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Dopo la separazione i coniugi tornano insieme: ultime sentenze

9 Febbraio 2021
Dopo la separazione i coniugi tornano insieme: ultime sentenze

Riconciliazione nella separazione dei coniugi: cosa è necessario. La temporanea coabitazione non è sufficiente. 

La riconciliazione nella separazione dei coniugi

La riconciliazione non consiste nel mero ripristino della situazione quo ante, ma nella ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ricomposizione della comunione coniugale di vita, vale a dire la ripresa di relazioni reciproche, oggettivamente rilevanti, tali da comportare il superamento di quelle condizioni che avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Tribunale Vicenza sez. II, 01/10/2020, n.1598

Coniugi tornano a vivere insieme per anni, pur avendo altre soluzioni abitative

È improcedibile la domanda di scioglimento del matrimonio se i coniugi dopo la separazione sono tornati a vivere insieme per anni, pur avendo altre soluzioni abitative. Ai fini dell’avvenuta riconciliazione non conta il fatto che dormissero in letti separati né che trascorressero le vacanze da soli. Nel caso di specie, la riconciliazione era durata circa e anni per poi interrompersi nuovamente perché il marito non aveva mantenuto la promessa di terminare la relazione extraconiugale.

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

La riconciliazione non è incompatibile con il rispetto della parte economica dell’accordo  

È improcedibile la domanda di scioglimento del matrimonio se i coniugi dopo la separazione sono tornati a vivere insieme per anni, pur avendo altre soluzioni abitative. L’eccezione di sopravvenuta riconciliazione non può essere rilevata d’ufficio, non investendo profili di ordine pubblico, ma aspetti strettamente attinenti al rapporto tra coniugi, in ordine ai quali è onere della parte convenuta eccepire e provare tempestivamente l’avvenuta riconciliazione.

Deve inoltre escludersi che il procedimento di modifica delle condizioni di separazione dei coniugi, il cui thema decidendum è rappresentato dall’esistenza di rilevanti mutamenti di fatto delle condizioni poste a base della decisione, comporti anche un accertamento con efficacia di giudicato sull’assenza dell’avvenuta riconciliazione dei coniugi, ove la questione non sia stata posta da alcuna delle parti processuali

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

Modifica delle condizioni di separazione dei coniugi: rilevanti mutamenti di fatto

Deve escludersi che il procedimento di modifica delle condizioni di separazione dei coniugi, il cui “thema decidendum” è rappresentato dall’esistenza di rilevanti mutamenti di fatto delle condizioni poste a base della decisione, comporti anche un accertamento con efficacia di giudicato sull’assenza dell’avvvenuta riconciliazione dei coniugi, ove la questione non sia stata posta da alcuna delle parti processuali.

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

Onere probatorio per mancata intervenuta riconciliazione tra gli ex coniugi: rilevanza e tempestività delle prove del contrario

La riconciliazione implica la ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ripresa di relazioni reciproche oggettivamente rilevanti, che si siano concretizzate in un comportamento inequivoco, incompatibile con lo stato della separazione. Poiché il legislatore stabilisce espressamente che l’eccezione di sopravvenuta riconciliazione deve essere proposta ad istanza di parte, il giudice non può rilevarla d’ufficio, non investendo essa profili di ordine pubblico ma aspetti strettamente attinenti al rapporto tra coniugi, in ordine ai quali è onere della parte convenuta eccepire, e conseguentemente provare, l’avvenuta riconciliazione.

Cassazione civile sez. I, 16/06/2020, n.11636

Coabitazione dei coniugi legalmente separati e riconciliazione: un’equazione non sempre lineare

Il rientro del padre presso la ex casa coniugale – purché temporaneo – deve essere autorizzato quando costituisca una misura attuativa necessaria dell’interesse del minore e sia, al contempo, idonea a preservare l’intenzione dei coniugi di valorizzare la mera coabitazione, instauratasi nell’ottica di escludere la futura insorgenza di dubbi in ordine alla riconciliazione.

Tribunale Terni, 05/03/2020

Separazione dei coniugi: con la ripresa della convivenza, è da presumere la riconciliazione

In tema di separazione dei coniugi, la riconciliazione si verifica quando sia stato ricostituito l’intero complesso dei rapporti che caratterizzano il vincolo matrimoniale e, quindi, sottende l’avvenuto ripristino non solo di quelli riguardanti l’aspetto materiale del consorzio anzidetto, ma altresì di quelli che sono alla base dell’unione spirituale tra i coniugi; e cioè si ha riconciliazione tra coniugi separati in caso di completo ed effettivo ripristino della convivenza coniugale, con la ripresa dei rapporti materiali e spirituali caratterizzanti il vincolo matrimoniale e costituenti il consorzio familiare; rilevanza essenziale e decisiva va attribuita, prescindendo da eventuali ed irrilevanti riserve mentali, agli elementi esteriori, oggettivi e diretti in modo non equivoco a dimostrare la seria e comune volontà delle parti di ripristinare la comunione di vita, e non a quegli stati d’animo che, appartenendo alla sfera dei sentimenti, sono assai difficili da accertare in quanto permeati di insondabile soggettività: accertata, pertanto, la ripresa della convivenza, è da presumere la riconciliazione, presunzione non superabile dal fatto che i coniugi, dopo la ripresa della convivenza, abbiano frequentato amici non comuni, o abbiano dormito talora in camere separate, fatti e circostanze, questi, non infrequenti anche quando i coniugi siano legati da indubbia ed intensa affectio.

