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Ex marito non paga mantenimento figli

7 Febbraio 2021
Ex marito non paga mantenimento figli

Cosa fare se il padre non versa gli alimenti in favore dei figli? La denuncia, il recupero crediti e il danno morale.

Il genitore che non adempie agli obblighi di mantenimento dei figli, per come indicati nella sentenza del tribunale, è responsabile sia civilmente che penalmente. Sul primo fronte, può subire le azioni esecutive dell’ex per recuperare gli arretrati (attraverso il pignoramento o la trattenuta sullo stipendio); sul secondo, invece, può essere passibile di una denuncia. Né si salva pagando solo in parte gli importi o sopperendo ad essi tramite l’acquisto di beni di prima necessità (affitto, abbigliamento, spesa quotidiana).

La giurisprudenza è molto rigorosa nel giudicare il comportamento dell’ex marito che non paga il mantenimento ai figli. Peraltro, con una recente sentenza [1], la Cassazione ha stabilito un nuovo e importante principio: la madre che non ottiene i soldi per i figli può anche chiedere nei confronti dell’ex, in favore di sé stessa, il risarcimento del danno morale.

Di tanto parleremo meglio qui di seguito. Ecco dunque che succede all’ex marito che non paga il mantenimento ai figli.

Cosa succede al genitore che non paga il mantenimento ai figli?

Il genitore che non adempie all’obbligo di mantenimento dei figli non pagando (anche solo in parte) l’assegno di mantenimento (tanto quello per le spese ordinarie che per le spese straordinarie) va incontro alle seguenti conseguenze che analizzeremo dettagliatamente qui di seguito:

  • pignoramento dei beni;
  • accantonamento dello stipendio direttamente in favore del genitore creditore (in pratica, il tribunale può ordinare a un terzo creditore del coniuge, obbligato di versare parte della somma dovuta, direttamente al genitore beneficiario dell’assegno);
  • sanzioni;
  • responsabilità penale.

Pignoramento dei beni

Il genitore a cui va versato l’assegno di mantenimento per i figli può agire, nei confronti dell’ex, con i normali mezzi di pignoramento che il Codice di procedura prevede. Quindi, può ipotecare e pignorare la casa, lo stipendio, il conto corrente e gli altri beni del genitore inadempiente. Lo potrà fare avvalendosi della sentenza con cui il giudice quantifica l’assegno di mantenimento ordinario. Invece, per le spese straordinarie, è necessario agire prima con un decreto ingiuntivo.

Il coniuge interessato, tramite il suo avvocato, può redigere l’atto di precetto con cui intima il debitore di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non inferiore a 10 giorni con l’avvertimento che se tale adempimento non avviene, si procederà all’esecuzione forzata. Scaduto il termine per adempiere, il coniuge creditore ha 90 giorni di tempo per iniziare l’esecuzione forzata sui beni del debitore, scegliendo la forma espropriativa più opportuna (pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi).

Richiesta di pagamento ai terzi debitori

Se il genitore obbligato non adempie al pagamento dell’assegno di mantenimento dei figli, l’altro genitore può chiedere al giudice di ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro al genitore obbligato (ad esempio, il suo datore di lavoro, l’ente di previdenza, ecc.) di versare le somme dovute direttamente ai figli. Si tratta del cosiddetto «ordine di pagamento diretto».

Sanzioni

Se il genitore obbligato a versare il mantenimento non adempie, l’altro può rivolgersi al giudice affinché:

  • ammonisca il genitore inadempiente;
  • lo condanni al risarcimento dei danni sia nei confronti del figlio che a carico dell’altro genitore;
  • condanni il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della cassa delle ammende.

Denuncia

Il genitore che non adempie al pagamento del mantenimento può essere denunciato dall’ex per violazione degli obblighi di assistenza familiare. La sanzione è applicabile sia quando il mancato pagamento riguarda i figli minori, sia quando riguarda i figli maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Risarcimento danno morale

Con la sentenza della Cassazione richiamata in apertura, è stato precisato che il genitore che non ottiene il mantenimento per i figli può agire contro l’ex per chiedergli anche il risarcimento, in proprio favore, del danno morale.

