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Dopo quanto tempo posso guidare dopo aver fumato

8 Febbraio 2021
Dopo quanto tempo posso guidare dopo aver fumato

Per quanto tempo la cannabis rimane nel corpo e quanto tempo il conducente deve aspettare prima di poter mettersi alla guida dell’auto senza rischiare il reato?

Spesso, ci si chiede dopo quanto tempo posso guidare dopo aver fumato. Il che equivale a sapere per quanto tempo la marijuana resta nel corpo. A dare una risposta è una recente sentenza della Cassazione [1] che accettato il ricorso di un conducente che, risultato positivo al test della droga, non presentava però sintomi particolari. L’uomo era stato inizialmente condannato per guida sotto effetto di stupefacenti, decisione poi annullata in ultima istanza. Cerchiamo di comprendere il perché.

Per sapere dopo quanto tempo si può guidare dopo aver fumato bisogna partire dal Codice della strada. L’articolo 187 del Codice della strada stabilisce che chiunque guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da 1500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno. A ciò si aggiunge la sospensione della patente da uno a due anni.

A differenza della guida in stato di ebbrezza, in questo caso, non sono previste soglie di tolleranza al di sotto delle quali non c’è reato ma una semplice sanzione amministrativa. 

Ebbene, secondo la Cassazione, per contestare la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti «non è sufficiente solo la positività alla sostanza, come nel caso di guida in stato di ebbrezza, ma è necessario che lo stato di alterazione psico-fisica sia conclamato e derivi dall’uso di droga». 

Detto in altre parole, non è sufficiente che il conducente si sia posto alla guida del veicolo subito dopo aver fumato ma è necessario che egli abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione. 

Dunque, non basta la semplice sintomatologia dell’alterazione ma ci deve anche essere l’accertamento della sua origine e cioè dell’assunzione di una sostanza drogante o psicotropa, «non essendo la mera alterazione di per sé punibile, se non derivante dall’uso di sostanza, né essendo tale il semplice uso non accompagnato da alterazione». 

Questo in sintesi significa che non c’è un tempo oltre il quale si può guidare dopo aver assunto marijuana ma tutto dipende dalla tolleranza soggettiva dell’assuntore, tolleranza che infatti può cambiare da soggetto a soggetto; in alcuni, può causare una compromissione delle capacità psicofisiche, mentre in altri no. Ma significa anche che per iniziare a guidare non è necessario attendere che nel sangue non vi siano più tracce della droga, ma basta aspettare il minor tempo che cessino i relativi effetti. Secondo alcuni, tale risultato si può ottenere già dopo tre ore.

La Cassazione, nella pronuncia in commento, si sofferma sulla profonda distinzione tra la guida in stato di ebbrezza e quella sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Nel primo caso, è sufficiente porsi alla guida dopo aver assunto l’alcol oltre una determinata soglia. Il che prescinde quindi da eventuali sintomi rilevati sul conducente. Basta che il test dia risultato positivo – ossia almeno pari a 0,5 g/l di alcol nel sangue – per essere multati. Tuttavia, è anche vero che se il tasso alcolemico è tra 0,5 e 0,8 g/l scattano solo sanzioni amministrative. Da 0,8 g/l in poi c’è invece il reato e, quindi, le conseguenze sono penali.

Viceversa, nel caso di stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti è indifferente la quantità di sostanza assunta ma rileva l’alterazione psicofisica causata dall’assunzione di droga.

La scelta legislativa di ancorare la punibilità a presupposti diversi da quelli previsti per la guida in stato di ebbrezza (“per configurare la quale è sufficiente porsi alla guida dopo aver assunto alcool oltre una determinata soglia”), secondo la Cassazione «trova la sua ratio nell’apprezzamento della ritenuta maggior pericolosità dell’azione rispetto al bene giuridico tutelato della sicurezza stradale, che implica l’assenza di ogni gradazione punitiva a fronte dell’accertata alterazione psicofisica causata dall’assunzione di stupefacenti». 

Un ragionamento limpido che però sembra poter giocare anche a favore dell’assuntore qualora “regga” senza alterazioni manifeste l’uso delle droghe. Un elemento che, come detto, invece, non rileva per l’alcool, dove la punibilità scatta comunque al superamento di una determinata quantità a prescindere dalla alterazione riscontrata.

La punizione per chi guida dopo aver fumato scatta solo se c’è l’accertamento non già della semplice assunzione della droga, ma di uno stato di alterazione da quella derivante; con questo concetto «si intende la compromissione dei rapporti fra processi psichici ed i fenomeni fisici che riguardano l’individuo in sé ed suoi rapporti con l’esterno». 

«Laddove però – prosegue la sentenza – siffatto accertamento, senza dubbio più complesso di quello previsto per la guida in stato di ebbrezza alcolica, dia esito positivo», e qui si rinviene la considerazione del maggior ‘disvalore’, «l’assenza di soglie implica di per sé l’integrazione del reato».  

In definitiva, la constatazione della sintomatologia determina l’avvio di un procedimento finalizzato a verificare se essa è correlata all’assunzione di sostanze droganti. E le modalità di accertamento, non implicano necessariamente l’accertamento ematico (da ritenersi – ove positivo – risolutivo sulla causa scatenante l’alterazione), ma consentono di far risalire l’origine dell’alterazione psicofisica all’uso di droghe «anche attraverso accertamenti biologici diversi come l’esame delle urine, che seppure di per sé non esaustivi, sono certamente indicativi della pregressa assunzione». 


note

[1] Cass. sent. n. 3900/21.


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4 Commenti

  1. Queste domande non dovrebbero essere proprio poste da una persona responsabile, a parte che una persona responsabile non si farebbe le canne perché sappiamo che non è che facciano bene alla salute. Ma tralasciando questo aspetto, mettiamo che una persona voglia fumare una canna con gli amici e magari beve pure, perché figuriamoci se non ci accompagna gli alcolici. Allora, secondo voi a mente lucida è il caso di mettersi alla guida e rischiare un incidente mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri? Non credo proprio, quindi se proprio volete farvi una canna in compagnia e bere in allegria, state lontani dallo sterzo

    1. Ma smettila di dire cazzate,chi sei tu per dire che una persona che fuma una canna alla settimana non è una persona responsabile…

  2. Durante un festino mi hanno offerto una canna. In pratica, ero l’unica che non fumava. Ero in gita alle superiori. Vedo scrollare la cartina sul tavolo con una certa precisione. Ingenuamente pensai che quei compagni di classe stavano preparando una sigaretta con il tabacco acquistato a parte, poi dopo aver sentito quell’odore nauseabondo capii che non era semplicemente una sigaretta. Onde evitare situazioni di disagio, mi trasferii altrove e mentre gli altri erano strafatti in stanza, io ed altri amici più coscienziosi trascorremmo una meravigliosa serata a gustarci il panorama notturno della città d’arte che stavamo visitando tra risate e aneddoti.

  3. Sono sempre stato un fumatore accanito di sigarette ma non ho mai provato una canna. I miei amici volevano costringermi a fumare ma io ho sempre evitato e infatti quando le sere d’estate uscivamo onde evitare che si mettessero loro alla guida, anche se dicevano di essere tranquilli e lucidi, ho sempre guidato io. Non si sa mai. Poi, a volte basta una sciocchezza per un incidente

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