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Fake news: quando sono reato?

29 Maggio 2021 | Autore:
Fake news: quando sono reato?

Notizie false: quando la pubblicazione e diffusione di bufale costituisce un crimine? Quando c’è procurato allarme? Abuso della credulità popolare: cos’è?

Le bufale mediatiche circolano in rete e sui giornali con rapidità sorprendente, contribuendo ad accrescere la disinformazione di chi non ha il tempo di verificare la veridicità di quanto raccontato. Il problema non è di poco conto, soprattutto se le false notizie riguardano aspetti importanti della vita di ognuno, come ad esempio la salute. Spesso le fake news sono pubblicate solo con lo scopo di guadagnare qualche visitatore in più (i classici articoli “clickbait”, cioè acchiappa-clic), altre volte invece proprio con l’intento di creare disinformazione, magari danneggiando le persone coinvolte nella notizia. Per legge, esistono dei limiti che non possono esser superati. Quando le fake news sono reato?

Sin da subito possiamo dire che, in linea di massima, diffondere una notizia falsa non costituisce reato, soprattutto se la bufala è stata pubblicata in buona fede, cioè ignorando che si tratti di una falsa notizia. Può però capitare che l’autore delle fake news superi i limiti, infrangendo la legge. Non si tratta solamente del rischio di commettere il reato di diffamazione, ma anche di integrare altri crimini meno noti, come ad esempio quello di pubblicazione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere quando le fake news sono reato, prosegui nella lettura: basteranno cinque minuti per trovare le risposte che cerchi.

Diffusione notizie false: quando è reato?

Le fake news possono essere reato? A volte sì. È il caso del reato di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.

La legge [1] punisce con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro chi pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico.

In pratica, affinché le fake news siano reato occorre che:

  • le informazioni siano del tutto difformi dalla realtà, nel senso che la alterano in modo esagerato;
  • le notizie siano in grado di turbare l’ordine pubblico, cioè siano capaci di destare allarme, preoccupazione o agitazione in coloro che ne hanno conoscenza.

Dunque, la semplice bufala non è sufficiente, di per sé, a costituire reato: solamente la notizia falsa in grado di incidere (anche solo astrattamente) sull’ordine pubblico può essere denunciata alle autorità.

Perché le fake news siano reato occorre che abbiano un minimo di credibilità, altrimenti non sarebbero in grado di turbare l’ordine pubblico.

Pertanto, non costituisce reato pubblicare un articolo in cui si afferma, ad esempio, che il pianeta Marte stia per impattare la Terra.

Fake news: esempi di reato

Facciamo qualche esempio per capire quando una fake new può far scattare il reato di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.

Paolo, giornalista, venuto a sapere di una morte sospetta in ospedale, pubblica una notizia in cui sostiene, senza alcuna evidenza scientifica, che c’è un’epidemia in atto.

Tizio pubblica un articolo in cui afferma che, in base alle sue fonti segrete, le proteste dei lavoratori in sciopero si trasformeranno in un vero e proprio assalto armato al municipio.

Sempronio, giornalista di una testata napoletana, pur di salire alla ribalta pubblica una notizia in cui sostiene convintamente che a breve il Vesuvio erutterà.

Fake news: quando è reato di procurato allarme?

Le fake news particolarmente preoccupanti possono integrare il reato di procurato allarme.

Per legge [2], è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 10 a 516 euro chi, annunciando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio.

Mario, giornalista, pubblica un articolo in cui afferma falsamente che Caio, noto imprenditore locale, è stato rapito da una banda di malviventi e che presto verrà ucciso.

A differenza del reato di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico cui al paragrafo precedente, il reato di procurato allarme presenta caratteristiche differenti, in quanto la fake news deve destare uno specifico allarme presso le forze armate anziché turbare, in modo generico, l’ordine pubblico.

Il reato di procurato allarme, inoltre, prescinde da una diffusione pubblica della bufala: è sufficiente trasmettere la notizia alle autorità competenti, non essendo necessaria la pubblicazione.

