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Cassetta di sicurezza del defunto: come comportarsi

7 Febbraio 2021
Cassetta di sicurezza del defunto: come comportarsi

Come accertare il valore della cassetta di sicurezza da inserire nella dichiarazione di successione e svincolarne il contenuto per dividerlo tra gli eredi. 

All’apertura di una successione non è raro rinvenire, all’interno del patrimonio del defunto, un contratto di deposito con la banca per la tenuta di una o più cassette di sicurezza. Il contenuto di queste va chiaramente diviso tra gli eredi che abbiano accettato l’eredità, ma non si tratta di un’operazione agevole. Difatti, l’istituto di credito, non appena a conoscenza della morte del proprio cliente, blocca sia il conto corrente di proprietà di quest’ultimo che eventuali cassette di sicurezza. Non si tratta di un capriccio o di un abuso ma di un vero e proprio vincolo dettato dalla legge: l’ordinamento infatti vieta, a chiunque sia debitore del defunto, di restituire agli eredi beni e crediti vantati da quest’ultimo se prima non viene presentata la dichiarazione di successione. 

Di qui il problema di come comportarsi con la cassetta di sicurezza del defunto. Ecco alcuni suggerimenti pratici per procedere allo sblocco evitando di allungare inutilmente i tempi. 

Chiariremo qual è la procedura di svincolo della cassetta di sicurezza, quali funzioni ha il notaio e come procedere alla perizia giurata. 

Aprire la cassetta di sicurezza: è accettazione dell’eredità?

Prima però di spiegare come comportarsi con la cassetta di sicurezza del defunto è necessaria una precisazione: l’apertura della cassetta – e la presa d’atto del suo contenuto – può essere considerata un atto di accettazione dell’eredità? 

La questione non è di poco conto. Potrebbe infatti essere interesse degli eredi, prima di procedere all’accettazione dell’eredità, assumendo così la responsabilità per i debiti pendenti in capo al defunto, di accertare le consistenze attive del patrimonio di quest’ultimo, in modo da operare la scelta più conveniente. Se, ad esempio, la cassetta dovesse contenere contanti, libretti, titoli di credito, gioielli e altri beni di valore elevato sufficienti a far fronte ad eventuali debiti, l’accettazione potrebbe risultare meno rischiosa.

C’è poi un altro aspetto: è dovere degli eredi sapere subito qual è il contenuto della cassetta degli eredi perché lo stesso va riportato nella dichiarazione di successione che, come noto, deve essere presentata entro un anno dal decesso.

Ebbene: l’apertura della cassetta di sicurezza non può considerarsi come un’accettazione tacita dell’eredità, poiché si tratta di una semplice presa d’atto del patrimonio caduto in successione. Si avrebbe invece accettazione se il contenuto venisse diviso, speso o venduto.

Tant’è che, per lo sblocco della cassetta di sicurezza, non è necessario presentare prima l’accettazione di eredità, ma la dichiarazione di successione, atto quest’ultimo di natura meramente fiscale, che non ha alcun risvolto sulla qualifica di erede.

In buona sostanza, chi verifica il contenuto della cassetta di sicurezza è sempre in tempo a rifiutare l’eredità.

Come svincolare la cassetta di sicurezza

Dopo il decesso del titolare del contratto di deposito con la banca, è necessaria una procedura apposita per lo svincolo della cassetta di sicurezza. Prima ancora dello svincolo, però, è interesse degli eredi verificare l’esatto contenuto della cassetta e, quindi, il relativo valore per poterlo riportare all’interno della dichiarazione di successione e pagare le relative imposte di successione.

Quindi, la banca consente prima l’apertura della cassetta ai fini fiscali e, solo dopo la presentazione della dichiarazione di successione, permette il prelievo del contenuto. Tale procedura richiede l’apertura della cassetta davanti a un notaio e una perizia giurata nel caso in cui il contenuto comprenda valori il cui prezzo non può essere definito automaticamente. Si pensi, ad esempio, a gioielli, monete, orologi o altro. 

Non c’è bisogno della perizia per tutti quei beni il cui prezzo è stabilito invece in modo automatico come ad esempio titoli quotati in borsa, azioni, obbligazioni. 

Nel caso avvenga un’apertura con perizia giurata, il contenuto svelato della cassetta deve entrare nella successione, pagando le tasse sul valore definito dalla perizia.

Come aprire prima la cassetta di sicurezza del defunto

C’è un modo per accelerare le pratiche di successione e l’apertura della cassetta di sicurezza. Finché il titolare della cassetta è in vita, può affidare la delega sulla gestione della cassetta a uno o a più eredi. In questo modo, subito dopo il decesso, i delegati possono svuotare il contenuto della cassetta. Il procedimento è perfettamente legale e il risparmio di tempo e così è significativo.

Documenti richiesti dalla banca per l’apertura della cassetta di sicurezza

È verosimile che la banca richieda agli eredi, ai fini dell’apertura della cassetta di sicurezza: i documenti d’identità, il certificato di morte del de cuius, un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio e, se esiste un testamento, copia conforme dello stesso (pubblicato).

Se possibile, è consigliabile trasferire la titolarità della cassetta di sicurezza a un erede prima della morte del congiunto. Ciò vale anche quando la cassetta è cointestata a un figlio o al coniuge: anche in tale caso, infatti, l’apertura della cassetta dopo la morte del titolare risulta lunga, complessa e costosa. 

Quanto costa e quanto dura l’apertura di una cassetta di sicurezza del defunto?

Il costo medio dell’operazione dell’apertura della cassetta, quando è necessaria la nomina di un perito, varia dai 2mila ai 7mila euro. 

I tempi medi vanno dai 40 ai 120 giorni. I tempi si allungano nel caso in cui il perito sia nominato da un tribunale. 

Si potrebbe allora pensare di non aprire la cassetta. Ma se la cassetta di sicurezza intestata al defunto non dovesse essere aperta, qualsiasi coerede potrebbe impugnare la successione e impedirne la chiusura, bloccando di fatto la divisione dei beni da parte degli altri eredi. Questo perché nella cassetta di sicurezza il defunto potrebbe aver custodito un testamento di cui non si era a conoscenza.

Questa ipotesi permette a qualsiasi erede di appellarsi e chiedere che la cassetta sia aperta – eventualmente – per tutelare i propri interessi ritenuti lesi.



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2 Commenti

  1. Salve, vi seguo sempre con interesse e vorrei porvi un paio di domande sull’argomento trattato in questo articolo. Vorrei fare un passo indietro e capire innanzitutto se la banca può conoscere il contenuto di una cassetta di sicurezza? Cioè ci si possono mettere dei contanti? E quale potrebbe essere il prezzo di una cassetta di sicurezza? Grazie in anticipo

    1. Il prezzo di una cassetta di piccole o medie dimensioni può oscillare tra i 50 e i 200 euro l’anno. Per quelle più grandi, il prezzo potrebbe salire fino a 500 euro. In ogni caso, il costo può cambiare a seconda del valore degli oggetti custoditi e denunciato dal cliente alla banca. Nella propria cassetta di sicurezza, il cliente è libero di custodire qualsiasi oggetto di valore come denaro contante, documenti, oggetti d’oro o di antiquariato, gioielli. E la banca non può controllare il contenuto.

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