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Come accettare l’eredità senza i debiti: procedura per il beneficio d’inventario

3 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2014



Ho il dubbio se accettare o meno un’eredità con beneficio d’inventario in quanto non ho la certezza di eventuali debiti accumulati dal defunto; quali sono le modalità e le tempistiche necessarie per far valere tale diritto?

 

Quando si ha il sospetto che il defunto abbia lasciato parecchi debiti esiste un modo per poter diventare eredi senza rispondere di tali passività, la cosiddetta accettazione con beneficio d’inventario. Grazie a tale atto, infatti, si diviene eredi e quindi proprietari del patrimonio della persona deceduta, ma quest’ultimo rimane distinto dal proprio. In pratica, i creditori del defunto si possono eventualmente soddisfare solo sul patrimonio del defunto e per un valore non superiore ad esso [1].

Per godere di tale diritto riconosciuto dalla legge occorre compiere due adempimenti formali:

1- l’accettazione di eredità vera e propria: si fa mediante dichiarazione ricevuta da un notaio oppure dal cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione;

2- l’inventario: viene compiuto dal notaio scelto dalla parte che ha deciso di avvalersi del beneficio d’inventario facendosi eventualmente assistere da un perito per la stima del valore dei beni [2].

Non c’è un ordine prestabilito per compiere la dichiarazione di accettazione e l’inventario; esistono invece dei termini da rispettare onde evitare di decadere dal beneficio riconosciuto dalla legge perdendo così il diritto a mantenere indenne il proprio patrimonio dalle pretese dei creditori dell’eredità.

In primo luogo l’avente diritto all’eredità, quando è a qualsiasi titolo in possesso dei beni del defunto, deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia dell’eredità devoluta. Se entro questo termine lo ha iniziato, ma non è stato in grado di terminarlo, può chiedere al Tribunale una proroga che, tuttavia, salvo gravi circostanza, non deve eccedere i tre mesi.

Trascorso tale termine senza che l’inventario risulti compiuto, il chiamato all’eredità è considerato erede puro e semplice e quindi risponderà dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio.

In secondo luogo, invece, se il chiamato all’eredità ha compiuto l’inventario nei termini previsti, ha poi quaranta giorni di tempo dalla conclusione di quest’ultimo per dichiarare se accetta o rinuncia all’eredità. Trascorso questo tempo senza alcuna dichiarazione egli è considerato erede puro e semplice con le conseguenze di cui sopra [3].

Diversamente, quando il chiamato all’eredità non è nel possesso dei beni del defunto, egli può alternativamente:

– dichiarare di accettare l’eredità con beneficio d’inventario entro dieci anni dall’apertura della successione. In questo caso, dopo aver fatto la dichiarazione, ha tre mesi di tempo per compiere l’inventario, fatta salva la possibilità di chiedere al Tribunale una proroga di tre mesi al massimo se non è stato in grado di completarlo nel suddetto termine. In mancanza è considerato erede puro e semplice;

– compiere l’inventario dei beni del defunto, ma in questo caso deve dichiarare di accettare l’eredità entro quaranta giorni dal compimento dell’inventario stesso altrimenti perde definitivamente il diritto ad accettare l’eredità [4].

 

note

[1] Art. 490 cod. civ.

[2] Artt. 484 cod. civ. e 769 e ss. cod. proc. civ.

[3] Art. 485 cod. civ.

[4] Art. 487 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. buonasera,
    nel caso esistano più eredi, il beneficio di inventario si estende automaticamente a tutti gli eredi anche se ne fa richiesta solo uno di loro?
    grazie, Anna

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