Tribunale Reggio Calabria, 25/11/2019, n.1572

La parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile

La parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile, che il giudice di merito è chiamato a verificare, tenendo presente che, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, gli effetti della separazione cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontro e di frequentazione, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali. Il relativo apprezzamento, effettuato seguendo i criteri appena riportati, non può essere oggetto di sindacato di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Separazione tra coniugi, in caso di incontri occasionali non è configurabile la riconciliazione

In forza dell’art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può, quindi, ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale.

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2019, n.20323

Divorzio: l’accertamento dell’intervenuta riconciliazione va individuata nella ripresa dei rapporti materiali e spirituali tipici del rapporto coniugale.

In tema di divorzio, ai fini dell’accertamento della intervenuta riconciliazione, non è sufficiente che i coniugi abbiano ripristinato la convivenza, essendo invece necessaria la ripresa dei rapporti materiali e spirituali tipici del rapporto coniugale, la cui prova va individuata nella ripresa dell’affectio coniugalis, nella sussistenza di circostanza di fatto incompatibili con il permanere dello stato di separazione, con la ripresa di frequentazioni di amici e conoscenti, con lo svolgimento di viaggi, con la cura e l’educazione costante della prole, lo scambio di regali in occasione di feste e ricorrenze e quindi con tutto ciò che costituisce espressione del ripristino della solidarietà familiare caratterizzante la vita dei coniugi.

(Fattispecie in cui il giudice ha ritenuto insufficiente, perché priva di ulteriori riscontri esterni, l’unica dichiarazione testimoniale di un vicino di casa che aveva asserito che il marito era tornato a vivere presso la casa coniugale, e che lo aveva visto, dal proprio cortile, pranzare con la moglie tutti i giorni e accompagnarla a fare la spesa).

Tribunale Salerno sez. I, 16/07/2019, n.2407

Riconciliazione coniugi: necessaria una ripresa concreta di comunione spirituale e materiale fra i coniugi, non essendo sufficiente una temporanea coabitazione.

La riconciliazione non consiste nel mero ripristino della situazione “quo ante”, ma nella ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ricomposizione della comunione coniugale di vita, vale a dire la ripresa di relazioni reciproche, oggettivamente rilevanti, tali da comportare il superamento di quelle condizioni che avevano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza e che si concretizzano in un comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione” e inoltre la riconciliazione “si verifica quando sia stato ricostituito l’intero complesso dei rapporti che caratterizzano il vincolo matrimoniale e che, quindi, sottende l’avvenuto ripristino non solo di quelli riguardanti l’aspetto materiale del consorzio anzidetto, ma altresì di quelli che sono alla base dell’unione spirituale tra i coniugi.

Tribunale Torino sez. VII, 07/02/2019, n.597



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5 Commenti

  1. Io e mio marito abbiamo vissuto un periodo di grande crisi coniugale. Entrambi abbiamo deciso di non vivere più insieme e di stare un po’ lontani per pensare al da farsi. La situazione era tesissima. Eravamo combattuti, perché in fondo il sentimento c’è sempre stato però c’erano molte cose che non ci rendevano più felici. Nostro figlio ha capito che dovevamo prenderci una pausa e nonostante la separazione abbiamo continuato a trascorrere insieme le feste per non fargli sentire il peso delle nostre decisioni. Poi, a Natale, vista la pandemia, ci siamo riavvicinati ed abbiamo deciso di ritornare insieme. A volte, le separazioni possono essere d’aiuto per capire certe cose e migliorarsi in modo da avere un’evoluzione personale e fare dei cambiamenti per il bene della coppia

  2. Per me, le minestre riscaldate non vanno bene. A meno che non si tratti di un ritorno di fiamma, meglio evitare di ritornare con il proprio ex o la propria ex. Certe cose non cambiano e non si può sperare né pretendere di cambiare le persone. Un conto è aspettarsi che possano esserci dei miglioramenti e delle “rifiniture” caratteriali, ma chi nasce tondo non muore certo quadrato. Quindi, prima di fare l’errore di riavvicinarsi per poi scannarsi nuovamente è meglio che ragionare sulle cause della fine di una relazione e sul nuovo riavvicinamento. Le altalene non hanno mai fatto bene a nessuno.

  3. Se si ritorna insieme dopo tanti anni di matrimonio è perché non si vogliono buttare all’aria tanti momenti di felicità, condivisione e crescita con la propria metà. A volte, si può mollare tutto per ragioni futili, presi dalla rabbia, dal rancore, da incomprensioni. Poi, a distanza di tempo, certe cose possono diventare più chiare e allora si capisce di aver fatto una sciocchezza e si cerca di recuperare un rapporto che alla base ha amore, stima e rispetto reciproco.

  4. Ho lasciato mia moglie dopo averla scoperta al letto con il mio migliore amico. Secondo voi potrei mai perdonarla? Nel nostro letto, quei due infami portavano avanti una relazione che durava da tempo. Quando sono partito per lavoro, sono stato via meno di un mese per un corso di aggiornamento professionale e sono rientrato prima, li ho trovati belli e spensierati in casa mia. Che delusione assurda. Doppio tradimento. Ecco, ci sono cose che non si possono perdonare, per tutto il resto c’è la riconciliazione

  5. I miei genitori si sono separati quando ero piccolo. Ho cercato di non trasmettere loro la mia sofferenza, ma soffrivo eccome. Ero solo un bambino, loro tentavano di non farmi sentire la causa della loro rottura e mi stavano forse più vicini di prima. Ma l’assenza in casa del mio papà di sentiva. Un giorno, insieme a mia nonna, siamo riusciti ad organizzare una “trappola” e loro si sono ritrovati insieme e poi si sono riavvicinati. Hanno parlato di nuovo in maniera civile, mentre prima discutevano animatamente e spesso. Poi, ci hanno comunicato in occasione del mio compleanno che sarebbero tornati insieme. Non ho mai ricevuto regalo più bello in vita mia

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