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Investigazioni: quando il pedinamento è reato?

30 Maggio 2021 | Autore:
Investigazioni: quando il pedinamento è reato?

Seguire una persona è legale? Cosa può fare l’investigatore privato? Molestie e stalking: quando si rischia di commettere questi reati?

Sempre più persone decidono di affidarsi agli investigatori privati per compiere le indagini che possono essere utili in un futuro processo in tribunale. La pratica è molto diffusa soprattutto in ambito familiare, quando si tratta di dover affrontare una separazione oppure un divorzio. In casi del genere, si “sguinzaglia” il proprio investigatore affinché raccolga il maggior numero di prove che possano dimostrare la colpevolezza del coniuge, magari anche la sua infedeltà.

Normalmente, un’attività di questo tipo è perfettamente lecita, nel senso che l’investigatore (o chi per lui) è legittimato a seguire una persona per trovare indizi o prove utili in giudizio. Ci sono però dei limiti che non si possono superare; ad esempio, durante le investigazioni, quando il pedinamento è reato? Possiamo affermare che ogni tipo di indagine privata (condotta da un investigatore professionista oppure da un qualsiasi cittadino) deve rispettare i normali limiti imposti a tutti dalla legge.

Nessuno può fare irruzione a casa di altri, né sottoporre una persona a perquisizione oppure a intercettazione: tali attività sono riservate alle forze dell’ordine dietro autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Il pedinamento è invece generalmente consentito, purché non si superino determinati limiti. Quali? Quando il pedinamento diventa reato? Scopriamolo insieme.

Investigatore: cosa può fare?

Come spiegato nell’articolo investigatore privato: cosa può fare?, chi si occupa di effettuare indagini per conto di altri può svolgere in piena legalità una serie di condotte molto utili per raccogliere prove e indizi.

Ad esempio, l’investigatore privato può:

  • effettuare pedinamenti;
  • scattare foto e girare riprese (filmati), purché ciò avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • registrare conversazioni che avvengano in sua presenza;
  • effettuare sopralluoghi, purché vi sia il consenso del titolare del posto;
  • avvalersi di strumenti di localizzazione Gps satellitare, al fine di monitorare gli spostamenti di un’autovettura;
  • raccogliere informazioni estratte da documenti di libero accesso anche in pubblici registri;

Investigatore privato: cosa non può fare?

Tra le altre cose, l’investigatore privato non può:

  • intercettare telefonate che avvengono tra altre persone oppure conversazioni tra persone non essendo egli presente;
  • introdursi in luoghi privati senza permesso;
  • effettuare riprese audio e/o video all’interno di privata dimora senza consenso;
  • accedere al conto corrente personale o ad altri dati coperti dalla privacy.

Investigazioni: è legale pedinare?

Come visto, il pedinamento è un’attività perfettamente legale e può essere impiegata per raccogliere elementi di prova utili per sé o per altri.

Il pedinamento è legale non solo se compiuto dall’investigatore privato di professione, ma anche se posto in essere da un normale cittadino.

Ad esempio, la moglie che pedina il marito nella speranza di coglierlo in flagranza di infedeltà non commette alcun illecito.

Quanto appena detto non vale sempre: ci sono limiti che né l’investigatore privato né il normale cittadino devono superare, pena la commissione di un reato. Vediamo dunque quando il pedinamento è illegale.

Pedinamento: quando è reato?

Come spiegato nell’articolo “Se pedino una persona commetto reato?“, seguire una persona di nascosto può sfociare in reato se il pedinamento diventa persistente e/o molesto.

Per la precisione, un pedinamento insistente o invasivo può dar luogo a due crimini:

  • al reato di molestia, che punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo [1];
  • al reato di stalking, quando l’inseguimento sia in grado di ingenerare nella vittima un perdurante stato di ansia o di timore per l’incolumità propria o altrui, ovvero la costringa a cambiare le abitudini di vita (ad esempio, a non frequentare più certi luoghi per evitare l’appostamento del pedinatore) [2]. Lo stalking è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi.

Pedinamento: quando è reato di molestie?

Abbiamo detto che il pedinamento può diventare reato; per la precisione, chi pedina una persona nel compimento di un’investigazione rischia di incorrere nel reato di molestia o, nei casi estremi, in quello ben più grave di stalking.

Il pedinamento integra il reato di molestie quando il tallonamento diventa particolarmente insistente e, quindi, fastidioso e molesto per la vittima oppure particolarmente “vistoso”.

In altre parole, affinché il pedinamento si tramuti nel reato di molestie occorre che:

  • la persona inseguita si sia accorta di essere pedinata e, pertanto, si senta importunata da tale condotta;
  • anche se la persona pedinata non si sia accorta di ciò, il pedinamento dà particolarmente nell’occhio e crea una sensazione di disagio in pubblico.

Trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, chiunque può denunciare il pedinamento molesto, anche una persona che vi assista e che si trovi in un luogo pubblico.

Per andare esente da responsabilità, dunque, il pedinatore deve agire con la massima discrezione, in modo che nessuno (neanche terze persone) si accorga dell’attività investigativa.

Insomma, si può pedinare una persona anche in un luogo pubblico, su una strada, per auto o in un parco, poiché ciò non viola la privacy e non esistono norme che lo vietino, a condizione di non essere visti o che comunque la persona pedinata non si senta minacciata o importunata.

Pedinamento: quando è stalking?

Il pedinamento sfocia nello stalking quando diventa ossessivo oltre che inopportuno, e crea nella vittima un perdurante stato di ansia o di timore per la propria incolumità. In questo caso, è evidente che il pedinamento deve essere percepito dalla vittima, in quanto altrimenti non potrebbe generare le conseguenze negative appena illustrate. Si pensi all’investigatore che si apposta puntualmente all’ingresso della casa della vittima, oppure che la segua insistentemente sia a piedi che in auto, obbligandola a fuggire per non essere disturbata.

Poiché lo stalking è punibile a querela di parte, la vittima del pedinamento ossessivo deve sporgere querela entro sei mesi per poter ottenere giustizia da parte delle autorità.


note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Art. 612-bis cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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