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Incidente in condominio: chi paga

8 Febbraio 2021
Incidente in condominio: chi paga

Incidente stradale nel cortile o nel parcheggio condominiale: opera l’assicurazione?

Quando un’auto urta contro un’altra nel cortile del condominio ci si chiede spesso se operi la copertura assicurativa. Il dubbio sorge legittimamente per via del fatto che l’area in questione è privata e, quindi, su di essa non dovrebbe operare il Codice della strada. Gli stessi agenti della polizia municipale non potrebbero elevare sanzioni amministrative. 

Ed allora che succede a chi esce dal parcheggio senza accorgersi di chi c’è dietro o non dà la dovuta precedenza a chi proviene da destra? Che fare se un conducente procede a velocità sostenuta e, svoltando l’angolo, va a sbattere contro un altro veicolo? Insomma, in caso di incidente in condominio chi paga?

La questione, per come prevedibile, è stata più volte affrontata dalla giurisprudenza. Ecco alcune questioni da sapere per districare la contorta matassa.

Incidente in condominio: opera l’assicurazione?

Non è raro che due veicoli vengano a collisione in uno spazio condominiale. 

Già un decreto del ministero dell’industria, commercio e artigianato del 19 maggio 1975 aveva esteso la copertura assicurativa ai danni causati dalla circolazione di veicoli in aree private.

La stessa legge [1] ha poi equiparato alle «strade di uso pubblico» anche «le aree di proprietà pubblica o privata aperte alla circolazione del pubblico». Si tratta di quegli spazi che, benché privati, consentono la circolazione ad una cerchia indeterminata di persone, anche diverse dai proprietari, anche se a determinate condizioni o per particolari finalità. Vi rientrano ad esempio quei cortili condominiali dove non ci sono le sbarre o i cancelli elettrici e su cui chiunque può transitare per accedere a negozi o altre attività commerciali o professionali. 

Questo significa che se un incidente stradale avviene su tali aree, si applicano le regole del Codice della strada e, quindi, anche la copertura assicurativa. Con la conseguenza che il danneggiato potrà presentare domanda di risarcimento alla propria compagnia secondo le regole dell’indennizzo diretto, sia pure limitatamente ai casi di danni al veicolo e di lesioni di lieve entità al conducente. Nelle ipotesi di lesioni gravi, gravissime o di decesso, o di lesioni ai terzi trasportati, invece, si deve seguire la procedura ordinaria. 

Se però l’incidente è avvenuto perché l’amministratore aveva omesso di far collocare i dispositivi di sicurezza, tralasciando di dare esecuzione alla delibera assembleare che li aveva introdotti, lo stesso amministratore può essere chiamato a rispondere dei danni, quanto meno a livello di concorso, ove si dimostri che i conducenti hanno usato la diligenza richiesta dalla situazione. 

Incidente in condominio: quando non vale l’assicurazione

Diverso è invece il caso dello spazio delimitato, inaccessibile a terzi (se non, di volta in volta, appositamente autorizzati dai proprietari, come nel caso degli ospiti). Il che avviene quando si tratta di un’area delimitata da catene, sbarre o cancelli oppure contraddistinta da appositi cartelli con il divieto di transito. 

In tale ipotesi, all’incidente nel cortile condominiale non si applicano le regole sulla copertura rc-auto se – come avviene di solito – la polizza contiene una limitazione di responsabilità che esclude dal risarcimento i sinistri avvenuti in aree private. Se tale limitazione non dovesse essere sussistente, allora si aprirebbe la possibilità di chiedere il risarcimento all’assicurazione ma la domanda andrebbe rivolta non alla propria compagnia ma a quella del danneggiante. Infatti, in presenza di un’area privata, non si applica la procedura di indennizzo diretto prevista dal codice delle assicurazioni.  

Se, come anticipato, sussiste una limitazione di responsabilità alla copertura assicurativa sull’area privata non aperta al pubblico, a pagare il risarcimento dovrà essere il responsabile dell’urto, con i propri soldi, senza possibilità di rivalersi poi sulla propria compagnia. Di qui, spesso, il tentativo di molti di simulare l’incidente al di là delle recinzioni, sulla strada pubblica, per scaricare il costo del risarcimento sulla compagnia. Comportamento quest’ultimo che integra una truffa ai danni dell’assicurazione. 

Incidente all’uscita dal parcheggio condominiale

Potrebbe succedere che un’auto, uscendo dal parcheggio condominiale, urti contro un’altra inavvertitamente. Anche in questo caso, valgono le regole appena elencate: se infatti lo spazio è liberamente accessibile, il costo del risarcimento potrà essere addossato sull’assicurazione. Questo perché il concetto di circolazione stradale non comprende solo il moto dell’auto in senso fisico, ma anche le fasi di quiete della stessa come ad esempio il parcheggio. «Nella circolazione è quindi compresa – dice la Cassazione – anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per le quali esso può circolare». 

Pertanto, se un’auto è parcheggiata in cortile condominiale e qualcuno la graffia o la urta, il danneggiato ha diritto ad essere risarcito dalla propria assicurazione.

Di solito, però, nel caso di piccoli urti, il coinvolgimento dell’assicurazione potrebbe rivelarsi antieconomica per il danneggiante, il quale si vedrebbe incrementare la propria polizza di due classi di merito, con conseguente aumento del premio. Ciò porta spesso le parti a trovare un accordo tra sé, senza coinvolgere le compagnie. 


note

[1] Art. 1 legge 24 dicembre 1969 n. 990.

Autore immagine: depositphotos.com


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