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Cosa sono le imprese ricettive?

29 Maggio 2021 | Autore: Fabio Scarello
Cosa sono le imprese ricettive?

Cos’è un’impresa ricettiva; quali e quanti tipi ne esistono nel nostro Paese secondo le normative vigenti. In questo articolo, entreremo nel mondo dell’impresa dell’ospitalità.

Sei stai leggendo queste righe probabilmente ti sei chiesto cosa sono le imprese ricettive. Sicuramente, ne conosci molte, le hai frequentate e magari ti sei posto queste domande: che differenza c’è tra un albergo ed un motel? E tra un affittacamere ed un B&B? Ti sarà capitato di trascorrere una vacanza in una struttura che, tuo malgrado, non ha risposto alle aspettative che avevi. Questo perché, diversa è la tipologia di struttura, diversa è anche la gamma di servizi che essa è tenuta ad offrirti.

In questo articolo, ti darò le informazioni di base per districarti nel dedalo di nomi e offerte che rispondono alla generica categoria di impresa ricettiva. In effetti, in Italia la situazione appare un po’ confusa: la classificazione delle strutture ricettive viene fatta su base regionale, ossia sono le singole Regioni a stabilirne differenze, caratteristiche e standard minimi. Di fatto, però, tutte partono da un testo base nazionale, il Codice del turismo. Vedremo di rispondere ad altri dubbi che tutti ci siamo posti almeno una volta. Perché gli albergatori ti chiedono di presentare il documento di identità? Sono veramente autorizzati a farlo?

Ti sarà anche capitato di andare in ferie in una città nuova e dover aggiungere al prezzo pattuito in origine una quota extra: la tassa di soggiorno, il cui ammontare viene calcolato in base al numero delle notti trascorse.

Cosa sono le imprese ricettive?

L’impresa ricettiva è quell’impresa che fornisce al cliente un servizio di ospitalità temporaneo, a fronte del pagamento di un corrispettivo. Il suo core business, cioè il suo servizio principale, è fornire un alloggio a cui si collegano alcuni servizi secondari che servono a soddisfare le esigenze del cliente: ad esempio, la ristorazione, il centro benessere, il servizio navetta da e per i principali nodi di comunicazione (aeroporti, porti navali, stazioni).

È ormai consolidato nella pratica associare la ristorazione ed il servizio bar quantomeno agli hotel.

A cosa mi serve conoscere i tipi di impresa ricettiva?

Conoscere i tipi di impresa ricettiva ti sarà sempre utile quando dovrai sceglierne una. È sempre bene chiedere un servizio a chi è tenuto ed è preparato per fornirtelo, altrimenti potresti trovarti di fronte a cattive sorprese o a delusioni del tutto impreviste.

Se pernotti in un ostello non puoi pretendere di trovare in bagno i sali minerali e, probabilmente, nemmeno il servizio in camera. Viceversa, se soggiorni in un motel pretenderai il parcheggio per l’automobile. È ragionevole aspettarsi di poter cenare in camera in un hotel di lusso.

Quali sono le diverse strutture ricettive?

Nel nostro Paese esistono vari tipi di imprese ricettive. La legge italiana distingue tre macro-categorie: strutture alberghiere e paralberghiere, strutture extralberghiere e strutture all’aperto.

Quali sono le strutture alberghiere

Le strutture alberghiere più note sono gli alberghi, che offrono il pernottamento e almeno la colazione. Quasi sempre, però, viene offerta anche la ristorazione. In questo caso, si parla di pacchetti con la mezza pensione (colazione e cena) o con pensione completa (comprensiva di colazione, pranzo e cena). Si trovano poi altri servizi accessori quali il bar, la piscina, il servizio in camera, la lavanderia e molti altri.

Gli alberghi sono caratterizzati da un certo numero di camere collocate all’interno di un edificio che ha, come riferimento comune per gli ospiti, la reception ed eventualmente una hall.

Un tipo particolare di impresa ricettiva sono i motel: strutture apposite nate per dare alloggio alle persone, con sosta e assistenza ai veicoli. Sono collocati lungo importanti strade e autostrade. Rientra nel servizio di assistenza garantito il rifornimento di carburante.

I motel sono nati negli Stati Uniti d’America all’inizio del ‘900. In Italia, hanno preso piede alla fine degli anni ’90 per rispondere alle esigenze della clientela di breve fermata: professionisti in viaggio o coppie in cerca di privacy. Sono ideali per la sosta notturna durante un lungo tragitto.

