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Prepensionamento dipendenti

5 Febbraio 2021 | Autore:
Prepensionamento dipendenti

In quali casi i lavoratori subordinati possono cessare il rapporto con un’indennità fino alla pensione: Ape sociale, isopensione, contratto di espansione, assegno straordinario.

L’attuale crisi del mercato del lavoro impone alle aziende dei consistenti tagli dell’organico. Preferibilmente, ad essere cessati sono i dipendenti più vicini alla pensione: anche se non hanno raggiunto il diritto a pensione, difatti, molti lavoratori possono beneficiare del cosiddetto prepensionamento dipendenti. In realtà, non si tratta di un’unica misura, ma di indennità diverse che accompagnano il lavoratore sino alla data del pensionamento, qualora risponda a specifici requisiti.

L’Ape sociale, ad esempio, è un’indennità spettante solo alle seguenti categorie: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% ed addetti ai lavori gravosi. L’indennità può essere erogata a partire dai 63 anni di età sino al compimento dell’età pensionabile, attualmente pari a 67 anni. L’importo dell’Ape sociale corrisponde a quello della pensione calcolata al momento dell’uscita dal lavoro, sino a un massimo di 1500 euro al mese.

Altre indennità di prepensionamento, calcolate in misura pari alla futura pensione, spettano invece non solo sulla base dei requisiti soddisfatti dal lavoratore, ma anche a seconda dei requisiti in capo all’azienda. L’isopensione, ad esempio, spetta se il lavoratore arriva a soddisfare le condizioni richieste per la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria [1] entro sette anni; non tutti i dipendenti però hanno diritto a questa misura, ma soltanto coloro che sono stati assunti da aziende con più di 15 dipendenti.

L’assegno straordinario, ugualmente, può essere attivato solo da aziende facenti parte di specifici comparti o iscritte a determinati fondi. L’indennità spettante a seguito di contratto di espansione è erogata solamente ai dipendenti delle aziende con oltre 500 unità (solo in casi specifici 250 unità). Peraltro, dato che queste tre indennità sono a carico dell’azienda, in tutto o in parte, il lavoratore vi accede soltanto se l’impresa decide di avviare procedure collettive di cessazione degli esuberi. Ma procediamo con ordine.

Come funziona l’Ape sociale

L’Ape sociale [2], o anticipo pensionistico a carico dello Stato, non è una pensione, ma un’indennità che ha la funzione di sostenere il lavoratore dai 63 anni sino alla maturazione del requisito di età per la pensione di vecchiaia., attualmente (e almeno sino al 31 dicembre 2022) pari a 67 anni.

In base alla proroga effettuata dalla legge di Bilancio 2021, questa misura di accompagnamento alla pensione può essere ottenuta anche da chi matura i requisiti prescritti entro la data del 31 dicembre 2021.

Il beneficiario dell’Ape sociale deve essere iscritto presso una delle gestioni amministrate dall’Inps ed appartenere a una delle categorie destinatarie della misura:

  • disoccupati di lungo corso, che abbiano terminato di percepire l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • caregiver (persona che assiste da almeno 6 mesi un familiare di 1° grado- in determinate ipotesi anche di 2° grado- convivente, con handicap riconosciuto in situazione di gravità);
  • invalidi civili dal 74%;
  • addetti ai lavori gravosi.

Per ottenere l’Ape sociale in qualità di disoccupato di lungo corso, di caregiver o di invalido civile è necessario avere alle spalle un minimo di 30 anni di contributi, mentre gli anni di contribuzione richiesta sono 36 per gli addetti ai lavori gravosi. Le donne hanno diritto alla riduzione del requisito contributivo in misura pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2.

Per approfondire, leggi: Guida all’Ape sociale.

Come funziona l’isopensione

L’isopensione è una misura di prepensionamento che riguarda le aziende che impiegano mediamente più di 15 dipendenti. In particolare, i lavoratori coinvolti negli accordi di esodo possono beneficiare di un anticipo massimo nell’uscita dal lavoro, con diritto all’indennità di prepensionamento, pari a 7 anni, sino all’anno 2023. Dal 2024, l’anticipo massimo sarà pari a 4 anni.

Nel dettaglio, possono accedere all’isopensione i lavoratori ai quali non manchino più di 7 anni:

  • alla data di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne);
  • alla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 anni di contributi).

I dipendenti devono risultare interessati da eccedenze di personale e coinvolti in accordi specifici tra l’azienda e le associazioni sindacali maggiormente rappresentative.

L’importo dell’isopensione è pari a quello della pensione spettante al momento dell’uscita dal lavoro; nel periodo di esodo, oltre all’ indennità il dipendente percepisce i contributi figurativi sino alla maturazione del diritto a pensione.

Per approfondire, leggi: Isopensione.

Come funziona l’assegno straordinario

L’assegno straordinario è una prestazione di accompagnamento alla pensione per i lavoratori di alcune imprese che aderiscono a specifici fondi (ad oggi, aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici, società di assistenza e del Trentino, coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione).

L’assegno spetta, dal momento dell’uscita dal lavoro sino alla maturazione della pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria, ai lavoratori ai quali non manchino più di 4 o 5 anni al pensionamento (dipende dagli accordi di costituzione del fondo).

L’assegno straordinario è normalmente pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Come funziona il contratto di espansione

Il contratto di espansione consiste nella possibilità di avviare una procedura di consultazione sindacale e la stipula di un successivo accordo in sede governativa, per le aziende interessate da processi di rinnovo.

L’accordo può prevedere:

  • un intervento straordinario di cassaintegrazione per un periodo non superiore a 18 mesi, anche non continuativi;
  • il prepensionamento, cioè un assegno di accompagnamento alla pensione, per i lavoratori in esubero che si trovino a non più di 5 anni dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia, avendo maturato il requisito minimo contributivo, oppure dalla pensione anticipata.

L’ indennità ed i contributi spettanti nel periodo di esodo sono a carico dell’azienda, ma possono essere diminuiti dell’importo relativo all’indennità ed ai contributi figurativi eventualmente spettanti al lavoratore per la Naspi, il sussidio di disoccupazione.

L’assegno straordinario è normalmente pari all’importo della pensione spettante alla data di uscita dal lavoro.

Il lavoratore può prepensionarsi senza il consenso dell’azienda?

Il lavoratore può ottenere un’indennità di prepensionamento senza che l’azienda presti il consenso, solamente nel caso in cui possa fruire dell’Ape sociale.

Negli altri casi, ossia in relazione al contratto di espansione, all’isopensione ed all’assegno straordinario, l’indennità non può essere fruita se l’azienda non attiva delle procedure collettive per la gestione degli esuberi, nelle quali sia compreso anche il lavoratore interessato. In pratica, il dipendente non può decidere da solo di fruire dell’isopensione, dell’assegno straordinario o dell’indennità per contratto di espansione, se non sussiste l’attivazione delle procedure collettive, che vedono la partecipazione dell’azienda e dei sindacati.

Naspi e prepensionamento

Merita un’ultima nota la Naspi, l’attuale indennità di disoccupazione: il sussidio può fungere da prepensionamento “di fatto”, in quanto dà diritto, per 24 mesi, a un’indennità corrisposta al lavoratore ed ai contributi figurativi, utili ai fini del diritto ed alla misura della pensione.


note

[1] Art.24 co.6 e 10 D.L. 201/2011.

[2] Art.1 co. 179-186 L. 232/2016.

Autore immagine: pixabay.com


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