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Piste da sci: la decisione sulle riaperture

4 Febbraio 2021
Piste da sci: la decisione sulle riaperture

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha dato via libera agli impianti in zona gialla.

Dal 15 febbraio, le piste da sci potranno riaprire nelle regioni gialle, cioè sulla stragrande maggioranza del Paese. Lo ha deciso oggi il Comitato tecnico scientifico (Cts), al termine di una riunione che doveva affrontare questo tema insieme agli aspetti organizzativi del Festival di Sanremo.

Da metà mese, dunque, si potrà tornare a sciare nelle regioni che rientrano nella fascia di minor rischio: sono 15 (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Valle D’Aosta, Veneto), più la Provincia autonoma di Trento.

Una decisione che soddisfa, ma a metà. «Va bene il via libera del Cts alla riapertura degli impianti sciistici, ma non basta: è necessario togliere il divieto di circolazione tra regioni in zona gialla», ha dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos Valeria Ghezzi, presidente dell’Associazione nazionale esercenti impianti funiviari (Anef).

«Ora tocca al Governo prendere una decisione – ha fatto notare, ancora, Ghezzi – senza la circolazione libera tra regioni, in zona gialla, non riusciremo certo a mantenere la sostenibilità economica della riapertura degli impianti soprattutto in regioni piccole, come la Valle d’Aosta che non può certo contare solo sui residenti: deve essere permesso anche ai turisti lombardi e piemontesi andare a sciare in Valle d’Aosta. Senza di questo non posso far uscire dalla cassa integrazione i miei dipendenti e assumere gli stagionali: la circolazione libera tra regioni è un problema fondamentale».

I tecnici del Cts hanno approvato il protocollo di sicurezza che le Regioni avevano stilato e modificato il mese scorso. Non per intero, però: ne è stata validata solo una parte, quella relativa alle zone gialle. Bocciata, invece, la proposta delle regioni in base alla quale gli impianti avrebbero potuto riaprire anche in fascia arancione, con capienza ridotta della metà su funivie, cabinovie e seggiovie e l’uso obbligatorio delle mascherine Ffp2.

«Attendiamo di vedere i documenti del Cts, ma siamo sempre stati convinti che le proposte delle Regioni per il contingentamento degli accessi sulle piste e in seggiovie e cabinovie fossero adeguate per la fase che stiamo rivivendo», ha detto Marco Bussone, presidente dell’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani (Uncem), per il quale la riapertura, benché parziale, è comunque «un segnale positivo, perché si va verso una possibile normalità e ripresa».

Gli operatori del settore, adesso, aspettano i ristori. «Con il nuovo Governo la montagna dovrà tornare al centro delle politiche per il Paese – si augura Bussone -. Il turismo invernale è un pilastro dello sviluppo delle Alpi e degli Appennini».

Il Cts ha anche approvato il protocollo di sicurezza Rai per garantire in sicurezza lo svolgimento del Festival di Sanremo. Tra le novità più importanti, niente pubblico al Teatro Ariston per evitare gli assembramenti e lo stop agli eventi collaterali al festival.



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