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Le Guide Affitto o acquisto casa: ecco gli aiuti e i fondi per le fasce deboli

Le Guide Pubblicato il 3 febbraio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 3 febbraio 2014

Politiche abitative: regole e dotazioni delle misure di sostegno affitto o acquisto: cinque strumenti per le fasce deboli: alcuni fondi sono però inattuati o poco usati.

Esistono diversi fondi per aiutare gli italiani a dotarsi di un tetto sotto cui vivere: sia a titolo di affitto che come proprietà. La gran parte di questi fondi è nata di recente, nell’imminenza della crisi economica (o quando essa era esplosa). Vediamoli singolarmente.

Fondo di Solidarietà per l’acquisto

Il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa [1] consente al mutuatario che è stato licenziato da un lavoro subordinato o parasubordinato, agli eredi del mutuatario o a chi è stato colpito da un handicap grave o un’invalidità superiore all’80%, di chiedere la sospensione, per 18 mesi, del pagamento della parte degli interessi dovuti all’applicazione del tasso base (Irs o Euribor) delle rate del mutuo, di cui continua a pagare la quota capitale e gli interessi dovuti all’applicazione dello spread.

Possono accedere al fondo solo i proprietari di abitazioni principali, che abbiano contratto un mutuo, in ammortamento da almeno un anno, di importo non superiore a 250.000 euro; il valore della loro Isee (indicatore della situazione economica equivalente) non deve superare i 30.000 euro.

Morosità incolpevole

Una recente norma [2], nel tentativo di venire incontro agli inquilini che non possono più pagare l’affitto per causa delle crisi economica (definiti appunto “inquilini morosi incolpevoli“), e che pertanto rischiano di essere sfrattati, ha istituito, presso il Ministero delle infrastrutture, un fondo. Esso erogherà un contributo per evitare che si aggravi la situazione abitativa delle famiglie a cui si è ridotto il reddito a causa delle difficoltà insorte sul lavoro o nell’attività economica.

Possono accedere al fondo solo gli inquilini che occupano un alloggio situato in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa. Non in tutti però, ma solo in quelli che, già prima dell’istituzione del fondo, avevano autonomamente emanato bandi o avviato altre iniziative per aiutare gli inquilini morosi incolpevoli.

Il Fondo non è ancora operativo; si attende l’emanazione di un decreto interministeriale di attuazione.

Giovani coppie

Per le giovani coppie che vogliano ottenere dalle banche un mutuo per l’acquisto della prima casa, nel 2008 è stato istituito uno speciale fondo [3].

Esso non eroga finanziamenti ma rilascia alla banca una garanzia fideiussoria: se il mutuatario non paga le rate, ci pensa il fondo. Almeno in parte. La garanzia del fondo copre, infatti, il 50% del capitale e degli interessi che il mutuatario non riesce più a pagare, entro il tetto di 75mila euro. Il tasso di interesse applicato ai mutui non è agevolato.

Possono accedere al fondo le giovani coppie fino a 35 anni, i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, e anche i single con un rapporto di lavoro atipico.

L’Isee del richiedente non deve superare 40.000 euro.

L’abitazione da acquistare non deve essere di lusso e non più grande di 95 metri quadrati.

Garanzia prima casa

La legge di stabilità per il 2014 [4] ha istituito, presso il Ministero dell’economia, un Fondo di garanzia per la prima casa. Servirà per concedere garanzia -nella misura del 50% del capitale- sui mutui ipotecari concessi per l’acquisto, la realizzazione di interventi di ristrutturazione e l’aumento degli standard energetici degli immobili da adibire ad abitazioni principali.

Priorità sarà data alle richieste delle giovani coppie, delle famiglie mono genitoriali con figli minori, dei giovani con meno di 35 anni e con un lavoro precario (sono gli stessi soggetti ora ammessi al fondo per le giovani coppie, la cui operatività dovrebbe cessare quando entrerà in funzione il nuovo strumento).

Fondo sociale per l’affitto

Il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in affitto nasce nel 1998 [5] con lo scopo di alleggerire la pressione del pagamento dell’affitto sui portafogli delle famiglie più a basso reddito.

I finanziamenti del fondo vengono ripartiti tra le Regioni.

Il cittadino deve presentare la domanda per il contributo.

L’importo massimo del contributo deve essere tale da ridurre l’incidenza del canone annuo sul reddito della famiglia a non più del 14%, nel caso di nuclei con un imponibile non superiore a due volte il valore di una pensione sociale Inps, e del 24% per quelli il cui reddito imponibile non eccede l’importo oltre il quale non si può concorrere all’assegnazione di una casa popolare.

Il contributo per gli inquilini più poveri teoricamente può raggiungere i 3.100 euro circa e per i meno poveri i 2.325.

Nei fatti le cifre incassate dagli inquilini sono sempre state molto al di sotto di questi tetti massimi, per la cronica e crescente carenza di stanziamenti attribuiti al fondo.

note

[1] Previsto dalla legge 244/2007, articolo 2 comma 475.

[2]  Art. 6, comma 5 del Dl 102/2003.

[3] Art. 13, comma 3-bis, Dl 112/2008.

[4] Art. 1 comma 46 della legge 147/2013.

[5] Legge 431/1998.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Buongiorno. In seguito alla mia separazione legale ho acquistato il 50*/, del mio ex marito e sono diventata proprietario unico dell ‘appartamento . Ho fatto una cessione del 5 dello stipendio per avere i soldi per comprare la parte dell’ex marito. Tra le rate del mutuo e del prestito (sono un part-time 24 ore) non riesco andare avanti. Ho fatto la richiesta alla banca per trovare una soluzione , ma le loro proposte sono inaccessibili per me. A distanza di più di un anno della mia richiesta la banca tace , anzi mi dicono che sono disponibili solo le loro proposte di prima. Cosa posso fare? Grazie

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