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Sono obbligatorie le fedi nel matrimonio civile?

4 Giugno 2021 | Autore:
Sono obbligatorie le fedi nel matrimonio civile?

Celebrazione del matrimonio innanzi all’ufficiale dello stato civile: come funziona la procedura? Lo scambio degli anelli è necessario per legge?

Dal matrimonio discendono importanti obblighi in capo ai coniugi. Per legge, dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Il coniuge che dovesse venir meno a uno di questi doveri rischierebbe di vedersi addebitata la separazione; nei casi più gravi, è possibile anche dover risarcire i danni al partner. Proprio per l’importanza delle conseguenze che ne derivano, la legge prevede che il matrimonio sia celebrato in forma solenne, rispettando alcuni adempimenti in assenza dei quali l’unione sarebbe nulla.

Sono obbligatorie le fedi nel matrimonio civile? Nell’immaginario collettivo, lo scambio degli anelli nuziali segna il momento più importante del matrimonio, quello in cui l’unione è sancita in modo definitivo. Insomma, è come se gli anelli rappresentassero il segno tangibile del vincolo. Ma è proprio così per legge? Il Codice civile impone lo scambio delle fedi oppure si tratta di una formalità priva di valore giuridico? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se sono obbligatorie le fedi nel matrimonio civile.

Promessa di matrimonio: cos’è?

Per comprendere se le fedi sono obbligatorie nel matrimonio civile, bisogna ripercorrere brevemente le tappe che portano al suo perfezionamento, cominciando dalla promessa.

La promessa è l’impegno solenne di contrarre matrimonio. Per legge [1], la promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo né ad eseguire ciò che si fosse convenuto per il caso di inadempimento.

In pratica, la promessa non fa sorgere alcuna obbligazione giuridica: i coniugi, anche dopo la promessa, possono decidere di tirarsi indietro e di non sposarsi. In questa ipotesi, però, potrebbero esserci delle conseguenze.

Promessa: cosa succede se non ci si sposa?

La promessa di matrimonio non vincola mai i coniugi a contrarre il futuro matrimonio; tuttavia, se essa è fatta in forma solenne (cioè in Comune, dopo regolari pubblicazioni, innanzi all’ufficiale di stato civile o suo delegato), dalla stessa sorgono degli obblighi. Per la precisione, secondo la legge [2], il promittente può domandare la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio, se questo non è stato contratto. La domanda di restituzione non è più proponibile dopo un anno dal giorno in cui s’è avuto il rifiuto di celebrare il matrimonio o dal giorno della morte di uno dei promittenti.

Ma non solo. La promessa di matrimonio fatta in modo solenne obbliga il promittente che senza giusto motivo rifiuti di sposarsi a risarcire il danno cagionato all’altra parte per le spese fatte e per le obbligazioni contratte a causa della promessa. Lo stesso risarcimento è dovuto dal promittente che con la propria colpa ha dato giusto motivo al rifiuto dell’altro. La domanda non è proponibile dopo un anno dal giorno del rifiuto di celebrare il matrimonio [3].

In pratica, chi si sottrae senza giustificato motivo alla propria promessa di matrimonio non solo deve restituire i doni, ma deve anche risarcire le spese sostenute dall’altra parte in vista del matrimonio (ad esempio: preparativi, prenotazione ristorante, vestiti, ecc.).

Nulla è dovuto, invece, se non si tiene fede alla parola data per giusti motivi: ad esempio, per aver scoperto l’infedeltà del partner.

Pubblicazioni matrimonio: cosa sono?

Finora, nessuna traccia, all’interno del Codice civile, dell’obbligo di scambiarsi le fedi. Vediamo cosa succede dopo la promessa.

Il passo successivo è quello delle pubblicazioni. Secondo la legge [4], la celebrazione del matrimonio dev’essere preceduta dalla pubblicazione fatta a cura dell’ufficiale dello stato civile.

Le pubblicazioni hanno lo scopo di portare a conoscenza di tutti il futuro matrimonio, in modo tale che chiunque vi abbia interesse e sia a conoscenza di un impedimento allo stesso possa fare opposizione. Si pensi, ad esempio, a chi sappia che uno dei futuri coniugi sia già sposato.

La pubblicazione consiste nell’affissione alla porta della casa comunale di un atto dove si indica, tra le altre cose, il nominativo dei nubendi e il luogo dove intendono celebrare il matrimonio. Le pubblicazioni devono rimanere affisse almeno per otto giorni.

Celebrazione matrimonio: come funziona?

Dopo la promessa e le pubblicazioni, non resta che sposarsi. Secondo la legge, il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione [5].

Nel giorno indicato dalle parti, l’ufficiale dello stato civile, alla presenza di due testimoni, anche se parenti, dà lettura agli sposi degli articoli di legge in cui sono contemplati gli obblighi nascenti dal matrimonio, anche quelli nei riguardi della prole. Dopodiché, l’ufficiale riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio.

Subito dopo la celebrazione, l’ufficiale dello stato civile provvede a compilare l’atto di matrimonio [6].

Fedi nel matrimonio civile: sono obbligatorie?

Nel matrimonio civile, lo scambio delle fedi nuziali non è obbligatorio. Si tratta di una pratica divenuta molto diffusa ma irrilevante dal punto di vista giuridico.

Per la legge, il matrimonio si intende perfezionato con lo scambio reciproco delle dichiarazioni con cui i coniugi manifestano la volontà di unirsi in matrimonio, accettando i doveri nascenti dallo stesso.


Nel matrimonio civile, lo scambio delle fedi nuziali non è obbligatorio. Si tratta di una pratica molto diffusa ma irrilevante dal punto di vista giuridico.

note

[1] Art. 79 cod. civ.

[2] Art. 80 cod. civ.

[3] Art. 81 cod. civ.

[4] Art. 93 cod. civ.

[5] Art. 106 cod. civ.

[6] Art. 107 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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