Esistono poi le residenze d’epoca, strutture che hanno un particolare valore storico e artistico o architettonico, caratterizzate da mobilio e accessori raffinati e di pregio. Soggiornare in una residenza d’epoca può essere parecchio costoso.

L’albergo diffuso è un particolare tipo di struttura ricettiva, solitamente presente nei centri storici: è composto da più stabili separati ma vicini amministrati da un unico edificio centrale che assolve al servizio di ricevimento.

Infine, ci sono le beauty-farm, allestite per offrire trattamenti estetici o terapeutici, come ad esempio quelli termali. Ricordiamo alcune località come Abano Terme, Salsomaggiore Terme, Saturnia, Sirmione, Bormio, dove alle esigenze di intraprendere un percorso curativo spesso si sposa un’offerta di altissimo livello. Pensa, ad esempio, a Sirmione, meravigliosa cittadina sul lago di Garda dove abitò il poeta latino Catullo, di cui è ancora oggi possibile visitare la casa.

Le strutture extra-alberghiere

Le strutture extra-alberghiere sono quelle che presentano peculiarità e profonde diversità dagli alberghi.

Gli affittacamere sono imprese che offrono, di base, solo l’alloggio. Potresti trovare altri servizi complementari ma, anche qualora presenti, non ne è garantita la fruizione h 24. Le camere, per legge, sono al massimo 6 unità, collocate in 1 o 2 edifici ammobiliati.

Un tipo particolare di affittacamere è la locanda, dove trovi la ristorazione abbinata all’alloggio. La locanda, fino a qualche anno fa, era vista come una struttura economica e con servizi modesti. Oggi, non è difficile incontrare locande con standard molto elevati, con stanze semplici ma molto ben arredate e con una cucina di alta qualità. Spesso, sono il frutto della ristrutturazione di ambienti vecchi e superati. Cucina e camere sono gestite dallo stesso titolare d’esercizio.

Da non confondere con gli affittacamere sono i Bed&Breakfast (B&B), cioè alloggio (in inglese “Bed”) e colazione (in inglese “Breakfast”), caratterizzati da una gestione professionale ma famigliare. Si tratta di stanze o parti di una casa privata con spazi condivisi con la famiglia.

I rifugi alpini e i rifugi escursionistici sono due categorie simili ma diverse tra loro: entrambe forniscono un appoggio, anche di ristorazione, agli escursionisti. Mentre i rifugi escursionistici devono essere accessibili tramite strade aperte al traffico ordinario, i rifugi alpini no. Anche per la loro collocazione, i rifugi alpini si prestano e devono poter fungere da basi di appoggio per interventi di soccorso in alta montagna.

Gli ostelli per la gioventù offrono soggiorno e pernottamento ai giovani per un massimo di 60 giorni e hanno stanze semplici ed in condivisione con altri ospiti. I più famosi sono gli ostelli per gli studenti che si recano in viaggio studio a Londra.

Altra categoria sono i centri soggiorno-studi, che hanno aree predisposte allo studio; esistono poi gli agriturismi [1], ossia aziende agricole che, accanto alla loro attività principale, quella appunto agricola, offrono un servizio di pernottamento ed eventualmente di ristorazione all’interno della propria area. Sono ideali per trascorrere una vacanza all’insegna della natura e del relax, unendo il piacere delle passeggiate alle esperienze enogastronomiche. L’offerta è grandissima: escursioni a cavallo, percorsi in bicicletta, gite in barca, camminate in montagna per principianti.

Infine, ci sono le case vacanza, immobili affittati a turisti per un minimo di 3 giorni fino ad un massimo di 3 mesi. Sono le classiche case in affitto al mare o in montagna, caratterizzate da stagionalità. E’ la tipica situazione della famiglia italiana anni ’80 e ’90: il papà lascia l’ufficio il venerdì sera e raggiunge al mare moglie e figli per trascorrere il week-end nella casa presa in affitto per l’estate.

Le strutture all’aperto

Tra le strutture all’aperto risultano molto apprezzati, soprattutto dalle famiglie con bambini, i villaggi turistici, spesso veri e propri paradisi del divertimento e del relax. Accanto al servizio di alloggio, infatti, queste strutture propongono animazione e spazi ricreativi: si avvalgono della preziosa collaborazione di animatori professionisti in grado di farti divertire con le attività più disparate, che possono andare dagli esercizi fisici in spiaggia alle escursioni in mare, dagli spettacoli serali all’intrattenimento per i più piccoli.

