Politica | News

Governo: ora Salvini chiede qualche ministero

5 Febbraio 2021 | Autore:
Governo: ora Salvini chiede qualche ministero

Il capo del Carroccio: «O ci siamo o non ci siamo, altrimenti restiamo all’opposizione. Si smarca Leu: mai con la Lega. Berlusconi telefona a Draghi: non ci sarà.

«Non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo. Altrimenti collaboriamo dall’opposizione, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo». Con questa dichiarazione secca, a 24 ore dal colloquio con Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni per risolvere la crisi di governo, Matteo Salvini fa capire che se il presidente incaricato vorrà l’appoggio della Lega, la Lega vorrà in cambio un ruolo attivo nell’Esecutivo. Il capo del Carroccio non dice esplicitamente la parola «ministero», ma è chiaro che «esserci» al Governo significa non limitarsi a fare lo spettatore e ad approvare quello che gli altri decidono. Vuol dire, insomma, partecipare da protagonisti. E da dove, se non da un ministero.

In questo modo, Salvini si discosta ancora di più dalla posizione dell’alleata del centrodestra Giorgia Meloni, ancora perplessa per l’atteggiamento della Lega. Fratelli d’Italia, finora, si è spinto solo all’ipotesi dell’astensione per evitare un «no» a Draghi in parlamento. Da lì ad entrare nel Governo e sedere con gli avversari del centrosinistra ce ne vuole.

Certo, se Salvini dovesse davvero ottenere da Draghi qualche poltrona accadrebbe quello che fino a ieri era inimmaginabile: la Lega dovrebbe sedersi a governare insieme al partito di Matteo Renzi, cioè al «nemico numero uno», quello con cui ha più volte detto che non avrebbe mai condiviso una stanza a Palazzo Chigi. Renzi, dal canto suo, al termine del colloquio di oggi con il premier incaricato, è stato molto esplicito: «Noi non poniamo alcun veto». Come a dire, se tocca governare con Salvini pur di appoggiare Draghi, lo si fa. Punto e basta. Ma l’assenza di veti non è riferita solo a Salvini, fa sapere il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, ma anche a Giuseppe Conte e ad Alfonso Bonafede: non mancano, infatti, le voci secondo le quali Draghi potrebbe mantenere Bonafede alla Giustizia (anche se appare improbabile) e riservare un posto anche al premier uscente (il che appare ancora più improbabile). Ad ogni modo, Rosato lo ribadisce: «Nessun veto su nessuno».

Non la pensa così un altro pezzo della maggioranza uscente, cioè Liberi e Uguali. Sempre all’uscita della consultazione di questa mattina, il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro, è stato perentorio: «Ci esprimeremo in un secondo giro sulla base del perimetro programmatico e politico delineato da Draghi. L’alleanza con Pd e M5S non può essere dispersa. I nostri temi sono incompatibili con la presenza della Lega. Difficile stare insieme a chi liscia il pelo ai No vax e vuole la flat tax». Siamo al tipico «o noi, o loro», insomma.

Salvini, insomma, non si tira indietro, come non lo fa nemmeno Forza Italia. La delegazione azzurra – e questa è notizia del primo pomeriggio – sarà orfana di Silvio Berlusconi che, nonostante avesse annunciato la sua presenza al colloquio con Draghi, ha preferito disertare «per motivi precauzionali». A Montecitorio, dunque, toccherà al vicepresidente Antonio Tajani e alle capogruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini dire al presidente incaricato che potrà contare sull’appoggio del loro partito.

Nel centrodestra, dunque, resta con il cerino in mano Giorgia Meloni. «Ho sempre detto che non avrei votato un Governo tecnico e che non sarei mai andata al governo col Pd, perché oggi di questo stiamo parlando», ha fatto sapere la leader di FdI a Porta a porta. E lo ha confermato alle consultazioni di oggi pomeriggio: «Non so quale sia il programma di Draghi ma io sicuramente la fiducia non la voto. Al netto del voto di fiducia che io non darò – ha concluso – se porta provvedimenti che io condivido per il bene dell’Italia, li voto».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube