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Lo sai che? TFR: pagamento a rate con interessi se l’azienda è in crisi

Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 febbraio 2014

Mi sono appena dimesso e il mio datore mi ha comunicato di non potermi erogare il TFR in un’unica trance, vista la crisi, ma in sei rate; posso pretendere, per il ritardo, anche il pagamento degli interessi?

Nel caso di azienda in crisi, con situazione comprovata dal notevole calo del fatturato, l’impossibilità di procedere al pagamento del Tfr (trattamento di fine rapporto) viene normalmente risolta con un accordo con il lavoratore interessato, nel quale si concorda il pagamento rateale di quanto spettante, maggiorando il tutto con gli interessi di legge, peraltro attualmente molto bassi.

Occorre, quindi, che il datore rappresenti la situazione aziendale al lavoratore, facendogli presente la sua buona volontà, senza tacere il fatto che una eventuale azione legale – peraltro costosa per il dipendente – non avrebbe molto senso e ciò per varie ragioni:

– innanzitutto il tempo che sarebbe necessario per giungere alla sentenza (di certo superiore ai sei mesi in cui l’importo verrebbe rateizzato);

– i maggiori costi per il dipendente.

Insomma, agendo in causa, il dipendente non ne ricaverebbe un risultato migliore o diverso da quello che gli viene proposto dal datore.

L’intenzione di chiedere gli interessi è corretta. Su ognuna delle “rate” dovrebbero essere calcolati mensilmente i cosiddetti interessi a scalare, e cioè quelli maturati solo sul capitale residuo.

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Autore immagine: 123rf.com


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