Cassazione: al volante non serve essere dei piloti esperti

9 Febbraio 2021 | Autore:
Cassazione: al volante non serve essere dei piloti esperti

Secondo la Suprema Corte, non si può pretendere da chi provoca un incidente di compiere delle manovre da conducenti con capacità sopra la media.

Non si può chiedere a Mario Rossi di essere Lewis Hamilton: chi ha la patente deve «solo» guidare un’auto, non partecipare ad una gara di Formula 1 e, pertanto, non deve avere a tutti i costi l’abilità di un esperto pilota. Ne consegue che non lo si può condannare se provoca un incidente stradale, anche mortale, evitabile con una manovra più sofisticata.

Questo è il pensiero espresso dalla Cassazione in una recente sentenza [1], secondo cui un automobilista deve essere giudicato come un guidatore di media capacità e non come un abilissimo pilota in grado di evitare qualsiasi pericolo. Il che, inevitabilmente, richiamerebbe alla propria prudenza e al rispetto delle regole del Codice della strada da parte di ciascuno di noi, senza pretendere che sia sempre la destrezza degli altri ad evitare le situazioni di pericolo che noi stessi abbiamo creato.

La Suprema Corte si è pronunciata sul caso di un automobilista accusato di omicidio colposo in seguito ad un incidente tra la sua auto ed un ciclomotore. Chi si trovava in sella a quest’ultimo, aveva fatto all’improvviso un’inversione di marcia davanti alla macchina senza segnalazione, urtando sul fianco sinistro dell’auto. Durante il processo, al conducente era stato contestato il fatto di essersi spostato sulla sinistra e di non avere girato le ruote a destra o di avere proseguito dritto. Tuttavia, secondo il perito, la manovra che ha provocato l’incidente non sarà stata efficace, ma è «quella che avrebbe compiuto un guidatore di ordinarie esperienza e capacità, cioè cercare di evitare l’urto lasciandosi il ciclomotore sulla propria destra, confidando verosimilmente nel fatto che il conducente di esso desistesse dal proprio temerario e non consentito intento» rientrando nella sua corsia.

La Cassazione conferma, con parole sue, il vecchio principio secondo cui «fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio». In sostanza, sostiene che sulla strada l’affidamento alla correttezza di quello che fanno gli altri ha un ambito di applicazione più ridotto che in altri settori e non può pretendere dal conducente medio di essere in grado di guidare come un pilota e di far fronte al pericolo causato da chi crea «una turbativa colposa della circolazione».


note

[1] Cass. sent. n. 1713/2021.


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2 Commenti

  1. Dovrebbero dare la patente a chi sa davvero guidare. C’è gente a cui dovrebbero strappare la patente sia perché non è in grado di tenere il veicolo su strada sia perché si mette alla guida in maniera irresponsabile, guardando il cellulare oppure rifacendosi il trucco oppure dopo aver bevuto

  2. C’è gente che prende l’autostrada come una pista di Formula Uno. Bisogna essere cauti e soprattutto non ci si deve sopravvalutare perché poi se si è troppo sicuri si incappa negli incidenti e si causano sinistri stradali. Non bisogna essere mai distratti da nulla perché basta un attimo e tutto può succedere

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