La Suprema Corte, in uno dei passaggi chiave delle motivazioni, ha spiegato che al coniuge affidatario debba riconoscersi la qualità di persona offesa e di soggetto legittimato a costituirsi parte civile per ottenere la rifusione dei danni derivanti dalla condotta illecita, consistita nell’omessa corresponsione delle somme previste, sia pur correlate al mantenimento dei figli minori, somme di cui il coniuge affidatario è comunque creditore.

Tale ristoro dev’essere corrisposto a fronte di un danno morale.


note

[1] Cass. sent. n. 4677/21 del 5.02.2021.


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5 Commenti

  1. Quel maledetto infame non solo non si preoccupa di visitare suo figlio ma non gli versa nemmeno il mantenimento. Non sappiamo che fine abbia fatto. Si è eclissato. Diceva che si sarebbe trasferito per lavoro, ma non lavora più da quanto mi risulta. Sarà andato a rifugiarsi dai suoi genitori e non ha detto nulla a nessuno. Che vigliacco! Che uomo piccolo piccolo

  2. Ci sono uomini che dovrebbero stare da soli e non fare figli. Ma dico io, cosa metti in piedi una famiglia se poi non sei in grado di essere un buon marito, ma su questo ci posso anche passare sopra perché se sei una feccia resti feccia, ma almeno un bravo papà. Cioè non dire di volere un figlio se poi non lo sai crescere e non rinunci alle tue cose, parlo del piano economico, per darlo a tuo figlio e per assicurargli una crescita serena. Ma uno dovrebbe togliersi il pane di bocca per darlo ad un figlio, invece no, lui è egoista. Fa il figlio e poi va a girare senza alcuna preoccupazione, morale ed economica. Bella la vita da menefreghista!

  3. Io non ho mai conosciuto mio padre. Mia madre si è fatta forza sin da quando ero bambino e mi ha assicurato tutto ciò di cui avevo bisogno con l’aiuto dei nonni. Avrebbe potuto parlare male di mio padre, che da quel che sono venuto a sapere, era un viscido arrivista e opportunista, invece lei con un sorriso malinconico per non darmi la visione reale di quel che era e per non destare preoccupazione verso quello che aveva vissuto mi ha sempre detto che si impegnava anche a distanza e ci teneva a far sentire la sua presenza volendo una foto per i miei compleanni che lei faceva ogni anno. Insomma, una donna dal cuore d’oro. Poi, da grande, i miei nonni mi hanno raccontato la verità dopo un grande litigio che ho avuto con lei perché sono stato uno sciocco a buttarle contro la mia rabbia verso l’assenza di mio padre. POi, ho saputo tutto e mi sono scusato con lei regalandole la vacanza che lei avrebbe sempre voluto fare e lì poi ha conosciuto il suo attuale compagno, grande uomo degno di lei.

  4. Le leggi su menzionate sono giustissime e ben spiegate. Ma se il padre dimostra all’avvocato che lavora ma percepisce solo un reddito di E.300,00/mese e deve pagare l’affitto, mantenersi etc etc, quale vie legali possono essere perseguite. Però al figlio ammette che svolge altre mansioni in nero. I suoi genitori, benestanti, non possono essere costretti ad intervenire per la loro parte?

  5. la legge ben tutela i minori, ma quando il padre dimostra che ha un reddito di E.300,00/mese, deve pagare l’affitto e mantenersi quindi non può far fronte al mantenimento dei figli, (invece dichiara ai figli che svolge attività in nero), quindi tutto viene demandato alla ex moglie, e ai nonni materni, la legge non tutela + i minori e neanche la mamma perchè legalmente non può procedere ad alcun diritto.

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