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Dichiarazione di successione: spese deducibili

13 Febbraio 2021
Dichiarazione di successione: spese deducibili

Dichiarazione di successione nipoti del de cuius: quali spese possono essere indicate in successione come passività e in quale quadro devono essere indicate?

L’aliquota dell’imposta di successione è del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.

Ai fini del calcolo del valore netto dell’asse ereditario, sono deducibili le seguenti passività (da inserire nel quadro ED della dichiarazione di successione).

I debiti del defunto

debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione, purché risultino da atto scritto avente data certa anteriore all’apertura della successione o da provvedimento giurisdizionale definitivo. Se il debito non è certificato dai suddetti documenti, esso deve risultare da attestazione redatta sul modello conforme “dichiarazione di sussistenza di debito” presente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, (MOD. 237) sottoscritto da uno dei soggetti obbligati alla dichiarazione di successione, nonché dai creditori del defunto (tranne che per i debiti verso i dipendenti). Tale documento deve essere allegato alla dichiarazione (rigo EG5).

I debiti del defunto sono deducibili se sono stati contratti per l’acquisto di beni o diritti compresi nell’attivo ereditario. In presenza di una passività che grava su più beni, occorre compilare tanti righi quanti sono i beni interessati avendo cura di ripartire tra gli stessi il valore totale delle passività. Se i beni e diritti sono compresi solo in parte nell’attivo ereditario la deduzione è ammessa proporzionalmente al valore di tale parte. I debiti relativi al defunto e ad altre persone sono deducibili nei limiti della quota del defunto. In assenza di una specifica determinazione le quote si considerano uguali tra tutte le parti.

Spese mediche e chirurgiche

Sono deducibili le spese mediche e chirurgiche relative al defunto negli ultimi sei mesi di vita sostenute dagli eredi, comprese quelle per ricoveri, medicinali e protesi, a condizione che risultino da regolari quietanze.

Spese funerarie

Sono deducibili le spese funerarie risultanti da regolari quietanze, deducibili per un importo non superiore a 1.032,91 euro.

Dichiarazione di successione

Più precisamente, secondo quanto chiarito nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, è possibile inserire nella dichiarazione di successione:

  • spese mediche e chirurgiche, per ricoveri, medicinali e protesi sostenute dagli eredi per conto del defunto negli ultimi sei mesi (codice 1);
  • spese funerarie sostenute dagli eredi, per un importo non superiore a 1.032,91 euro (codice 2);
  • mutui, contratti per l’acquisto di immobili compresi nell’attivo ereditario (codice 3);
  • debiti verso aziende o istituti di credito (saldi passivi su conti correnti). Nella determinazione del saldo di conto corrente non bisogna considerare quelle somme relative ad assegni portati all’incasso nei quattro giorni prima dell’apertura della successione (codice 4);
  • debiti inerenti l’esercizio di imprese (codice 5);
  • debiti cambiari (codice 6);
  • debiti verso lo Stato, enti pubblici territoriali ed enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale. Tali debiti sono deducibili qualora il presupposto da cui essi sono derivati si sia verificato anteriormente alla data di apertura della successione (codice 7);
  • rapporto di lavoro subordinato (TFR, trattamenti previdenziali integrativi). I debiti derivanti da rapporti di lavoro subordinato, compresi quelli relativi al trattamento di fine rapporto ed ai trattamenti previdenziali integrativi sono deducibili anche se il rapporto continua con gli eredi o i legatari (codice 8);
  • debiti tributari. Essi sono deducibili anche se accertati dopo la data di apertura della successione,
  • purché riguardanti un periodo anteriore a tale data (codice 9);
  • somme dovute al coniuge divorziato, a seguito di sentenza di scioglimento di matrimonio o di cessazione di effetti civili dello stesso (o in caso di sentenza di separazione, passata in giudicato, per colpa del coniuge superstite o di entrambi) (codice 10);
  • legato o altro onere che grava su una quota ereditaria o sul legato stesso (ad esclusione del legato di cosa genericamente determinata – cod. GD nel quadro ER) In questo caso non vanno compilati i campi ‘Quota del defunto’ e ‘Progressivo cespite’ (codice 11);
  • altre passività (codice 12).

Alla luce di quanto precede, le spese elencate dal lettore sono deducibili come passività, ad eccezione delle spese di amministrazione dell’immobile (a meno che non si tratti di oneri tributari o bancari) e delle spese di fornitura acqua (a meno che il fornitore non sia l’ente pubblico territoriale di riferimento). Per quanto concerne le spese legali sorte in virtù del procedimento di amministrazione di sostegno, è possibile inserirle come “altre passività”, purché sia compilato il  citato mod. 327 (a meno che le spese non risultino da provvedimento giudiziale).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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