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Per costruire un campo di calcetto non c’è bisogno di autorizzazione amministrativa

2 febbraio 2014


Per costruire un campo di calcetto non c’è bisogno di autorizzazione amministrativa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2014



La concessione è necessaria quando l’opera abbia un impatto edilizio e, quindi, non è necessaria per la semplice posa delle porte, dei pali della luce per l’illuminazione e per gli spogliatoi piccoli.

Non c’è bisogno di autorizzazione amministrativa per costruire un campo di calcio o di calcetto se non sono previste opere edificatorie vere e proprie: in parole semplici, non c’è bisogno di alcun provvedimento autorizzativo per la realizzazione di una recinzione (è indifferente se su tre o quattro lati), dei pali di illuminazione, per la fissazione al suolo di due porte e per la posa di due container di piccole dimensioni come spogliatori. E ciò vale anche se il regolamento edilizio urbano impone la concessione edilizia per la realizzazione di impianti sportivi, anche all’aperto, senza specificare quali strutture destinate alla pratica sportiva rientrino nell’obbligo.

A dirlo è una recente sentenza del Consiglio di Stato [1].

Secondo i giudici bisogna evitare irragionevoli e sproporzionate complicazioni burocratiche quale potrebbe essere, ad esempio, l’imposizione della concessione edilizia anche per una semplice posa in opera di un canestro per il gioco “tre contro tre” o di un paio di porte per un campo di calcetto sotto casa.

La concessione amministrativa può essere imposta, allora, solo le volte in cui la realizzazione dell’impianto sportivo comporti attività aventi natura edilizia come la realizzazione di un battuto in cemento o altro materiale, l’innalzamento delle tribune amovibili o altro.

Nel caso, infatti, in cui la realizzazione di impianti sportivi abbia un impatto edilizio vi è la necessità del previo rilascio di autorizzazione espressa; tale autorizzazione si estende all’intero complesso sportivo, e coinvolge anche le opere di per sé realizzabili sulla base di mera comunicazione di parte.

note

[1] Cons. St. sent. n. 175/14 del 17.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com

 


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