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Cartella pagamento bollo auto: quando si prescrive?

7 Febbraio 2021 | Autore:
Cartella pagamento bollo auto: quando si prescrive?

Il calcolo dei termini di prescrizione della tassa automobilistica quando la richiesta di versamento è o non è preceduta dall’avviso di accertamento.

Che il bollo auto si prescrive in tre anni lo sanno quasi tutti, ma questa formula sbrigativa può essere fuorviante. Bisogna innanzitutto avere chiaro che i tre anni si calcolano non dal momento in cui la tassa automobilistica è dovuta, ma a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Inoltre il termine può riprendere a decorrere dall’inizio quando la prescrizione viene interrotta dall’arrivo di determinati atti, come l’avviso di accertamento emesso dalla Regione o la cartella esattoriale dell’Agente di riscossione.

Ma questi atti devono essere notificati al contribuente prima che la prescrizione sia maturata, altrimenti il pagamento non è più dovuto. La cartella, però, potrebbe non essere stata impugnata nel termine di legge di 60 giorni e in tal caso diventa “definitiva”: non può più essere opposta.

Quando ciò accade c’è chi sostiene – guardacaso, è proprio l’Agente della riscossione – che la cartella diventa soggetta al termine di prescrizione di dieci anni, come le sentenze, a prescindere dal tipo di tassa o tributo che contiene. Perciò sulla base di quella cartella esattoriale non opposta e non pagata sarebbe possibile inviare al contribuente ulteriori intimazioni e passare alla riscossione coattiva.

E allora, la cartella di pagamento bollo auto quando si prescrive? La giurisprudenza tributaria ha fornito una risposta a questa domanda e l’orientamento sembra ormai consolidato e definitivo. Ora te lo esporremo, in modo che tu sappia come regolarti se ti arriva una cartella con la quale ti viene richiesto il pagamento della tassa automobilistica per anni pregressi e vuoi sapere se è prescritta o no.

Tassa automobilistica: qual è il termine di prescrizione?

Il termine di prescrizione della tassa automobilistica, comunemente detta “bollo auto”, è di tre anni, che iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello del pagamento dovuto.

Antonio doveva pagare entro il mese di settembre il bollo per l’anno 2019 ma non l’ha fatto. La prescrizione parte il 1° gennaio 2020 e maturerà il 31 dicembre 2022. Dopo quella data – quindi a partire dal 1° gennaio 2023 – il versamento non potrà più essergli richiesto e se ciò avverrà potrà opporsi.

Avviso di accertamento bollo auto

Le cose però non vanno così lisce. Quasi sempre accade che la Regione si accorge del mancato versamento e perciò invia al contribuente, con lettera raccomandata, un avviso di accertamento con il quale richiede formalmente il pagamento della tassa automobilistica, intimando un termine di 60 giorni per farlo o per opporsi.

La notifica dell’avviso di accertamento, se l’atto è stato emesso in tempo, cioè prima che si siano completati i tre anni utili per il calcolo, interrompe il corso della prescrizione: il termine intero inizia a decorrere daccapo e si compirà dopo tre anni a partire da questo nuovo momento e non più dal termine iniziale.

Calcolo termini di prescrizione bollo auto

È sufficiente che la spedizione dell’atto sia avvenuta entro i termini, il destinatario può riceverlo anche successivamente. Quindi vale la data di spedizione, non quella di ricevimento.

Per stabilire qual è stata la data di avvenuta spedizione, che vale ad interrompere la prescrizione, bisogna guardare la data di consegna della lettera raccomandata all’ufficio postale, non quella in cui si è perfezionata la notifica nei confronti del contribuente; da essa, invece, decorre il termine per impugnare la cartella proponendo ricorso, se la prescrizione si è già compiuta, in modo da non versare l’importo che non è più dovuto.