L’alloggio è il bungalow: si tratta di piccole casette in mattoni di medie dimensioni.

I campeggi invece sono aree chiuse (recintate) in cui sostano turisti provvisti di mezzi mobili propri o a noleggio in loco: camper, roulotte e tende.

Posso sempre portare il cane in vacanza con me?

Portare il cane in vacanza è un tema è di grande attualità.

Negli ultimi anni, sono molti gli alberghi che si sono attrezzati per offrire comodità anche agli ospiti a quattro zampe. Tuttavia, prima di metterti in viaggio con il tuo animale domestico, ti consiglio di contattare direttamente la struttura e chiedere il maggior numero di informazioni possibile, oltre a leggere le recensioni di chi ha avuto qualche esperienza in quella determinata struttura. Di certo, il tuo amico sarà ben felice di scorrazzare allegramente negli spazi offerti da un agriturismo in campagna.

In alternativa, puoi considerare l’idea di affittare un appartamento in modo tale da poter “adattare” alla vostra misura gli spazi messi a disposizione dal proprietario dell’immobile. Per sentirti “a casa tua” anche in vacanza.

Che cos’è la tassa di soggiorno?

L’imposta di soggiorno, comunemente chiamata tassa di soggiorno, è un tributo locale che si applica, laddove previsto, quando pernotti in una struttura turistica che si trova in un Comune italiano che la prevede. L’ammontare di questo tributo viene stabilito dalle singole amministrazioni locali ma in genere si aggira intorno ai 2 euro a notte a persona.

La tassa di soggiorno è un po’ più alta nelle grandi città turistiche. Il cliente la paga alla struttura che, a sua volta, in una sorta di giro conto, la verserà nelle casse del proprio comune rispettando i tempi e le modalità indicate dalle propria amministrazione comunale.

Pertanto, se ti trovi nella stessa provincia, ad esempio Firenze, potresti pagare una tariffa diversa a seconda se ti trovi nel Comune di Firenze o di Empoli o di Fiesole.

Sono sempre obbligato a versare la tassa di soggiorno?

L’obbligatorietà del versamento della tassa di soggiorno non vale per tutti i cittadini. Innanzitutto, durante il periodo dell’emergenza Covid alcune amministrazioni comunali, per alleggerire la tassazione, l’hanno sospesa, mentre alcune categorie di persone che ne sono esenti: i ragazzi sotto una certa età, di solito 12 o 14 anni; le persone che assistono ricoverati in strutture sanitarie o pazienti, anche in day-hospital; le forze dell’ordine, i vigili del fuoco ed il personale della protezione civile in soggiorno per esigenze professionali; ed i portatori di handicap grave.

L’esenzione va dimostrata presentando un’attestazione scritta. Nella città di Firenze, sono esenti dalla tassa di soggiorno anche gli studenti universitari. Sempre a Firenze, per fare un esempio, l’imposta di soggiorno varia in base al tipo di struttura e al suo livello: per una notte in un albergo a 5 stelle, l’imposta è pari a 5 € a notte a persona; 4,90 € se le stelle scendono a 4.

In una città di provincia come Vicenza, l’ammontare della tassa di soggiorno dipende dalla tariffa della camera. Se occupi una stanza con prezzo inferiore ai 25 € a notte l’imposta corrispondente è pari a 1,50 € mentre fino a 50 € a notte, il tributo sale a 2,00 €. A Vicenza, il numero massimo di notti imponibili è di 5 in un mese.

Perché se dormo in albergo mi chiedono un documento di riconoscimento?

Le strutture ricettive hanno l’obbligo, pena sanzioni, di comunicare alla questura i nominativi e la durata del soggiorno di tutte le persone che alloggiano. Il riconoscimento e la comunicazione alla polizia di stato, avviene pertanto presentando un documento di identità in corso di validità. Negli ultimi anni, questa procedura viene gestita in via telematica.

Pertanto, è prassi che quando arrivi nella struttura, prima di fare il check-in, ti chiedano un documento di riconoscimento; tra quelli accettati, rientrano: la carta di identità, sia cartacea che elettronica; la patente di guida; ed il passaporto ordinario o diplomatico. Il tuo nominativo non verrà mai reso pubblico.

Non è consentito l’accesso alle camere di un albergo a persone che non abbiano esibito un documento.



Di Fabio Scarello

note

[1] L.R. 26/1994.


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