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Tempistica decreto ingiuntivo

31 Maggio 2021 | Autore:
Tempistica decreto ingiuntivo

Procedimento d’ingiunzione: entro quanto tempo il giudice deve decidere? Quali sono i termini per la notifica e per l’opposizione al decreto ingiuntivo?

Il decreto ingiuntivo è il miglior strumento che la giustizia mette a disposizione per poter recuperare crediti che sono già individuati nel loro ammontare. La procedura studiata dalla legge consente di ottenere dal giudice un provvedimento con cui si ordina al debitore di adempiere alla propria obbligazione. Quest’ultimo ha la facoltà di opporsi entro un preciso termine stabilito dalla legge, decorso il quale il provvedimento del giudice diventerà definitivo e irrevocabile. Il principale vantaggio di questa procedura consiste nei tempi ridotti con cui il creditore può ottenere una decisione a sé favorevole. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo specifico aspetto, cioè della tempistica del decreto ingiuntivo.

Sin da subito, possiamo dire che, per com’è strutturato il procedimento d’ingiunzione, sono essenzialmente due i termini che vanno tenuti a mente: il primo riguarda il creditore, ed è il lasso di tempo entro cui notificare il decreto al debitore; il secondo riguarda invece il debitore, e consiste nel termine concessogli per proporre opposizione.

La notifica al debitore si rende necessaria perché il decreto ingiuntivo è emesso dal giudice senza contraddittorio tra le parti. In altre parole, è sufficiente la sola richiesta (motivata) del creditore per fargli ottenere il decreto che gli dà ragione. Emesso questo provvedimento, il creditore ha un determinato lasso di tempo a disposizione per notificarlo al debitore; se non rispetta questo termine, il decreto ingiuntivo perde efficacia. Una volta notificato, spetta al debitore agire tempestivamente, se intende opporsi alla richiesta della controparte. Approfondiamo dunque questi aspetti riguardanti le tempistiche del decreto ingiuntivo.

Decreto ingiuntivo: cos’è?

Il decreto d’ingiunzione (o decreto ingiuntivo) è un provvedimento del giudice con cui si comanda al debitore di adempiere al proprio obbligo entro e non oltre un preciso termine dalla notifica del decreto stesso.

In altre parole, il decreto ingiuntivo è un vero e proprio ordine che il giudice rivolge a una persona affinché soddisfi le legittime pretese del creditore.

Decreto ingiuntivo: quando si può chiedere?

Perché il ricorso per decreto ingiuntivo sia accettato serve che al giudice sia sottoposta tutta la documentazione necessaria per dimostrare che il credito attivato possegga le seguenti caratteristiche, e cioè che:

  • sia certo, liquido ed esigibile;
  • sia provato per iscritto;
  • abbia ad oggetto denaro, altre cose fungibili oppure una determinata cosa mobile.

Credito certo, liquido ed esigibile: cosa significa?

Cosa significa che il credito da azionare con decreto ingiuntivo deve essere certo, liquido ed esigibile? Un credito è:

  • certo, quando non ci sono dubbi sulla sua esistenza, in quanto può essere provato facilmente;
  • liquido, quando è già quantificato nel suo ammontare (5mila euro; il quadro di uno specifico autore; 10 kg di grano; ecc.). Ciò significa che non si può ottenere un decreto ingiuntivo per il risarcimento di un danno ancora da quantificare;
  • esigibile, quando il credito è già azionabile perché non sottoposto a condizione (ad esempio, se Tizio si è impegnato a pagare Caio entro un anno, non si può chiedere un decreto ingiuntivo prima della scadenza annuale).

Decreto ingiuntivo: entro quanto tempo è emesso?

Secondo la legge [1], se esistono le condizioni previste nel paragrafo precedente, il giudice accoglie la richiesta ed emette decreto entro trenta giorni dal deposito del ricorso, ingiungendo all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantità di cose chieste.

Dunque, secondo la legge il giudice deve decidere sulla richiesta avanzata dal creditore entro trenta giorni. Si tratta tuttavia di un termine ordinatorio, nel senso che il suo mancato rispetto non è causa di effetti particolari.

Ciò significa che il giudice può riservarsi più tempo per decidere sull’emissione del decreto ingiuntivo senza che tale ritardo abbia conseguenze.

Notifica del decreto ingiuntivo: entro quanto tempo?

Una volta che il creditore ha ottenuto il decreto ingiuntivo, dovrà provvedere a notificarlo al debitore entro sessanta giorni. Decorso inutilmente questo termine, il decreto ingiuntivo perde efficacia e, di fatto, diventa inutile.

In pratica, una volta emesso il decreto ingiuntivo, a pena di decadenza del medesimo, bisognerà notificarlo al debitore entro il termine di sessanta giorni.

La notifica si rende necessaria perché, come anticipato in premessa, la parte ingiunta non ha avuto alcuna notizia del provvedimento, visto che sulla richiesta del creditore il giudice decide senza dare possibilità al debitore di esporre le proprie ragioni (in assenza di contraddittorio, insomma).

Il termine di sessanta giorni per la notifica al debitore è perentorio; ciò significa che, se non viene rispettato, il decreto perde efficacia e si considererà come mai emesso. In questo caso, però, non è precluso al creditore di fare nuovamente ricorso al giudice per chiedere l’emissione di un nuovo decreto ingiuntivo.

Opposizione al decreto ingiuntivo: entro quanto tempo?

Dal momento in cui ha ricevuto la notificazione del decreto ingiuntivo, il debitore ha quaranta giorni di tempo per adempiere spontaneamente, cioè per pagare quanto riportato nel decreto, oppure per presentare opposizione.

Di conseguenza, a seguito della notifica effettuata entro sessanta giorni dall’emissione del decreto ingiuntivo, si potrà avere una delle seguenti situazioni:

  • il debitore paga entro il termine previsto dalla legge;
  • il debitore, entro quaranta giorni dalla notifica del decreto, non si oppone né adempie: in questa circostanza, il decreto ingiuntivo diviene esecutivo e potrai procedere coattivamente. Ciò significa che, espletato l’ulteriore adempimento della notifica del precetto, potrai procedere ad esecuzione forzata per ottenere quanto ti spetta;
  • il debitore propone opposizione al decreto ingiuntivo entro quaranta giorni. È questo l’aspetto che ci interessa.

Decreto ingiuntivo: tempistiche

In sintesi, sono tre le tempistiche che bisogna tener presente nel caso di decreto ingiuntivo:

  • entro trenta giorni dalla richiesta, il giudice deve decidere se accogliere il ricorso o meno;
  • entro sessanta giorni il creditore deve notificare il decreto ingiuntivo al debitore, pena la sua decadenza;
  • entro quaranta giorni il debitore deve fare opposizione se non vuole che il decreto ingiuntivo diventi definitivo.

note

[1] Art. 641 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


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