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Autotrasporto: addio scheda di trasporto che accompagnava la merce

24 Dicembre 2014
Autotrasporto: addio scheda di trasporto che accompagnava la merce

Semplificati gli adempimenti in vigore dal 19 luglio 2009.

La legge di Stabilità per il 2015 abroga definitivamente la cosiddetta “scheda di trasporto”, il documento che, dal 19 luglio 2009, nel solo caso di trasporto per conto terzi in ambito nazionale, doveva essere compilato e sottoscritto dal committente prima del trasporto, e doveva accompagnare la merce trasportata a bordo del veicolo a cura del vettore [1].

È stato eliminato anche l’obbligo, nei casi di contratti di trasporto non scritti, di indicare nella fattura del vettore il costo del carburante sostenuto per il trasporto.

Per non dover compilare la scheda di trasporto, comunque, era possibile aggiungere ai dati obbligatori del Ddt (che deve accompagnare la merce) le nuove informazioni richieste come la denominazione, l’indirizzo e la sede (riferimenti telefonici o mail) e partita Iva del proprietario della merce, del committente del trasporto e del caricatore; numero di iscrizione all’Albo del vettore; luoghi di carico e di scarico della merce; sottoscrizione del committente; eventuali informazioni richieste nei seguenti campi della scheda di trasporto: eventuali dichiarazioni, eventuali istruzioni, osservazioni varie.

Dal 1° gennaio 2015, quindi, questi dati non dovranno più essere obbligatoriamente indicati nei Ddt.

Inoltre, dal 2008, se il contratto è stipulato in forma orale, la fattura emessa dal vettore doveva evidenziare, il costo del carburante sostenuto dal vettore per l’esecuzione delle prestazioni contrattuali. Ebbene, anche questi adempimenti sono stati eliminati dalla legge di stabilità 2015.

La scheda di trasporto nasce nel 2005 per rendere maggiormente trasparente la filiera del movimento delle merci su strada. Con la sua abolizione alcuni tipi di controlli sulla filiera dell’autotrasporto, pur rimanendo potenzialmente possibili, saranno più complessi. In pratica come specificato anche nella circolare del Ministero Interni [2] le generalità del committente e degli altri soggetti a cui contestare le eventuali violazioni in concorso con il conducente d’ora in poi saranno tutte da individuare. Per questo sarà molto utile il documento di trasporto e le istruzioni scritte che devono trovarsi a bordo del veicolo. In ogni caso la polizia stradale potrà richiedere all’autista ogni informazione utile alla ricostruzione della vicenda, specifica il Viminale. Abrogato  poi anche il costo minino di esercizio nell’attività di autotrasporto conto terzi, in conformità alle indicazioni europee.

La mini novella introduce però anche un nuovo obbligo. Il committente dal 1° gennaio potrà affidare la merce ad un vettore che a sua volta potrà avvalersi al massimo di un solo sub vettore. Questo per evitare una eccessiva dilatazione dell’organizzazione del trasporto a tutto discapito della trasparenza della stessa e della sicurezza della circolazione. In pratica si ritiene che l’eccessivo ribasso dei prezzi non derivi tanto dai costi minimi di esercizio ma dall’ingiustificato allungamento della filiera dei sub vettori che d’ora in poi dovrà essere molto corta


note

[1] Art. 7-bis del Dlgs 286/2005.

[2] Min. Interni, circolare n. 9221/2014.


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