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Covid: i nuovi colori delle regioni dall’8 febbraio

5 Febbraio 2021
Covid: i nuovi colori delle regioni dall’8 febbraio

Ecco come dovrebbe cambiare la mappa dell’Italia, in base ai dati in mano a ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss).

L’Italia resta ancora quasi tutta gialla, più di prima. A oggi sono quindici regioni italiane e una provincia autonoma a trovarsi nella fascia di minor rischio, relativamente alla pandemia di Coronavirus.

In particolare: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle D’Aosta, Veneto sono attualmente in zona gialla. Sardegna, Sicilia, Puglia, Provincia autonoma di Bolzano e Umbria in zona arancione. Nemmeno una regione in zona rossa. Ma questo stato di cose è destinato a cambiare.

Con i nuovi dati, che arrivano ogni venerdì a cura della cabina di regia, composta da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss), la mappa del Paese cambierà le sue colorazioni. In genere il venerdì arriva il report e la domenica il ministro della Salute Roberto Speranza firma le ordinanze con i cambi di colori, che entrano in vigore il giorno dopo, il lunedì. I nuovi colori, dunque, troverebbero applicazione a partire dall’8 febbraio.

Secondo l’ultima bozza del report settimanale, che è appena arrivata, le regioni che al momento sono gialle dovrebbero rimanere tali (per approfondire leggi qui: Covid, report Iss: ecco dove il rischio è più alto). In questi territori, infatti, non si sono registrati aumenti di contagi consistenti, il che fa ben sperare. Nonostante questo, però, gli esperti hanno notato, in linea generale, un «peggioramento, con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto», come si legge nel documento con cui aggiornano sull’andamento della pandemia.

Inoltre, gli esperti cominciano a temere per la diffusione delle varianti del Coronavirus (per approfondire leggi qui: Varianti Covid: ecco dove si trovano in Italia). Il quadro più allarmante, da questo punto di vista, è in Abruzzo, dove sono stati registrati molti casi di variante inglese, che rende il Covid ancora più contagioso, dunque anche, seppur indirettamente, più pericoloso, perché aumentando i contagi aumenta la probabilità di ricoveri e decessi.

Con un panorama di questo tipo, c’è da aspettarsi che i cambiamenti riguardino principalmente le zone arancioni. Per quella che è l’attuale situazione, fotografata dai numeri, l’Umbria potrebbe passare in zona rossa: è l’unica regione italiana a correre questo pericolo (per più di tre settimane consecutive è stata considerata regione ad alto rischio), insieme alla Provincia autonoma di Bolzano che, dall’8 febbraio, tornerà in lockdown per decisione della Giunta provinciale.

In Alto Adige, dunque, dalla prossima settimana, le scuole sospenderanno le lezioni in presenza per riprendere in modalità di didattica a distanza, i negozi chiuderanno, si uscirà di casa solo se necessario e muniti di autocertificazione, senza potersi spostare nei paesi e nelle città vicine. Il tutto per tre settimane, in modo che la curva dei contagi torni ad abbassarsi.

La Puglia dovrebbe restare arancione, mentre Sicilia e Sardegna avrebbero tutte le carte in regola per diventare gialle, quindi unirsi al resto del Paese nella fascia con misure di contenimento del virus più allentate.



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