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Quando si rischia violenza privata?

1 Giugno 2021
Quando si rischia violenza privata?

Cosa succede se si usa minaccia o violenza per coartare la volontà di una persona.

Ogni giorno, vai a trovare i tuoi genitori, il cui appartamento si trova all’interno di un condominio. Per praticità, sei solito parcheggiare la tua macchina dinanzi al garage di proprietà di un uomo che abita nella stessa palazzina. Tale comportamento, però, gli crea notevoli disagi al punto che un giorno subisce un richiamo dal suo datore di lavoro per essersi presentato tardi in azienda. Adesso, hai paura di beccarti una denuncia.

In questo articolo, ti spiego quando si rischia la violenza privata. In pratica, si tratta di un reato che si configura ogni qualvolta chiunque, con un atteggiamento di prepotenza, obbliga un soggetto a fare oppure ad omettere qualcosa. In tal caso, infatti, si limita la libertà di movimento o di autodeterminazione di una persona. Le conseguenze di una simile condotta sono molto serie, in quanto il codice prevede la pena della reclusione fino a quattro anni. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti invito a metterti comodo ed a proseguire la lettura.

Cos’è la violenza privata?

Come ti ho già anticipato in premessa, la violenza privata è un reato e consiste nell’usare un atteggiamento minaccioso o violento nei confronti della vittima affinché questa sia costretta a fare, omettere o tollerare qualcosa. Ti faccio subito un esempio per farti capire di cosa sto parlando.

Caia si reca al supermercato per fare la spesa settimanale. Una volta finito, decide di tornare subito a casa per preparare la cena, ma si accorge che qualcuno ha parcheggiato la sua auto così vicina alla sua al punto da impedirle qualsiasi manovra.

Entrando più nel dettaglio, la violenza può essere:

  • impropria: nel senso che viene utilizzato qualsiasi mezzo per annullare la capacità di azione o determinazione di una persona;
  • propria: intesa come uso di energia fisica su cose o persone, esercitata direttamente o con uno strumento.

Quanto alla minaccia, invece, questa deve essere idonea a cagionare effetti intimidatori sul soggetto passivo (cioè a prospettargli un male ingiusto), anche se il turbamento psichico poi non si verifica in concreto.

Infine, come elemento soggettivo del reato è richiesto il dolo generico, vale a dire la consapevolezza di privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione.

In sintesi, il delitto di violenza privata si consuma quando la vittima perde sensibilmente la capacità di agire secondo la propria volontà.

Quando si rischia la violenza privata?

A questo punto, ti è chiaro che la violenza privata si verifica nell’instante in cui si incide sulla volontà di una persona per costringerla ad assumere un comportamento diverso rispetto a quello che altrimenti avrebbe tenuto in circostanze normali. Ti faccio alcuni esempi.

Tizio e Caio discutono animatamente. Ad un certo punto, uno sottrae all’altro le chiavi della sua moto per impedirgli di allontanarsi.

Mevio impedisce agli operai di svolgere dei lavori nei pressi della sua abitazione con comportamenti tali da bloccare l’utilizzo dei macchinari.

Sempronio non riesce a trovare parcheggio sotto casa. Decide di lasciare la sua autovettura nel posto riservato alle persone invalide.

Tizio costringe i propri dipendenti ad accettare di essere declassati nelle proprie mansioni con la minaccia di spostarli in un settore peggiore rispetto a quello dove lavorano attualmente.

Mevia e Sempronio convivono da cinque anni. Un giorno, però, la donna scopre di essere tradita e, quindi, senza pensarci due volte, cambia la serratura impedendo a Sempronio di entrare nell’appartamento.

In tutti gli esempi riportati, il responsabile delle suddette condotte rischia una denuncia per il reato di violenza privata [1] punito dal Codice penale con la reclusione fino a quattro anni. Tuttavia, se la violenza o la minaccia è commessa con armi, da più persone, con uno scritto anonimo, ecc. (ossia in presenza di circostanze aggravanti) la pena è aumentata.

Violenza privata: che fare?

Chi è vittima del reato di violenza privata deve segnalare il fatto alle autorità competenti (carabinieri, polizia o Procura della Repubblica) in modo che venga aperto un procedimento penale nei confronti della persona individuata come il presunto responsabile. Va precisato che si tratta di un reato procedibile d’ufficio, quindi anche se la persona offesa ci ripensa, non potrà più ritirare la querela.

Una vola concluse le indagini preliminari, il pubblico ministero, accertata la fondatezza dei fatti, citerà a giudizio l’autore del reato. Durante il processo, la persona offesa ha comunque la possibilità di costituirsi (tramite un avvocato di fiducia) parte civile per ottenere il risarcimento del danno in caso di condanna dell’imputato.


note

[1] Art. 610 cod.pen.

Autore immagine: pixabay.com


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