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Sospensione del contratto di lavoro: quando si verifica?

29 Maggio 2021
Sospensione del contratto di lavoro: quando si verifica?

Sono molte le fattispecie che determinano un congelamento degli effetti del rapporto di lavoro.

Hai deciso di prenderti un periodo di pausa dal lavoro per assistere continuativamente tua madre che è gravemente malata. Vuoi sapere se ci sono delle specifiche tutele che ti consentono di sospendere temporaneamente il rapporto lavorativo conservando, comunque, il tuo posto.

Il rapporto di lavoro prevede uno scambio di prestazioni tra datore di lavoro e lavoratore. In alcuni casi, però, può verificarsi una temporanea oggettiva impossibilità a svolgere il rapporto, sia sul fronte datoriale che su quello del lavoratore. In questi casi si parla di sospensione del contratto di lavoro: ma quando si verifica? Sono molte le fattispecie che determinano un effetto di congelamento dell’efficacia del contratto di lavoro. Vediamo quali sono.

Sospensione del rapporto di lavoro: cosa si intende?

Il contratto di lavoro subordinato [1] è un tipico rapporto di scambio nel quale il datore di lavoro si impegna ad erogare al dipendente lo stipendio mensile ed altre prestazioni ancillari e il lavoratore si obbliga ad eseguire la prestazione di lavoro dedotta nella lettera di assunzione. Trattandosi di un rapporto di durata, destinato ad essere svolto per lungo tempo, possono verificarsi dei fatti che privano una delle parti della possibilità di dare esecuzione al rapporto. In questi casi, se l’impossibilità di eseguire il contratto è solo temporanea, si assiste ad una sorta di congelamento degli effetti del rapporto lavorativo. Questa condizione viene definita sospensione del rapporto di lavoro e determina un temporaneo esonero delle parti dalle obbligazioni derivanti dal contratto. Trattandosi di una mera sospensione, tuttavia, quando la causa ostativa viene meno, il rapporto torna a produrre i suoi effetti.

Sospensione del rapporto di lavoro: quando è determinata dal lavoratore?

Nella maggior parte dei casi, il rapporto di lavoro viene sospeso a causa di un’impossibilità temporanea a svolgere la prestazione da parte del lavoratore. Tale effetto si produce quando si verificano i seguenti fatti:

  • malattia del lavoratore;
  • malattia professionale;
  • infortunio sul lavoro;
  • maternità;
  • congedo parentale;
  • fruizione del congedo biennale per assistenza ad un familiare colpito da disabilità grave [2];
  • congedo per gravi motivi familiari;
  • aspettativa non retribuita per malattia;
  • ulteriori forme di congedo o aspettativa previsti dalla contrattazione collettiva.

In questi casi, il rapporto di lavoro resta sospeso per tutto il periodo di durata della causa ostativa, ferma la garanzia del posto di lavoro per il dipendente.

Nel caso della malattia comune, della malattia professionale e dell’infortunio sul lavoro, tuttavia, la conservazione del posto di lavoro non dura all’infinito. La legge [3] prevede, infatti, che il lavoratore assente per queste causali conserva il posto di lavoro per un lasso temporale massimo detto periodo di comporto, la cui durata è stabilita dal Ccnl di settore. Se, superato il comporto, l’assenza continua, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Per quanto concerne il diritto del lavoratore a percepire la retribuzione durante le predette cause di sospensione del rapporto di lavoro, occorre considerare che vi sono delle discipline specifiche a seconda della causa che determina l’assenza del dipendente. In caso di malattia ed infortunio, ad esempio, la retribuzione è generalmente erogata dall’Inps o dall’Inail sotto forma di indennità di malattia/infortunio. Nel caso del congedo per assistenza ad un disabile, è l’Inps ad erogare un’apposita indennità al lavoratore. Nel caso dell’aspettativa non retribuita, invece, al dipendente spetta solo la conservazione dell’occupazione, senza alcuna indennità economica.

Sospensione del rapporto di lavoro: quando è determinata dal datore di lavoro?

In alcuni casi, è il datore di lavoro a non poter dare temporaneamente esecuzione al contratto di lavoro. Ciò accade, in particolare, quando l’azienda ha l’esigenza di sospendere l’attività di lavoro per il verificarsi di una delle fattispecie che dà diritto alla cassa integrazione guadagni [4]. Si tratta, in particolare, di causali come:

  • eventi meteorologici;
  • blackout elettrico;
  • crisi di mercato;
  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale.

La cassa integrazione guadagni può essere attuata dall’azienda in due distinte modalità:

  • riducendo l’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori;
  • sospendendo i dipendenti a zero ore.

In questo secondo caso, nei periodi in cui il lavoratore è messo a zero ore, il rapporto di lavoro resta sospeso ed il dipendente riceve dall’Inps (o dal diverso soggetto erogatore del trattamento di integrazione salariale) un’indennità pari all’80% del salario perso a causa della sospensione del rapporto di lavoro.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 33 L. 104/1992.

[3] Art. 2110 cod. civ.

[4] D. Lgs. 148/2015.


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