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Prestito non restituito: perché aumenta il debito

27 Maggio 2021 | Autore:
Prestito non restituito: perché aumenta il debito

Come e perché la mancata restituzione della somma ricevuta dalla finanziaria aumenta considerevolmente.

In tante occasioni e per le ragioni più disparate, può accadere che si acceda ad un finanziamento o si ottenga un prestito dalla banca, ma che poi non sia più possibile restituirlo integralmente. Ovviamente, quasi mai si tratta di un evento voluto dal debitore. Le vicissitudini della vita quotidiana, purtroppo, possono condurre all’insolvenza, indipendentemente dalla volontà di chi è tenuto a pagare le rate. Basti pensare all’improvvisa perdita del posto di lavoro o ad altre circostanze personali che, in qualche modo, condizionano la solvibilità del soggetto interessato. Tuttavia, anche a distanza di anni, potrebbe arrivare a carico del debitore un decreto ingiuntivo, un blocco del conto oppure un pignoramento dello stipendio. In particolare, la somma pretesa potrebbe essere molto più alta del debito originario.

Pertanto, ti chiedi, nel caso di un prestito non restituito perché aumenta il debito? La domanda può interessare tutte le persone che hanno un’insolvenza mai saldata e che temono che, prima o poi, il creditore bussi alla loro porta per recuperare l’arretrato oltre agli interessi e alle spese. Anche chi sta subendo un pignoramento vorrebbe sapere perché mai la parte di prestito non restituito sia aumentata a dismisura e se ciò sia consentito dalla legge. Perciò, non devi fare altro che proseguire nella lettura di questo articolo per trovare la risposta alle tue domande.

Prestito non restituito: gli interessi

Quando chiedi un prestito, concordi con la finanziaria la restituzione della somma ricevuta in base ad un piano di ammortamento. In pratica, ciò significa che verserai le rate concordate per due, tre o cinque anni, a seconda dell’impegno che hai preso. Nell’importo mensile che pagherai, dovrai versare anche gli interessi, che corrispondono al guadagno che il creditore percepisce a seguito del prestito.

Gli obblighi si aggravano, inevitabilmente, nel momento in cui il debitore diventa insolvente. Infatti, il ritardo di una o più rate oppure la definitiva mancata restituzione di una parte del mutuo impongono di pagare in aggiunta i cosiddetti interessi moratori. In sostanza, si tratta del risarcimento dovuto alla finanziaria per la mancata restituzione del prestito. Essi si calcolano in virtù del tasso stabilito nel contratto, sono superiori a quelli di natura legale, ma non possono mai superare la soglia massima stabilita per legge, oltre la quale scatterebbe il reato di usura. Ricordati, infine, che questa maggiorazione permarrà sino all’integrale versamento della somma ricevuta. Ecco perché il debito aumenta.

Prestito non restituito: le spese legali

Quando un debitore non rispetta l’obbligo di saldare le rate del prestito, è naturale che il creditore proceda con il recupero della somma a lui dovuta; per farlo, deve prima munirsi di un titolo giudiziale, meglio detto esecutivo. Perciò, si ricorre, molto semplicemente, al procedimento per ingiunzione. Si tratta di un’azione legale abbastanza veloce, in cui la finanziaria, per mezzo del suo avvocato, chiede al giudice competente di emettere un ordine di pagamento a carico del soggetto insolvente. Per avere questo provvedimento, il creditore deve solo produrre i documenti da cui risulta il prestito e la sua mancata restituzione.

Al termine del procedimento, viene emesso un decreto ingiuntivo avente ad oggetto l’importo non rimborsato, gli interessi e le spese. Evidentemente, quindi, anche questa circostanza aumenta il debito in contestazione. Devi sapere, infatti, che quest’azione comporta il versamento di una tassa (contributo unificato), di un bollo (€ 27,00) nonché il riconoscimento dei compensi professionali dell’avvocato del creditore.

Per un debito di 10.000 euro, il giudice può stabilire un onorario medio di € 540 a cui bisogna aggiungere il rimborso delle spese forfettarie del 15% oltre agli oneri fiscali.

Prestito non restituito: precetto e pignoramento

Una volta ottenuto un titolo di natura giudiziale che riconosce l’ammontare complessivo del prestito non restituito, oltre agli interessi e alle spese, il creditore, sempre per mezzo del suo procuratore, deve obbligatoriamente avvisare il debitore prima di avviare l’imminente azione esecutiva. Si tratta dell’atto di precetto. Nello specifico, sto parlando di un documento preparato, sottoscritto ed inviato dall’avvocato della finanziaria o della banca, in cui si riepilogano tutte le somme dovute dal debitore, gli interessi sin lì maturati, le spese legali e un ulteriore onorario per quest’atto.

Trascorsi dieci giorni senza alcun riscontro dal debitore, il creditore potrà iniziare la vera e propria azione esecutiva a carico del soggetto insolvente mediante, ad esempio, un pignoramento presso terzi. Mi riferisco al blocco del conto bancario del debitore o al pignoramento di 1/5 del suo stipendio/pensione. Insomma, un vero e proprio procedimento legale che si concluderà con l’assegnazione delle somme pignorate a favore del creditore. Ovviamente, anche questa circostanza aumenterà il debito del prestito non restituito, visto che dovranno calcolarsi anche gli onorari e le spese di questa procedura. Ecco perché la mancata restituzione della somma ricevuta dalla finanziaria aumenta considerevolmente.



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