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Divorzio gratis: quando e come si può fare

29 Maggio 2021
Divorzio gratis: quando e come si può fare

Come ottenere lo scioglimento del matrimonio senza pagare gli avvocati.

Tu e tuo marito vi siete separati consensualmente. Da qualche mese, hai conosciuto un altro uomo e non vedi l’ora di mettere un punto definitivo a questa storia e iniziare un nuovo capitolo della tua vita. L’unico problema è che non hai alcuna intenzione di sborsare di nuovo tanti soldi per pagare l’avvocato.

In questo articolo faremo il punto della situazione sul divorzio gratis: quando e come si può fare. Devi sapere che la legge consente di chiedere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio anche attraverso una semplice dichiarazione dinanzi al sindaco del Comune di residenza o del luogo in cui è stato trascritto l’atto. Tale procedura, introdotta nel 2014, è riservata alle coppie separate, prive di figli e che vogliano divorziare consensualmente. Il vantaggio di una simile scelta riguarda sicuramente i costi, considerato che occorre pagare solo una marca da bollo da 16 euro. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capirne di più sull’argomento.

Divorzio: cos’è e quando si può chiedere?

Il divorzio è uno strumento previsto dalla legge per porre un rimedio definitivo alla crisi coniugale.

Il procedimento può essere:

  • consensuale: in tal caso, il presupposto è l’accordo dei coniugi, i quali sono liberi di depositare un ricorso congiunto in tribunale, procedere con la negoziazione assistita dagli avvocati (uno per parte) oppure presentarsi in Comune per rendere una dichiarazione dinanzi al sindaco. In tutte questi ipotesi, le tempistiche e i costi sono molto contenuti;
  • giudiziale: in assenza di accordo, ciascun coniuge è libero di depositare un ricorso in tribunale. Se il giudice accerta che la comunione di vita materiale e spirituale non possa essere ricostituita, adotta provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse dei figli e per disciplinare gli aspetti patrimoniali del rapporto coniugale. Successivamente, il processo prosegue con notevole allungamento dei tempi e dei costi.

Il divorzio può essere richiesto in caso di:

  • separazione personale dei coniugi protrattasi per almeno 12 mesi (se è stata giudiziale) o 6 mesi (se è stata consensuale);
  • reato di particolare gravità commesso da uno dei coniugi;
  • matrimonio non consumato;
  • sentenza di rettificazione di sesso nei confronti di uno dei coniugi;
  • scioglimento oppure annullamento del matrimonio ottenuto dal coniuge cittadino straniero oppure se quest’ultimo ha contratto all’estero nuove nozze.

Divorzio gratis: quando e come si può fare

Quando si parla di divorzio gratis si fa riferimento alla procedura in Comune senza l’intervento degli avvocati. In pratica, se i coniugi separati trovano un accordo sugli aspetti economici e personali del loro rapporto (affidamento dei figli minori, assegnazione della casa coniugale, ecc.) possono rivolgersi, in alternativa al tribunale, al Comune di residenza di uno dei due oppure del luogo in cui è stato trascritto il matrimonio.

In tale ipotesi, l’organo incaricato è il sindaco al quale marito e moglie devono rendere una dichiarazione congiunta circa la volontà di divorziare. Va precisato, però, che in questa fase la coppia ha comunque la facoltà di farsi assistere dagli avvocati (in tal caso, il sindaco lo rende noto nell’accordo). A questo punto, l’ufficiale di Stato civile invita i coniugi a comparire personalmente non prima di 30 giorni per confermare l’accordo che, in assenza di ripensamenti, viene poi annotato negli archivi informatici del Comune.

Detta procedura, tuttavia, è ammessa solamente a condizione che:

  • non ci siano figli minorenni o maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o non autosufficienti economicamente;
  • la coppia non abbia stipulato patti di trasferimento patrimoniale: in tal caso, infatti, il sindaco non è competente a decidere su questioni aventi natura economica o finanziaria, come ad esempio l’assegnazione della casa coniugale.

Quindi, in sintesi, possono accedere al divorzio in Comune solo i coniugi separati, privi di figli e senza alcuna pendenza di natura economica.

Quanto ai costi, invece, l’unica spesa da sostenere (se la coppia sceglie di non avvalersi degli avvocati) è il pagamento di una marca da bollo da 16 euro.

Divorzio gratis: quali sono gli effetti?

Una volta ottenuto il divorzio, si producono:

  • lo scioglimento del vincolo coniugale in caso di matrimonio civile (cioè celebrato solo in Comune) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario (celebrato dinanzi al parroco). Va precisato che, in tale ultima ipotesi, il matrimonio continua ad essere pienamente valido per la Chiesa, a meno che non si ottenga anche una pronuncia di nullità da parte del tribunale ecclesiastico);
  • la perdita del diritto di usare il cognome del marito, salvo che l’ex moglie dimostri di avere un interesse meritevole di tutela;
  • la possibilità per l’ex coniuge economicamente più debole di chiedere ed ottenere un assegno divorzile;
  • la perdita dei diritti successori da parte di entrambi i coniugi.


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