Fabio e Gino, due fratelli residenti in Regioni diverse, non hanno pagato il bollo delle rispettive auto per l’anno 2017. Fabio riceve l’avviso di accertamento a novembre 2020: il triennio non è ancora completo e la prescrizione non si è realizzata; il triennio necessario inizia a decorrere di nuovo. A Gino invece la raccomandata della sua Regione arriva a febbraio 2021 e la lettera era stata spedita a gennaio: il suo bollo auto è prescritto.

Cartella per omesso pagamento bollo auto

Anche un qualsiasi altro tipo di sollecito, intimazione o diffida di pagamento emesso dall’Ente creditore della tassa automobilistica, o dall’Agente di riscossione al quale la Regione ha affidato il recupero, è idoneo ad interrompere la prescrizione, perché contiene una richiesta formale di pagamento del debito.

Così per la cartella di pagamento relativa a omesso versamento del bollo auto vale la stessa regola che abbiamo visto per l’avviso di accertamento: la cartella deve essere emessa ed inviata entro i tre anni, che sono calcolati:

  1. a partire dal termine base, se non c’era stato l’avviso di accertamento regolarmente notificato o un altro atto di richiesta di pagamento del tributo;
  2. a decorrere dalla data di spedizione per la notifica dell’avviso di accertamento o dell’atto equipollente.

A Stefania nel 2021 arriva una cartella di pagamento bollo auto relativa all’anno 2015. Aveva già ricevuto l’avviso di accertamento nel 2018. Controllando la data di spedizione della cartella nota che non sono ancora trascorsi tre anni dalla precedente notifica dell’avviso. La sua tassa automobilistica non è prescritta. Se non le fosse stato inviato l’atto di accertamento, la prescrizione sarebbe maturata. Ora può eccepire la prescrizione solo se la notifica dell’avviso di accertamento era stata invalida e dunque inidonea ad interrompere il decorso dei termini.

Se la prescrizione è già maturata ci si può opporre al pagamento proponendo ricorso al giudice tributario entro i 60 giorni dalla ricezione della cartella.

Prescrizione cartella di pagamento bollo auto: quando?

Il fatto che il bollo auto si prescrive quando la cartella è notificata dopo più di tre anni è stato riconosciuto nel 2016 dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite [1]. Gli Ermellini sono dovuti intervenire perché l’ex Equitalia (ora Agenzia Entrate Riscossione) contestava questa interpretazione e sosteneva che la cartella non impugnata dal contribuente diventava definitiva in modo tale da poter essere equiparata ad una sentenza di condanna; perciò doveva applicarsi il termine di prescrizione decennale [2] anziché quello più breve, di soli tre  anni, stabilito per la tassa automobilistica.

Ma la Cassazione ha respinto questa tesi ed ha stabilito che la mancata opposizione alla cartella di pagamento ha solo l’effetto di rendere irretrattabile il credito che essa contiene (cioè non può più essere contestato nella sua debenza e nel suo ammontare), ma non prolunga i termini utili per riscuoterlo, che dunque non possono arrivare fino a dieci anni: per ciascun tributo rimangono valevoli i termini propri, anche se più brevi. E il termine di prescrizione della tassa automobilistica è appunto quello di tre anni.

La questione sembrava definitivamente risolta già cinque anni fa grazie a questa importante sentenza ma il contenzioso è proseguito, tant’è che ancor oggi le Commissioni tributarie [3] devono affermare, riportandosi al principio espresso dalle Sezioni Unite, che la scadenza del termine per opporsi all’avviso di accertamento o alla cartella non può far convertire il termine breve in quello decennale: così secondo la migliore interpretazione la prescrizione del bollo auto è e rimane quella triennale.

Per ulteriori particolari leggi questi articoli:


note

[1] Cass. Sez. Un. sent. n. 23397 del 17 novembre 2016.

[2] Art. 2953 Cod. civ.

[3] Comm. Trib. Reg. Lazio, sent. n. 625/2021.


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