È chiaro, però, che la notizia falsa, se pubblicata su un giornale oppure in internet, è in grado di allarmare sia le autorità che l’ordine pubblico; si pensi al giornalista che diffonda la notizia di un imminente attacco terroristico.

In un caso del genere, quale reato scatterà? Quello di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico, oppure quello di procurato allarme? Secondo la legge, prevale il reato di procurato allarme presso le autorità, in quanto punito più severamente.

Fake news: quando c’è abuso della credulità popolare?

Fino al 2016, chi diffondeva notizie false presso persone non particolarmente istruite rischiava l’arresto per il reato di abuso della credulità popolare.

A seguito della depenalizzazione, questa condotta non costituisce più reato; l’autore della fake new, però, rischia comunque di incorrere in una pesante sanzione amministrativa.

Secondo il Codice penale [3], è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5mila a 15mila euro chi, pubblicamente, cerca con qualsiasi inganno di abusare della credulità popolare, sempre se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico.

La differenza rispetto ai reati sopra menzionati è che, in questo caso, l’autore della condotta è consapevole di divulgare notizie false, ma lo fa approfittando della propensione di alcune persone a prestare fede a fatti immaginari o comunque non plausibili.

Tizio diffonde la notizia per cui un misterioso morbo si sta abbattendo sulla città. Per scampare al pericolo, invita tutti a scendere in strada per un rito collettivo che scongiuri l’evento.

In un caso del genere, la bufala è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria, se la notizia falsa è diffusa con l’intenzione di approfittare della credulità dei destinatari della notizia e, inoltre, è in grado di turbare l’ordine pubblico.

Fake news: quando è reato di diffamazione?

La notizia falsa idonea a ledere la reputazione di un’altra persona integra il reato di diffamazione aggravata, in quanto l’offesa è recata col mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità (blog o social network, ad esempio) [4].

La pena prevista per chi diffama una persona mediante fake news è la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a cinquecentosedici euro.

Notizie false: è reato anche senza dolo?

Eccezion fatta per il reato di diffamazione, per cui occorre l’intenzionalità (dolo) di ledere l’altrui reputazione, i reati di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico e di procurato allarme, nonché l’illecito amministrativo di abuso della credulità popolare, possono essere integrati anche per mera colpa. Cosa significa?

Vuol dire che rischia un processo penale (oppure di dover pagare una salata sanzione amministrativa) anche colui che, per mera negligenza sul lavoro, pubblica notizie false, esagerate o allarmistiche reputandole vere.

Dunque, il pessimo giornalista che non controlla l’attendibilità delle proprie fonti e pubblica notizie relative a imminenti catastrofi, rischia di commettere reato anche se ha agito in buona fede, ingenuamente.

Mevio, giornalista, viene a sapere da un informatore di fiducia che un pericoloso criminale, armato e appena evaso dal carcere, si aggira per il quartiere. Mevio pubblica la notizia confidando nell’attendibilità del suo informatore, il quale invece s’è inventato tutto.

Come denunciare le fake news?

Se dovesse ricorrere una delle ipotesi criminose viste nei paragrafi superiori, chiunque potrebbe recarsi presso le autorità e sporgere denuncia; ciò è possibile perché i reati sono procedibili d’ufficio e, pertanto, sono segnalabili da chiunque, senza limiti di tempo.

Non è invece procedibile d’ufficio la diffamazione. In questa ipotesi, il soggetto diffamato deve attivarsi per sporgere querela entro tre mesi da quando ha avuto conoscenza del reato commesso nei suoi confronti. Trascorso infruttuosamente questo termine, il diffamato non potrà più rivolgersi all’autorità penale per chiedere la punizione del colpevole.


note

[1] Art. 656 cod. pen.

[2] Art. 658 cod. pen.

[3] Art. 661 cod. pen.

[4] Art. 595 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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