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Che documenti servono per la scelta del pediatra?

28 Maggio 2021 | Autore:
Che documenti servono per la scelta del pediatra?

I bambini devono avere un proprio medico curante per ricevere prestazioni di assistenza sanitaria gratuite e, in alcune ipotesi specifiche, anche a pagamento.

I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono i primi e fondamentali interlocutori per la salute degli adulti e dei bambini. Spetta loro fare da tramite tra i cittadini e il Ssn (Servizio sanitario nazionale), svolgendo compiti di educazione sanitaria, medicina preventiva individuale, diagnosi e cura riabilitativa di primo livello e di pronto intervento. In particolare, per quanto riguarda i pediatri, è opportuno sapere che la scelta di tali professionisti è obbligatoria per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei bambini fino a 6 anni mentre per quelli tra i 6 e i 14 anni è possibile optare anche per i medici di famiglia.

Al compimento dei 14 anni, la revoca è automatica; tuttavia, è possibile chiedere il mantenimento della scelta fino a 16 anni solo per documentate patologie croniche (come il diabete o la fibrosi cistica) o situazioni di handicap.

Che documenti servono per la scelta del pediatra e qual è la procedura da seguire? In ordine a quest’ultimo punto, va evidenziato che per l’iscrizione al Ssn di un nuovo nato e la nomina del pediatra di fiducia, uno dei due genitori deve recarsi presso gli uffici dell’Asl di residenza, portando con sé una apposita documentazione, che vedremo di qui a poco più nel dettaglio.

Il pediatra può essere scelto sia dai cittadini residenti sia dai cittadini domiciliati. Il cittadino cioè, che pur essendo residente in un determinato Comune, si trasferisce altrove per un periodo superiore a 3 mesi per motivi di lavoro, di studio o di salute, può richiedere il domicilio sanitario con l’iscrizione a tempo determinato (massimo 1 anno, rinnovabile) negli elenchi del servizio sanitario dell’Asl in cui è domiciliato. In tal modo, può scegliere un medico per sé e un pediatra per i suoi figli nel Comune in cui si è trasferito.

Quanti assistiti può avere un pediatra di libera scelta

Di solito, un pediatra di libera scelta può avere fino ad 800 assistiti anche se sono possibili deroghe in relazione a particolari situazioni locali come nell’ipotesi in cui in una zona non c’è disponibilità di altri pediatri o in una famiglia nasce un nuovo bambino. In particolare, nel primo di questi casi, bisogna rivolgersi al medico di base o al pediatra più vicino se non c’è un numero di bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, superiore a 300, oppure se non ci sono pediatri che svolgono la loro attività.

Quali compiti svolge il pediatra di libera scelta

Il pediatra di libera scelta ha un proprio ambulatorio ed eroga prestazioni sia gratuite sia a pagamento. Relativamente alle prime, tale professionista:

  • effettua visite ambulatoriali e domiciliari a scopo preventivo, diagnostico o terapeutico;
  • accede in ambienti di ricovero per seguire più da vicino la degenza dei propri pazienti;
  • prescrive i farmaci;
  • rilascia le certificazioni obbligatorie ai fini della riammissione alla scuola dell’obbligo, agli asili nido, alla scuola materna o quelle relative all’astensione dal lavoro del genitore a seguito di malattia del bambino;
  • prescrive visite specialistiche, analisi cliniche e di diagnostica strumentale;
  • formula proposte di ricovero ospedaliero;
  • aggiorna la scheda sanitaria pediatrica di ciascun assistito;
  • esegue prestazioni terapeutiche e di tipo diagnostico quali ad esempio medicazioni oppure la rimozione di punti;
  • rilascia i certificati per l’idoneità a eseguire attività agonistiche nell’ambito scolastico.

In molti casi, il pediatra, sempre gratuitamente, assiste a domicilio i pazienti non autosufficienti o appena dimessi dall’ospedale e si consulta con gli eventuali specialisti che seguono i propri pazienti.

Le prestazioni a pagamento che vengono erogate dal pediatra di libera scelta sono:

  1. le visite occasionali, fatte cioè a bambini che non rientrano tra i propri pazienti;
  2. il rilascio di certificati diversi da quelli a carico del Ssn come ad esempio per l’iscrizione alla palestra oppure in piscina e per le assicurazioni;
  3. le visite ambulatoriali e domiciliari, richieste ed eseguite fuori orario;
  4. gli esami diagnostici non previsti dagli Accordi Nazionali tra il pediatra e il Ssn.

Quando può visitare il pediatra di libera scelta

Lo studio del pediatra è una struttura privata convenzionata con l’Asl. Il professionista può scegliere quando visitare, purché l’ambulatorio sia aperto almeno 5 giorni a settimana, rimanendo chiuso nei giorni festivi.

Nei fine settimana e di notte (dalle 20 alle 8), bisogna rivolgersi ai servizi di continuità assistenziale, cioè alle guardie mediche.

Come si sceglie il pediatra

Per scegliere il pediatra è possibile consultare gli elenchi dei medici convenzionati con il Ssn, tenuti presso gli uffici dei distretti sanitari di riferimento. Spesso, tali liste sono disponibili anche online. Una volta selezionato il pediatra, è opportuno contattarlo al fine di verificare se lo stesso è disponibile ad accettare il nuovo paziente, tenuto conto del numero massimo di assistiti che ogni pediatra deve rispettare.

Successivamente, il cittadino deve recarsi presso l’ufficio “Scelta e Revoca” del distretto sanitario di residenza per comunicare la propria scelta oppure se l’Asl lo consente, è possibile effettuare tale comunicazione telematicamente.

Che documenti servono per la scelta del pediatra?

I documenti che servono per la scelta del pediatra sono:

  • tessera sanitaria e codice fiscale del genitore;
  • certificato di nascita del bambino;
  • tessera sanitaria e/o codice fiscale del bambino.

Se l’iscrizione al Ssn viene fatta subito dopo la nascita, è sufficiente presentare un’autocertificazione firmata da uno dei due genitori che riporta i dati del bambino. Contemporaneamente, però, bisogna attivarsi per il rilascio del codice fiscale, del libretto sanitario e della tessera sanitaria del bambino.

I genitori di bambini extracomunitari senza permesso di soggiorno hanno diritto ad avere il pediatra fino al compimento di 1 anno.

Come si sceglie un pediatra nel domicilio temporaneo

Per scegliere un pediatra nel Comune in cui si domicilia temporaneamente è necessario prima revocare il pediatra del luogo di residenza e, successivamente, con il certificato di revoca rilasciato dalla propria Asl il genitore deve recarsi all’Asl del luogo di domicilio e scegliere il nuovo pediatra. In tal caso, il genitore deve essere munito di:

  • documento di identità del bambino;
  • tessera sanitaria e codice fiscale del bambino;
  • libretto sanitario;
  • copia del contratto di lavoro, se il motivo di trasferimento è questo, oppure un certificato che specifichi perché il genitore è costretto a spostare il proprio domicilio in quel luogo.


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