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Quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate?

31 Maggio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate?

Si può rateizzare una richiesta di pagamento ricevuta dall’Agenzia delle Entrate?

Ricevere un atto dall’Agenzia delle Entrate può far andare nel panico chiunque, però è importante sapere che ogni atto che richiede il pagamento di tasse e imposte al contribuente, con l’aggiunta di sanzioni e interessi, può essere rateizzato. Ma quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate? Le rate sono mensili oppure trimestrali? E poi quando si decade dal beneficio della rateizzazione? Molto dipende dal tipo di atto hai ricevuto dall’Agenzia delle Entrate, ossia se hai ricevuto una mera comunicazione di irregolarità oppure un avviso di accertamento. Ma procediamo con ordine e scopriamo insieme se è consentita la rateizzazione.

Avviso bonario: rateizzazione

Prima di vedere quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate, occorre evidenziare che le modalità di rateizzazione cambiano a seconda di quale sia l’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate.

Qualora l’Agenzia delle Entrate invii il cosiddetto avviso bonario, ossia una comunicazione formale di irregolarità con cui dà al contribuente 30 giorni di tempo per correggere gli errori di calcolo commessi in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, la rateizzazione dell’importo contenuto nell’avviso bonario può avvenire con queste modalità:

  • un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo se l’importo da pagare non supera 5.000,00 euro;
  • un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo se l’importo da pagare supera i 5.000,00 euro.

È importante ricordare che la prima rata va versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di irregolarità e le rate successive scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Quando si decade dalla rateizzazione dell’avviso bonario?

Non si decade dalla rateizzazione se la rata viene versata con un lieve inadempimento per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000,00 euro. Ad esempio, su una singola rata del valore di 100,00 euro, si considera lieve inadempimento versare soltanto 97,00 euro (con un mancato versamento di 3,00 euro, ossia il 3% di 100,00 euro).

Non si decade dalla rateizzazione nemmeno se la rata viene versata con un lieve ritardo non superiore a 7 giorni dalla scadenza.

La decadenza dalla rateazione avviene in una delle seguenti ipotesi:

  • quando la prima rata non viene pagata entro 37 giorni dal ricevimento della comunicazione (30 giorni previsti per il pagamento + 7 di “lieve ritardo”);
  • per insufficiente versamento di una qualsiasi rata per una frazione superiore al 3% o, in ogni caso, a 10.000,00 euro.

Avviso di accertamento: modalità di rateizzazione

Ora vediamo quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate dopo che quest’ultima ha emesso un avviso di accertamento, ossia un atto con cui richiede al contribuente di pagare le imposte che quest’ultimo non ha versato.

Contro l’avviso di accertamento il contribuente può presentare ricorso alla commissione tributaria provinciale competente, oppure può presentare una istanza di accertamento con adesione, ossia una richiesta con cui il contribuente richiede una rideterminazione delle imposte da pagare.

Facciamo un esempio.

Tizio riceve un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate gli richiede di versare 30.000,00 euro di Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) oltre sanzioni ed interessi. Tizio presenta un’istanza di accertamento con adesione con cui richiede, sulla scorta anche di documentazione allegata, un abbattimento della pretesa tributaria. L’Agenzia delle Entrate valuta la richiesta della domanda presentata dal contribuente e ritiene che ci siano i presupposti per abbattere del 50% la pretesa tributaria, che quindi passa da 30.000,00 a 15.000,00.

Tale importo rideterminato a seguito del procedimento di adesione può essere versato:

  • in un’unica soluzione, entro i 20 giorni successivi alla redazione dell’atto di adesione;
  • in forma rateale in un massimo di 8 rate trimestrali di uguale importo delle quali la prima da versare entro il termine di 20 giorni dalla redazione dell’atto di adesione.

Risulta evidente, quindi, la convenienza della rateizzazione. Il contribuente potrà pagare l’importo di 15.000,00 euro in 8 rate trimestrali da 1,875,00 euro ciascuna.

Se invece l’importo definito a seguito del procedimento di adesione avesse superato i 50.000,00 euro, il contribuente avrebbe potuto effettuare il pagamento in 16 rate trimestrali.

Quando si decade dalla rateizzazione dell’avviso di accertamento?

Si decade dalla rateizzazione dell’avviso di accertamento se la prima rata non viene versata entro il termine di 20 giorni dalla definizione dell’accordo di adesione. Invece, per quanto riguarda le rate successive alla prima, si decade dalla rateizzazione dell’avviso di accertamento se il versamento non è effettuato entro il termine di pagamento della rata successiva.

Ad esempio, se la seconda rata scade il 4 febbraio 2021 e il contribuente non la versa, per non decadere dal beneficio della rateizzazione deve pagare tale rata entro il 4 maggio 2021, ossia entro il termine di pagamento della rata successiva, ossia la terza.

Quante rate si possono fare con l’Agenzia delle Entrate – Riscossione?

L’Agenzia delle Entrate non va confusa con l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (denominata Equitalia fino al 30 giugno 2017) che è l’ente preposto a riscuotere i tributi non versati dal contribuente.

Il principale atto della riscossione è la cartella di pagamento. Anche quest’atto può essere rateizzato in 72 rate mensili oppure in 120 rate mensili.



Di Vincenzo Delli Priscoli


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