Così il Fisco viene a sapere tutto dai contribuenti

8 Febbraio 2021 | Autore:
Così il Fisco viene a sapere tutto dai contribuenti

Una sequenza infinita di direttive europee ha allargato il raggio di azione sullo scambio di informazioni tra i Paesi Ue: ecco cosa si viene a sapere oggi.

Peggio della vicina di casa che, sbirciando dietro la tenda, spia tutto quello che fa chi abita di fronte, chi va e chi viene; senza troppo pudore, il Fisco ottiene sempre più informazioni sui contribuenti. Anche con l’aiuto delle direttive europee che negli anni, sono diventate più numerose e più stringenti e che consentono al Fisco di avere accesso ai redditi finanziari o immobiliari dei cittadini, al fatturato delle piccole e grosse aziende e a tanto altro ancora.

Dal 2013, è in vigore nell’Unione europea una direttiva che riguarda la cooperazione amministrativa in campo fiscale, la cosiddetta Dac che permette all’autorità fiscale di tenere d’occhio gli spostamenti di capitali da uno Stato membro all’altro e di incentivare, in questo modo, la lotta all’evasione.

Non si tratta, però, di una direttiva rimasta nella sua versione originale: ha già avuto diverse modifiche ed ogni cambiamento ha comportato un giro di vite a favore del Fisco. La prima stesura stabilì le modalità di scambio di informazioni tra i Paesi dell’Unione, ovvero:

  • lo scambio automatico annuale di dati fiscali predefiniti e di informazioni sui conti finanziari, in particolare su redditi da lavoro, compensi per dirigenti, prodotti di assicurazione sulla vita, pensioni, proprietà e redditi immobiliari;
  • lo scambio su richiesta relativo ad uno o più contribuenti;
  • lo scambio spontaneo, laddove un Paese ritiene opportuno o utile passare determinate informazioni ad un altro.

Nel 2014, una nuova direttiva ha allargato il raggio di azione del Fisco che, da quel momento, può avere accesso allo scambio automatico di informazioni su dividendi, plusvalenze, royalties e altri redditi finanziari, nonché sui conti bancari.

Dal 2015 al 2020, sono state approvate altre Dac che consentono:

  • lo scambio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri delle società e sugli accordi preventivi sul transfer pricing;
  • la rendicontazione delle multinazionali Paese per Paese: dati su entrate, utili, imposte versate, utili non distribuiti e numero di dipendenti devono essere messi a disposizione dalle aziende con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro;
  • l’accesso alle informazioni sull’antiriciclaggio che riguardano la titolarità effettiva dei conti;
  • la comunicazione obbligatoria da parte degli intermediari delle informazioni sui meccanismi transfrontalieri;
  • lo scambio automatico di informazioni sui redditi degli operatori economici attivi sulle piattaforme digitali dal 2023.

Oggi, l’Unione europea è impegnata nella discussione di una nuova direttiva che allargherà lo scambio automatico di informazioni alle criptovalute e alla moneta elettronica.



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