlo o cointestarlo all’altro sta compiendo ciò che in gergo tecnico si definisce donazione indiretta. 

La donazione indiretta, per sua natura, non necessita di un apposito atto notarile, essendo sufficiente il semplice fatto di indicare, in sede di compravendita, il nome del beneficiario. 

Potrebbe però succedere che, dietro all’intestazione dell’immobile in favore del coniuge, vi sia un secondo fine come, ad esempio, l’intenzione di sfuggire al pignoramento dei creditori da parte dell’acquirente o il proposito di pagare meno tasse sull’acquisto della casa. In questo secondo caso, non si potrà più parlare di una donazione bensì di una simulazione assoluta, ossia del tentativo di far figurare intestatario del bene un soggetto al posto di un altro. 

Bisogna tenere bene a mente queste due ipotesi perché è proprio in base ad esse che deriva un diverso regime per l’ipotesi in cui si voglia chiedere la restituzione dei soldi spesi per l’acquisto. 

L’ex coniuge può chiedere la restituzione dei soldi spesi per l’acquisto della casa?

Nel caso in cui l’intento del coniuge, nel cointestare (o intestare interamente) la casa all’altro, fosse stato quello di realizzare una vera e propria donazione, ossia una liberalità (un gesto di generosità), in caso di separazione o divorzio non gli è consentito chiedere la restituzione né del bene, né dei soldi spesi per l’acquisto. La donazione infatti – anche quella indiretta – è un atto irrevocabile se non per “ingratitudine”. E l’ingratitudine non si configura in presenza di una separazione (anche quella con “addebito”, ossia con imputazione di responsabilità), ma solo in caso di compimento di gravi reati.

Viceversa, nel caso in cui la casa sia stata intestata alla moglie per un “secondo fine”, e quindi in presenza di una simulazione, per ottenere la restituzione del bene bisogna dimostrare l’intento simulatorio. E questo necessita per forza della prova scritta. In buona sostanza, le parti, prima del rogito, devono aver sottoscritto un documento dal quale si evinca che l’unico effettivo titolare di fatto del bene deve essere considerato l’acquirente, ossia il marito. In assenza di tale scrittura, quindi, non è possibile chiedere la revoca della simulazione.

Si può chiedere la restituzione delle somme spese per l’immobile?

Tutto ciò che può fare il marito che, con il proprio denaro, ha acquistato la casa intestandola o cointestandola alla moglie, è di ottenere da questa il 50% delle somme impiegate per la ristrutturazione, trattandosi di una spesa di elevato valore fatta nell’interesse anche dell’altro coniuge. 

Naturalmente, a tal fine, bisognerà dimostrare i costi sostenuti con le relative fatture o con altre prove documentali.



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