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Cosa fare quando sta per morire un parente

8 Febbraio 2021
Cosa fare quando sta per morire un parente

Ricerca di documenti, testamento, conti correnti, cassette di sicurezza, polizze, divisione dei beni: tutto ciò che occorre fare prima della morte di una persona. 

A rischio di sembrare cinici e senza cuore, è necessario riflettere su alcune azioni da compiere prima che un parente muoia, in modo da non avere problemi dopo ed agevolare la divisione dei beni. Si sa infatti che l’apertura di una successione ha tempi e costi elevati, il più delle volte dovuti alla ricerca dei beni del defunto e ai conseguenti adempimenti burocratici e fiscali.

Si può agire in anticipo, e nel pieno rispetto della legalità, per agevolare la soluzione di tali problematiche e, magari, risparmiare sui costi. Ecco allora cosa fare quando sta per morire un parente. Ci soffermeremo, qui di seguito, su tutte le questioni più pratiche: dai rapporti con la banca a quelli con il Fisco, dall’individuazione del patrimonio alle casseforti e cassette di sicurezza. Ma procediamo con ordine.

La ricerca del testamento e degli altri documenti

Se e quando un parente inizia a sentirsi male, e la possibilità di un decesso si fa sempre più concreta, è opportuno farsi rivelare da questi ove conservi i documenti necessari alla successione. Si tratta, innanzitutto, del testamento. Se olografo – ossia fatto in casa, senza l’assistenza di un notaio – sarà il caso di comprendere dov’è custodito e quante copie ci sono in circolazione e/o a chi sono state affidate. Se invece si tratta di testamento pubblico, sarà opportuno farsi dire presso quale notaio è custodito.

Sarà anche opportuno farsi dire dal moribondo se esistono testamenti precedenti in modo da procedere alla loro distruzione prima che possano generare confusione negli eredi. 

Bisognerà fare poi una ricognizione degli atti di proprietà degli immobili. In particolare, laddove possibile, sarà meglio sapere, prima del decesso del parente:

  • dove siano i rogiti e gli atti di proprietà per risparmiare tempo e denaro in lunghe ricerche, spesso anche complesse;
  • che cosa dicano gli atti di proprietà immobiliari: ad esempio, se vi sono ipoteche oppure usufrutti, ecc.

In ogni caso, chiunque può venire a conoscenza dei beni di cui è intestataria una persona (anche se defunta) presentando una richiesta di visura all’Ufficio del territorio. Tale certificato indicherà solo gli estremi catastali del bene ma non fornirà anche una copia degli atti di provenienza (ad esempio, il rogito di acquisto, una donazione o una precedente successione).

Ci sono poi le polizze assicurative. Se il parente è titolare di un’assicurazione sulla vita, farà bene a fornire gli estremi della relativa polizza ai futuri eredi, indicando anche dove si trova il contratto e le ricevute di pagamento per contrastare eventuali contestazioni da parte della compagnia. 

Lo stesso dicasi in merito ad eventuali fondi pensionistici che comportino la reversibilità degli assegni.

Conto corrente bancario e cassette di sicurezza

Sempre in vista di una imminente morte, i futuri eredi faranno bene a chiedere al parente quali siano le banche e gli altri intermediari finanziari ove questi conservi il proprio denaro in conti correnti o eventuali cassette di sicurezza.

Nella consapevolezza che, al decesso dell’intestatario, il conto sarà bloccato dalla banca fino a quando non verrà depositata la dichiarazione di successione, sarà opportuno, in tali frangenti, farsi autorizzare a un prelievo – più o meno corposo – per far fronte alle spese funebri. Ad esse potrebbe già provvedere lo stesso moribondo, evitando così appropriazioni del denaro.

In ogni caso, le banche consentono, anche dopo la morte del proprio cliente e prima dello svincolo delle somme, un prelievo necessario a pagare il funerale con i soldi del defunto. 

Si potrebbe anche pensare di intestare il conto a un erede – specie se si tratta di erede unico – proprio al fine di svincolare immediatamente le somme. 

Ricerca dei debiti 

Uno degli aspetti più delicati della successione è collegato alla presenza dei debiti, cui dovranno fare fronte gli eredi. Ecco perché questi ultimi, prima di accettare l’eredità, dovrebbero sempre fare una ricognizione delle eventuali obbligazioni pendenti per verificare se queste superino l’attivo, rendendo non conveniente l’accettazione dell’eredità. Si tratta di un compito non facile, specie in presenza di creditori privati per i quali non esistono registri o elenchi. Avere informazioni dal parente moribondo è quindi essenziale: si tratta di un’attività non sostituibile con altri sistemi e, quindi, da non prendere sottogamba.

Invece per quanto riguarda i debiti con il Fisco, si potrà ottenere un estratto presso l’Agenzia delle Entrate o un estratto di ruolo presso l’Agenzia Entrate Riscossione. La stessa domanda può essere posta al Comune o alla Regione per i tributi locali. 

Intestazione dei beni

Spesso, in prossimità della morte, si tende ad anticipare la divisione del proprio patrimonio con atti di donazione, nel falso convincimento di poter così risparmiare le imposte sulla successione. In realtà, si tratta di un’informazione non corretta: difatti, le imposte sulle successioni e sulle donazioni sono identiche (proprio per evitare manovre elusive di questo tipo). Anzi, la donazione implica la possibilità di una contestazione nei successivi 10 anni dall’apertura della successione. 



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