Diritto e Fisco | Articoli

Come si calcola la quota di legittima?

31 Maggio 2021 | Autore:
Come si calcola la quota di legittima?

Nelle successioni regolate da testamento, la quota che spetta per legge ai parenti più stretti del defunto si determina tramite un’apposita operazione contabile.

La legge prevede che una parte del patrimonio del defunto debba essere devoluta ai suoi parenti più stretti, denominati legittimari. Pertanto, chi fa testamento deve necessariamente tenere conto che una porzione di eredità spetta a tali soggetti secondo una quota prefissata (quota di legittima) mentre può decidere liberamente come e a chi distribuire la parte restante, denominata quota disponibile.

Come si calcola la quota di legittima? Bisogna effettuare la cosiddetta riunione o massa fittizia, un’operazione contabile con cui si valuta l’entità del patrimonio del defunto. Pertanto, dal valore dei beni che un soggetto lascia alla morte (patrimonio relitto o relictum) va detratto il valore dei suoi debiti e, successivamente, va sommato quello delle donazioni fatte in vita dal defunto (donatum). Dalla somma di questi valori (patrimonio ereditario al netto dei debiti + valore dei beni donati in vita), si forma l’asse su cui calcolare la quota di legittima e, per differenza, la quota di disponibile.

Il calcolo della quota di legittima può essere fatto solo all’apertura della successione, cioè solo dopo la morte del soggetto che ha lasciato l’eredità. Infatti, il suo ammontare può variare in relazione alla situazione in concreto esistente in quel momento, al numero dei legittimari tra i quali va distribuito il patrimonio ereditario e a quelli presenti in ciascuna categoria nonché all’eventuale concorso di questi con altri appartenenti a una categoria diversa.

Successione: chi sono i legittimari

La legge qualifica come legittimari quei soggetti legati da vincoli stretti di parentela con il defunto i quali, proprio in virtù del rapporto che li legava in vita con lo scomparso, non possono essere “dimenticati”, cioè non considerati dopo la sua morte.

Più precisamente, si tratta:

  • del coniuge;
  • dei discendenti (figli);
  • degli ascendenti (genitori).

Ai legittimari devono essere devolute le porzioni di eredità delle quali il defunto non poteva disporre sia quando era ancora in vita, neanche attraverso una donazione, sia dopo la sua morte, ad esempio disponendo nel proprio testamento che vengano assegnate a soggetti diversi.

Come si calcola la quota di legittima e la quota disponibile?

Per calcolare la quota di legittima e la quota di disponibile prendiamo ad esempio il caso di una persona che muore, lasciando come erede solo un figlio. Il suo patrimonio ammonta a 130 (relictum) e ha lasciato 20 di debiti. Per prima cosa, bisogna fare la differenza tra il relictum e i debiti, per cui si ha: 130 (relictum) – 20 (debiti) = 110.

Se tale soggetto in vita aveva donato ad un amico un bene dal valore di 40 (donatum), a 110 bisogna sommare il donatum. Quindi, 110 + 40 (donatum) = 150. Questo è l’asse ereditario, sul quale va calcolata la quota di legittima e, per differenza, quella disponibile.

Nell’ipotesi in cui l’unico erede è il figlio, la legge prevede che la quota di legittima che gli spetta è pari a 1/2. Pertanto, bisogna dividere 150 (asse ereditario) per due, cioè 150 : 2 = 75. Quindi, la quota di legittima è 75 mentre il restante 75 è la quota disponibile, di cui 40 sono stati già donati in vita mentre gli altri 35 vanno al figlio. In totale la porzione di eredità che spetta al figlio è pari a 75 + 35 = 110.

Qual è la quota di legittima riservata ai figli?

La quota di legittima spettante ai figli ammonta a :

  • 1/2 dell’asse ereditario, se il figlio è unico e non c’è coniuge. Il restante 1/2 è la quota disponibile;
  • 2/3 dell’asse ereditario, se i figli sono due o più e non c’è coniuge, da dividere in parti uguali fra loro. La quota disponibile, invece, è pari a 1/3.

Tornando all’esempio di cui sopra, si è già visto che se il defunto lascia solo un figlio, la quota di legittima allo stesso spettante, è di 75. Se, invece, il defunto lascia due o più figli, questi hanno diritto a 2/3 di 150 mentre il restante 1/3 di 150 è la quota disponibile.

Qual è la quota di legittima se c’è il coniuge?

Se il defunto lascia solo il coniuge, la quota di legittima a suo favore ammonta a 1/2 dell’asse ereditario mentre la quota disponibile è pari al restante 1/2.

Se c’è anche un figlio, la quota di legittima che spetta:

  1. al coniuge è di 1/3 dell’asse ereditario;
  2. e di 1/3 è quella a favore del figlio.

Anche la quota disponibile ammonta a 1/3 dell’asse ereditario.

Se i figli sono due o più, la quota di legittima:

  • del coniuge è pari a 1/4;
  • dei figli è pari a 1/2 dell’asse ereditario da ripartire fra loro in parti uguali.

La quota disponibile è di 1/4.

Riprendendo l’esempio se il defunto lascia solo il coniuge, questi ha diritto al 1/2 dell’asse ereditario (75 di 150) mentre il restante 1/2 è la quota disponibile. Se il defunto lascia il coniuge e un figlio, a ciascun erede spetta 1/3 dell’asse ereditario e il restante 1/3 è la quota disponibile. Se il defunto muore lasciando il coniuge e due o più figli, al primo spetta 1/4 dell’asse ereditario (37,50 di 150), ai figli spetta 1/2 (75 di 150) da spartire in parti uguali e il restante 1/4 è la quota disponibile.

È opportuno evidenziare che al coniuge oltre alla legittima, spettano in ogni caso i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

Inoltre, anche il coniuge separato gode degli stessi diritti ereditari del coniuge non separato, a meno che non gli sia stata addebitata la separazione nella relativa sentenza. In caso di addebito, il coniuge separato ha diritto ad un assegno vitalizio solamente se al momento dell’apertura della successione, godeva degli alimenti. Al coniuge divorziato, invece, non spetta alcunché.

Qual è la legittima che spetta agli ascendenti?

La quota di legittima riservata ai genitori opera solo se il defunto non lascia figli ed ammonta a:

  • 1/3 dell’asse ereditario, se non c’è coniuge. La quota disponibile è di 2/3.
  • 1/4 dell’asse ereditario, se c’è il coniuge, al quale spetta 1/2. La quota disponibile è pari a 1/4.

Tornando all’esempio, se il soggetto muore senza lasciare figli ma solo i genitori, a questi ultimi spetta 1/3 dell’asse ereditario (50 di 150) mentre i restanti 2/3 (100 di 150) sono la quota disponibile.

Se muore lasciando il coniuge e i genitori, 1/2 dell’asse ereditario spetta al primo (75 di 150), 1/4 spetta ai genitori (37,5 di 150) mentre il restante 1/4 è rappresentato dalla quota disponibile.

I genitori dividono la quota disponibile in parti uguali tra di loro. In assenza dei genitori, la quota di legittima spetta per metà agli ascendenti in linea paterna e per metà agli ascendenti in linea materna.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube