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Lo sai che? Legge Pinto: sempre dovuto il risarcimento del danno morale da irragionevole durata del processo

Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2014

Il cittadino non è tenuto a fornire alcuna specifica prova al fine dimostrare il danno morale subito a causa dell’eccessiva durata del processo.

Le lungaggini della giustizia causano sempre dei turbamenti psichici nel soggetto che subisce un processo eccessivamente lungo. In tali casi egli può ottenere un indennizzo ai sensi della cosiddetta Legge Pinto [1]. Per provare il danno subìto non è però necessario fornire specifiche prove, come invece richiesto nei normali processi. Infatti, per ottenere il risarcimento per l’irragionevole durata del processo, il danno non patrimoniale, a differenza del pregiudizio patrimoniale – che va sempre dimostrato – si presume sempre esistente, sino a prova contraria. Esso infatti è diretta conseguenza dell’irragionevole durata del processo. Spetta all’amministrazione, allora, fornire elementi che dimostrino il contrario.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [2], che ha indennizzato un cittadino per i danni morali patiti a causa dell’irragionevole durata del processo cui è stato sottoposto.

C’è però da dire che modifiche alla legge Pinto del 2012 e del 2013 hanno dato i loro frutti. Ma a vantaggio dello Stato. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Giustizia nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario si sono ridotti del 20% i ricorsi in materia di equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi.

I numerosi paletti messi alla legge hanno fatto desistere cittadini ed imprese dal fare causa allo Stato.

Le azioni per equa riparazione non convincono perché sono aumentati i costi da anticipare, non si può più avviare la pratica di risarcimento a procedimento in corso, ed il tempo a disposizione dei cittadini per chiedere giustizia è strettissimo: appena sei mesi. Infine, il rischio più alto é che il procedimento di risarcimento risulti eccessivamente lungo.

Come si calcola la durata irragionevole del processo? E la liquidazione dell’indennizzo?

Il processo si dice abbia avuto una durata irragionevole se si è protratto per più di sei anni. In particolare, 3 anni per il primo grado, 2 anni per l’appello e uno per la Cassazione.

La domanda può essere proposta dall’interessato nelle more del procedimento oppure entro sei mesi dalla pronuncia definitiva del Giudice, che chiude la controversia [3].

L’indennizzo non può essere tuttavia accordato a chi non risulti vincitore del giudizio, anche se il processo ha avuto una durata eccessiva.

La quantificazione dell’indennizzo deve rispettare alcuni parametri [4]: la somma liquidata oscilla fra i 500 euro e i 1.500 euro per ciascun anno o frazione di anno, superiore a sei mesi, che eccede la durata ragionevole del processo.

note

[1] Legge 24 marzo 2001, n. 89, come modificata dal D.L. 22 giugno 2012 n. 83, coordinato con le modifiche apportate dalla L. di conversione 7 agosto 2012 n. 134.

[2] Cass., sent. n. 1070 del 20 gennaio 2014.

[3] Il processo si conclude in maniera definitiva quando la sentenza emessa dal Giudice non può più essere messa in discussione, essendo trascorsi i termini per ridiscuterla. La richiesta d’indennizzo si presenta con ricorso al Giudice competente della Corte di Appello, che deve pronunciarsi sulla richiesta entro trenta giorni dal deposito. Se il Giudice la rigetta, il soggetto proponente può essere condannato al pagamento di una somma fra 1.000 e 10.000 euro.

[4] Gli elementi che il Giudice deve considerare per stabilire l’indennizzo dovuto sono enunciati nell’art. 2 bis della L- 24 marzo 2001, n. 89. Il Giudice determina altresì la riparazione ai sensi dell’art. 2056 del c.c., tenendo in considerazione che: a) rileva esclusivamente il danno relativo all’arco temporale che eccede la durata ragionevole; b) il danno non patrimoniale può essere riconosciuto sia attraverso il riconoscimento di una somma di denaro sia per mezzo di forme di pubblicità idonee a rendere nota l’avvenuta violazione.

Autore immagine: 123rf.com

 


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1 Commento

  1. salve,ho perso una causa che è durata inizio 2001 con sentenza il marzo 2013,vorrei sapere se posso usufruire della legge PINTO…grazie

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